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Inter F.C.

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Next gen series campioni dieuropaaa!!!

1-1 con noi in 10 dal 70min abbiamo vinto ai rigori sull'Ajax !!!! :D

 

Il futuro lo abbiamo una buona parte di questi ragazzi hanno vinto anche il viareggio l'anno scorso

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per quanto rocambolesca finalmente ho visto l'Inter giocare una partita di calcio, soprattutto nel primo tempo la squadra finalmente girava

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INIERVISTA Josè Mourinho

 

Josè Mourinho torna a parlare con la stampa italiana e lo fa con un'intervista al Corriere della Sera. Lo Special One parla di tutto, dal suo momento al Real alle sue frasi diventate celebri ("zeru tituli" su tutte) fino ad un ipotetico ritorno in nerazzurro:

 

José Mourinho, come va a Madrid?

«Benissimo. Siamo in testa alla Liga, abbiamo ottime possibilità di entrare in semifinale di Champions. Va benissimo».

 

Eppure le critiche non mancano.

«Ci sono abituato, nel mondo del calcio sono criticato se dico bianco o se dico nero, se parlo dopo una partita o se sto zitto dopo una partita. Ogni tanto mi sento perso perché non so che direzione devo prendere: sono sempre criticato, in qualunque caso».

 

Ci ha fatto l'abitudine?

«Sì, è il mio lavoro, anche se a volte non ho la certezza di essere rispettato».

 

Chi invece la rispetta?

«Sicuramente i miei giocatori. Sicuramente i miei figli e la mia famiglia».

 

Come si ottiene il rispetto da parte dei giocatori?

«I calciatori sono persone che hanno tutto. Hanno status. Sono intelligenti. Studiano. Hanno accesso a tutto. Sanno cos'è un allenatore preparato. E sanno anche cos'è un allenatore non tanto preparato. Sanno cos'è un allenatore onesto. Sanno tutto di noi. E penso che il modo per ottenere il loro rispetto sia innanzitutto rispettare loro. E io rispetto i calciatori più di qualsiasi altra cosa nel calcio».

 

Lei ha allenato e vinto in Paesi diversi. Come ha trasmesso la sua cultura vincente in culture così diverse?

«Prima di tutto bisogna essere un po' fortunati».

 

E lei si ritiene un uomo fortunato?

«Molto fortunato, ho avuto la possibilità di lavorare con persone fantastiche».

 

Parliamo delle sue squadre.

«Io credo che non si possa cambiare completamente la personalità delle persone. Quando entri in una squadra, cerchi di tirar fuori il meglio dalle persone con cui lavori. Quando acquisti un giocatore puoi provare a raccogliere informazioni su di lui, sulla sua personalità, sul carattere, ma comunque devi essere fortunato. Lo conoscerai solo quando ci lavori insieme».

 

E come sono le persone con cui ha lavorato?

«Fantastiche. Al Chelsea la metà della squadra era africana ed è stato qualcosa di unico: 12 giocatori africani che con 11 europei hanno creato un gruppo fantastico. All'Inter c'erano sette-otto giocatori argentini, una famiglia incredibile. Non ho sentito, non ho mai sentito, assolutamente mai sentito, una famiglia come quella».

 

Pare che a quel gruppo lei manchi ancora...

«E loro mancano a me».

 

Come si costruisce un gruppo vincente?

«La cosa importante è comunicare con loro nella lingua locale, spagnolo in Spagna, inglese in Inghilterra, non puoi usare un altro linguaggio. Allo stesso tempo penso che sia buono conoscere diverse lingue per le conversazioni private con i giocatori. Quando sei in privato con loro e non in gruppo, poter comunicare con loro nella loro lingua è davvero importante per riuscire a costruire una relazione diversa».

 

Lei si sente un vincente?

«Io sono un vincente».

 

Che cosa la rende Speciale rispetto ad altri allenatori?

«Penso che gli allenatori siano concentrati sulle vittorie, sui titoli, sui risultati. Questo è quello che fa la storia. Negli ultimi dieci anni nessuno ha vinto tanti titoli quanto me, essere speciale è tutto questo».

 

Le pesa, ogni tanto, il soprannome Special One?

«Non mi sembra un soprannome negativo, quindi...».

...quindi non le pesa, anche perché se lo è dato lei.

«Appunto».

 

Che cos'ha di speciale, José Mourinho?

«Essere speciali nel calcio significa vincere. La gente dimentica i perdenti. Lo dicevo la scorsa stagione quando abbiamo perso la semifinale con il Barcellona. I tifosi mi dicevano: la gente non dimenticherà mai perché abbiamo perso, il gol annullato a Higuain, i cartellini rossi... E io rispondevo: sì, la gente dimentica. In un paio d'anni la gente non ricorda più che cosa è successo, ricorda solo chi vince. Così se tu puoi vincere devi vincere, e vincere, e vincere ancora. Vincere tutto è impossibile. Ma se lo fai regolarmente, allora quello rimane nella storia».

 

E come lo è diventato, un vincente?

«Non so. Penso di essere stato competitivo fin da bambino, tutto per me era competizione, anche le cose più semplici. E quando sei in competizione, vuoi vincere. Penso che sia qualcosa con cui sono nato».

 

Con chi si sente in competizione?

«Sfido me stesso, più di quanto non sfidi gli altri. Cerco sempre di fissare obiettivi difficili, penso di essere sempre in competizione con me stesso».

 

«Sento il rumore dei nemici...». Se la ricorda questa frase?

«Certo».

 

Lei ha bisogno di avere nemici per dare il massimo?

«È meglio. Non penso che sia cruciale, ma è meglio. Specialmente quando sei in un momento di successo e hai la tendenza a rilassarti: se tu senti quel rumore, se senti che stanno cercando di approfittare di un tuo momento di difficoltà, questo aiuta. Sì, preferisco averne».

 

E ne ha molti?

«Attenzione, voglio precisare che la parola nemico non è una parola riconducibile alla mia vita privata: quando dico nemico mi riferisco al calcio. Fin da bambini ci mettiamo in competizione, e anche i miei amici in quel momento sono miei nemici. L'adrenalina è qualcosa di cui il tuo corpo ha bisogno, e per evitare di rilassarsi preferisco che si senta un po' di rumore di nemici».

 

A proposito di frasi celebri: vogliamo parlare di «zero tituli»?

(risata) «Parliamone».

 

Quanto aveva pianificato quell'uscita in conferenza stampa?

«Io pianifico sempre le conferenze stampa. Quando c'è la partita sono focalizzato sulla partita, quando c'è l'allenamento sull'allenamento, quando devo parlare so esattamente quello che devo dire».

 

Quella frase è diventata un mantra, in Italia. Come è nata?

«Eravamo in un momento cruciale della stagione, potevamo vincere tutto o niente, Roma, Juve e Milan ci inseguivano in campionato. Noi dovevamo giocare la finale di Coppa Italia con la Roma e in Champions eravamo ai quarti, ancora lontani dal vincerla. Avevo bisogno di mettere un po' di pressione sugli altri e fargli capire che poteva succedere a loro di vincere zero titoli».

 

Ed è accaduto. Quando si è reso conto di aver creato un tormentone?

«Un paio di giorni dopo la conferenza stampa, arrivo ad Appiano Gentile e al cancello vedo un gruppo di ragazzi che vendeva magliette che mi corre incontro e mi lancia tre t-shirt attraverso il finestrino aperto. ''Mister, mister, grazie'', mi dicono. ''Grazie de che?''. Mi mostrano la maglietta con la foto delle manette e la scritta zero tituli e dicono ''ne stiamo vendendo tantissime''. ''Mi fa piacere'' ho risposto».

 

Bei tempi, quelli dell'Inter. Le cose ora sono un po' cambiate.

«Lo so. Sono il primo tifoso dell'Inter».

 

Questo lo ha sempre detto. Ha anche detto che l'Inter è la sua casa e prima o poi a casa si ritorna.

«È vero, l'ho detto».

 

Più di un tifoso nerazzurro spera che questo ritorno sia più prima che poi...

«Se è un modo per chiedermi del mio futuro, rispondo che è un argomento su cui non c'è nulla da dire. Ho altri due anni di contratto con il Real e non ho mai detto che non sarei rimasto a Madrid».

 

Messaggio ricevuto. Si sente ancora leader di questo Real?

«Assolutamente».

 

È facile per lei essere leader?

«Più che facile, è naturale per me. È diventato il mio lavoro da molti anni. Quando entro in un centro d'allenamento so chi sono e quello che le persone si aspettano da me. Durante il mio lavoro io so che devo comandare. È qualcosa di naturale, non sento la pressione, devo comandare. E quando sono in vacanza, questa sensazione mi manca».

 

Lei è diventato un personaggio anche grazie al look, non a caso è diventato testimonial di diversi marchi.

«Io credo che per fare l'allenatore servano capacità, leadership e lavoro. Non si vince per una giacca o un taglio di capelli o una buona capacità di comunicare».

 

Il suo cappotto è esposto nel museo del Chelsea.

«È una storia divertente. Quel cappotto che avevo indossato per due stagioni, un cappotto Armani, lo avevo messo all'asta per raccogliere fondi per una fondazione che aiutava i bambini malati di cancro, fondazione di cui io e la signora Blair eravamo ambasciatori. Un signore l'ha acquistato, pagandolo un bel po', e se l'è portato a casa. Poi però si è reso conto che il cappotto non era suo, ma del Chelsea, della storia del Chelsea e ha deciso di donarlo al museo. Ora il cappotto è là, come le scarpe di Lampard o di Drogba. Sono felice di averlo messo all'asta e ancora più felice che quel signore abbia deciso di donarlo al museo».

 

Il suo è un look costruito?

«Per carità! Non mi interessa vestirmi per gli altri, mi vesto per sentirmi comodo. Mi puoi vedere un giorno con un bel vestito, ben rasato, e un altro giorno quasi come fossi in pigiama, ciabatte e pantaloncini corti. Adidas, magari, la mia marca preferita fin da quando ero bambino. Ho speso un sacco di soldi prima di essere sponsorizzato da loro ed è giusto che adesso loro mi ripaghino con gli interessi. Comunque no, non mi sento un uomo alla moda».

 

Discute mai negli spogliatoi?

«Capita».

 

E se dovesse ricordarne una, di discussione, quale ricorderebbe?

«Forse quella con Ibrahimovic, l'unica che ho avuto con lui. È durata 5 minuti. Lui voleva andare al Barcellona per vincere la Champions, io ero arrabbiato con lui e gli dicevo: stai qui e vincila con l'Inter».

 

Ha avuto ragione lei.

«E mi è spiaciuto per Ibra, perché lui è un giocatore e un ragazzo incredibile, il tipo di ragazzo che adoro, che ha una vita fantastica al di fuori del calcio con la sua famiglia. Lui vive per la famiglia, per il calcio, è un vincente».

 

I detrattori di Ibrahimovic sottolineano che in Europa non ha vinto nulla...

«Mi spiace che qualche volta le persone si dimentichino che cosa ha fatto questo ragazzo, ha vinto 9 campionati di fila, nessuno deve dimenticarlo. Gli dico questo: è ancora in tempo per realizzare i suoi sogni con la Champions, visto che è l'ultimo trofeo che gli manca».

 

Ibrahimovic parla soltanto bene di lei, come praticamente tutti i calciatori che ha allenato...

«Io credo che i calciatori sappiano istintivamente se li rispetti. E quando li rispetti, la questione non è giocare o non giocare, se sono titolari o meno. I calciatori sentono che li rispetti. I calciatori devono poter sentire che li spingerai a fare meglio. E quando gli dai questo, il rispetto diventa reciproco».

 

Sente più responsabilità nel gestire i suoi calciatori o i suoi figli?

«Assolutamente più responsabilità con i miei figli, anche se con loro ho la parte più facile».

 

In che senso?

«Nel senso che è la mamma a svolgere il compito più difficile: educarli. Per il mio lavoro io non sto molto con loro e quando sono a casa, più che educarli cerco di godermeli il più possibile».

 

Il maschio gioca a calcio?

«Sì».

 

Nel Real Madrid?

«No, impossibile. Lasciamo i bambini fuori dalla pressione e dalle maldicenze, loro hanno bisogno di divertirsi».

 

Qual è la cosa più importante che cercate di insegnare ai vostri bambini?

«Io e mia moglie vogliamo che siano gentili, che capiscano che il mondo reale non è il loro microcosmo. E vogliamo che siano felici. Vogliamo dar loro le condizioni essenziali per far sì che diventino quello che vogliono essere. Nient'altro. Non voglio che mio figlio diventi un top player. Al contrario. Devono studiare, formare se stessi, la mamma è molto onesta e severa con loro e ho paura, visto che sto nel mondo del calcio, che molti genitori vedano la scuola come un problema perché per quei bambini il calcio è la cosa più importante. Mia moglie, quando parla a scuola con gli insegnanti, prima di tutto chiede sempre una cosa: i miei figli sono stati gentili?».

 

Lei ha detto che solo le sue due famiglie, quella vera e quella dei suoi calciatori, conoscono la sua vera faccia. Al mondo invece lei che faccia mostra?

«Questa. La faccia che io voglio mostrare è quella che mostro. È la faccia dell'allenatore, dell'uomo competitivo, di un uomo di calcio. Di uno che fa il proprio lavoro al meglio possibile. Le persone che mi conoscono vogliono vivermi come un privilegio. Non credo che la mia famiglia e i miei amici sarebbero contenti che condividessi con tutti il mio vero io. Per tutti gli altri io sono un uomo di calcio e nient'altro».

 

A proposito di calcio. Lei una volta ha dichiarato «chi sa solo di calcio non sa niente di calcio». È davvero così?

«Quando l'ho detto, intendevo che conoscere solo il pallone non basta per diventare un bravo allenatore. Devi capire di biochimica, biologia, anatomia, statistica, leadership... ci sono molte aree che ti aiutano a diventare un tecnico migliore. Per quanto riguarda i calciatori, credo che una base di cultura generale sia fondamentale perché i giocatori oggi sono molto diversi da quelli di 30-40 anni fa. Quando li alleni non puoi dire loro soltanto ''calcia il pallone in quel modo'', perché loro ti guardano come qualcuno che può elevarli anche intellettualmente».

 

Si ricorda il motto «motivazione + ambizione...

«Certo, sono passati tanti anni...».

 

...+ spirito di squadra = la filosofia di Mourinho: successo»?

«Era una frase motivazionale che ho scritto molti anni fa e che vale ancora. I ragazzi devono sentire che avere qualità e talento non è più sufficiente. La vita agonistica di un calciatore è circoscritta a 10 anni, non a 50: in 10 anni devi cercare di ottenere il massimo, in termini economici, di prestigio, di autostima, di risultati, perché tutto corre molto in fretta. Qualcuno dei miei giocatori ha già terminato la carriera e tutti mi dicono le stesse cose: è passato così in fretta, sembra ieri, non posso crederci, due giorni fa ero un giovane ragazzo e ora ho finito la carriera».

 

Quindi?

«Quindi devo persuadere questi ragazzi che devono vivere per il calcio, che non devono sprecare il proprio talento. Se non hai talento ok, ma se Dio ti ha dato un talento e non lo tieni stretto con entrambe le mani, allora...».

 

Ne ha visti tanti di giocatori sprecare il proprio talento?

«Uhhh, tantissimi...».

 

Sta pensando per caso a un calciatore che adesso gioca a Manchester?

(sorriso) «...tantissimi».

 

Quali sono i prossimi obbiettivi di Mourinho?

«Nel calcio sono tre, tutti molto difficili. Essere l'unico ad aver vinto la Champions con tre squadre differenti. Essere l'unico ad aver vinto i tre campionati più difficili del mondo, Inghilterra, Italia e Spagna. Essere tra qualche anno il primo a vincere qualcosa con la nazionale portoghese».

 

E nella vita?

«Soltanto stare in salute, vedere che le persone che amo sono in salute, godermi la mia famiglia, mia moglie, i miei bambini e un domani i bambini dei miei bambini».

 

E che cosa vorrebbe che si dicesse di José Mourinho quando si ritirerà?

«Un uomo di calcio che ha fatto al meglio il proprio lavoro».

 

di Daniele Mari

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Muntari sul corriere della sera ha rilasciato delle dichiarazioni molto pesanti...

vi lascio l'intera intervisa:

 

Sulley, cos'è che non è andato all'Inter?

Non lo so. Io mi allenavo molto seriamente, facendo di tutto per farmi trovare pronto. Non so però cosa avessero loro (i dirigenti nerazzurri, ndr) in testa. Le cose brutte che si fanno, però, poi tornano indietro. Dio dice così e io ci credo tanto.

 

Quanto sono stati difficili gli ultimi mesi ad Appiano Gentile? Ti sentivi depresso?

Io non mi deprimo mai. Facevano tutto loro, ma io davo il massimo. Non ci si comporta così tra esseri umani e loro ne hanno fatte di tutti i colori.

 

Ma loro chi?

Mi riferisco a Marco Branca. Scriva correttemente il nome, mi raccomando.

 

Cosa ha fatto Branca?

Io sono uno che rispetta sia il bambino e sia l'anziano, ma Branca quando entrava nello spogliatoio voleva che mi 'inchinassi', quasi come se fosse il mio Dio. Io gli ho detto: "Amico, siamo tutti e due dipendenti di Moratti. A me lo stipendio lo paga lui". Nessuno in squadra lo sopportava.

 

E come mai si comportava cosi? Ti sei mai chiesto perché?

Non lo so. Io sono più uomo di lui, sono una persona pulita. Lui è un falso. Sa perché ha cacciato Lele Oriali?

 

No.

Oriali è una persona per bene. Lui ha capito che se fosse rimasto avrebbe fatto il bene per la società.

 

Ma è assurdo che il rapporto tra te e Branca sia stato così burrascoso, senza che mai sia successo nulla.

Diceva che io ero una brutta persona che faceva casino. Dopo tre anni non ce la facevo più, quindi ho detto a quello che sta sempre affianco a lui. Come si chiama?

 

Ausilio.

Ecco, gli ho detto di riferire a Branca che la mia pazienza era giunta al capolinea e che non doveva permettersi più di sparlare.

 

Che differenza hai trovato con i dirigenti del Milan?

Le persone vere si notano subito. Branca non mi è piaciuto dalla prima volta, loro (quelli rossoneri) sono gente per bene. Con loro sono me stesso, rido e scherzo. Non indossano abiti eleganti alla James Bond per venire in allenamento, come invece fa qualcuno.

 

Sulley, all'Inter 70 presenze e 7 gol, al Milan 9 partite e già 3. Come mai?

Due, non tre.

 

E quel gol alla Juve...

Non voglio alimentare polemiche. Tutti possono sbagliare. E' facile giocare in questo gruppo di campioni, oltre ad essere divertenti. E qui non ci sono gruppi separati, stiamo tutti insieme.

 

In che senso? All'Inter ci sono gruppetti?

Non ne voglio più parlare. Dell'Inter rispetto soltanto tre persone: il presidente, il cuoco e il team manager. Poi i miei ex compagni e tutti i tifosi.

 

Come hai trovato Ibra adesso, da quando era all'Inter? E' cambiato?

Sì, ora ha i baffi! In realtà è lo stesso campione di sempre.

 

Se doveste vincere lo scudetto, dedicheresti il successo all'Inter che non ha creduto in te?

No, mi hanno dato la possibilità di venire qui a vincere. Lo dedicherei alla mia famiglia e al mio ex compagno Morosini. Bravo ragazzo, molto timido. Se facevi un contrasto duro in allenamento non reagiva e si girava dall'altra parte. Oggi sarò al suo funerale per salutarlo. Com'è triste finire la vita così, ma bisogna accettarla così come viene.

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"nessuno in squadra lo sopportava" bella frase!

Branca e Ausilio hanno fatto troppe cazzate in negl'ultimi due anni e sarebbe un bene se saltassero (specialmente il primo che ha molto più potere!!).

In Italia i migliori che possiamo prendere sono quello St****o di Lo Monaco e Larini dell'udinese che hanno azzeccato tutto quest'estate x i loro obiettivi

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l'Inter devo ammettere che sta giocando bene ultimamente, Stramaccioni ragione un pò come Conte...mette quelli che lui ritiene siano più in forma, ormai è inutile attaccarsi ai titolari fissi(eccetto gli insostituibili)....cmq ragà mi auguro che siate voi ad arrivare al 3°posto, in Europa dobbiamo presentarci al meglio, è con le 3 grandi d'italia non c'è cosa migliore, la Lazio(senza offesa) non c'è l'ha vedo proprio in Champions, se avessimo ancora 4 posti per la champions, avrei detto anche Napoli, ma a questo punto, preferisco che sia l'Inter ad arrivare terza

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speriamo, ma la vedo dura!

se fosse solo per Lazio e Udinese allora probabilmente seremmo i favoriti per arrivare 3, ma purtroppo c'è il Napoli che è la più in forma (togliendo noi), ha un calendario abbordabile e soprattutto ha gli scontri diretti a favore...

 

comunque essere ora terzi dopo quella infinita serie di risultati negativi con Ranieri sembra quasi impossibile (a dimostrazione anche del fatto che tutte la squadre in lizza per il posto in champions stiano facendo pochissimi punti)

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grande, grandissimo derby!!!!

neppure ladrando sono riusciti a strapparcelo!

e poi far perdere lo scudetto ai cugini proprio nel derby è proprio una goduria!!

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ho goduto troppo ieri sera, terzo derby vinto allo stadio su 3!!!

premesso che preferisco il milan alla juve, ma non gli avrei mai regalata lo stesso la partita...vinto meritatamente anche contro un demente di arbitro

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Passo a salutare Cepi kun, sagara, e madarauchiha. Todo bien? :cannabis:

 

ho visto il tuo ritorno in gran stile :asd:

comunque se chiedevi a livello personale tutto bene.

se invece parli di Inter beh diciamo che un po' di entusiasmo, almeno in questo finale di stagione, è tornato (o almeno parlo per me).

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peccato....sinceramente speravo che l'Inter riuscisse a centrare la champions(o almeno il Napoli)....purtroppo l'Udinese per quanto sia un ottima squadra(non lo nego), non credo passerà i preliminari se si pensa che andranno via sicuramente Isla e Benatia e molto probabilmente Asamoah e Armero....in Champions avrei voluto vedere Juve-Milan-Inter(il ritorno del trio italico), almeno si sarebbe fatta una straordinaria champions.....vabbè almeno in Europa League si avrà la certezza che le squadre italiane se la giocheranno senza sottovalutarla, Lazio-Napoli-Inter è un trio di grande livello in quel torneo, potendo riuscire anche a vincerlo.....il prossimo anno speriamo che i punti Raking aumentino

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peccato....sinceramente speravo che l'Inter riuscisse a centrare la champions(o almeno il Napoli)....purtroppo l'Udinese per quanto sia un ottima squadra(non lo nego), non credo passerà i preliminari se si pensa che andranno via sicuramente Isla e Benatia e molto probabilmente Asamoah e Armero....in Champions avrei voluto vedere Juve-Milan-Inter(il ritorno del trio italico), almeno si sarebbe fatta una straordinaria champions.....vabbè almeno in Europa League si avrà la certezza che le squadre italiane se la giocheranno senza sottovalutarla, Lazio-Napoli-Inter è un trio di grande livello in quel torneo, potendo riuscire anche a vincerlo.....il prossimo anno speriamo che i punti Raking aumentino

ti quoto su tutto, però partitre dai preliminari d'europa league ai primi d'agosto è una mazzata...sinceramente invidio la roma!!

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peccato....sinceramente speravo che l'Inter riuscisse a centrare la champions(o almeno il Napoli)....purtroppo l'Udinese per quanto sia un ottima squadra(non lo nego), non credo passerà i preliminari se si pensa che andranno via sicuramente Isla e Benatia e molto probabilmente Asamoah e Armero....in Champions avrei voluto vedere Juve-Milan-Inter(il ritorno del trio italico), almeno si sarebbe fatta una straordinaria champions.....vabbè almeno in Europa League si avrà la certezza che le squadre italiane se la giocheranno senza sottovalutarla, Lazio-Napoli-Inter è un trio di grande livello in quel torneo, potendo riuscire anche a vincerlo.....il prossimo anno speriamo che i punti Raking aumentino

ti quoto su tutto, però partitre dai preliminari d'europa league ai primi d'agosto è una mazzata...sinceramente invidio la roma!!

 

p-s- mi è piaciuto un sacco Longo stasera

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peccato....sinceramente speravo che l'Inter riuscisse a centrare la champions(o almeno il Napoli)....purtroppo l'Udinese per quanto sia un ottima squadra(non lo nego), non credo passerà i preliminari se si pensa che andranno via sicuramente Isla e Benatia e molto probabilmente Asamoah e Armero....in Champions avrei voluto vedere Juve-Milan-Inter(il ritorno del trio italico), almeno si sarebbe fatta una straordinaria champions.....vabbè almeno in Europa League si avrà la certezza che le squadre italiane se la giocheranno senza sottovalutarla, Lazio-Napoli-Inter è un trio di grande livello in quel torneo, potendo riuscire anche a vincerlo.....il prossimo anno speriamo che i punti Raking aumentino

ti quoto su tutto, però partitre dai preliminari d'europa league ai primi d'agosto è una mazzata...sinceramente invidio la roma!!

 

p-s- mi è piaciuto un sacco Longo stasera

 

vero vero, i preliminari di europa league sono una mazzata(noi juventini ne sappiamo qualkosa...), come avversari da incontrare non trovi difficoltà, il difetto è quello di non permetterti di riposarti al meglio e di fare in tutta fretta e furia la preparazione...a questo punto era meglio non fare coppe, si sarebbe potuto ripartire da zero e magari iniziare un nuovo ciclo con un nuovo progetto vincente.

si! l'ho visto giocare, questo Longo promette bene.....finalmente tutti ora si accorgono che di talenti ne puoi trovare a bizzeffe anche in Italia :gocciola:, speriamo sia l'inizio e non solo per puro caso...

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forse l'unico vantaggio del giocare i preliminari è che dovremo probabilmente anticipare il mercato e comprare i giocatori in tempo per la preparazione atletica...

longo ha giocato bene (per quel poco che si è visto), speriamo in bene...

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Sono proprio curioso di vedere quale senatore silurerà Moratti quest'estate, eccetto forlan, pazzini, zarate e palombo che sono scontati... spero anche stankovic, senza rancore ovviam

 

se dovessi prendere un vecchio, giusto solo uno, andrei su Yaya Tourè: corre , salta l'uomo e sa crossare molto bene...basta che non chiedono un capitale quelli al City. Lucas è fuori portata anche x il fatto di non andare in CL

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secondo voi la campagna acquisti di quest'anno sarà la stessa presa per il culo dell'anno scorso ? Lì mandammo via all'ultimo Eto'o x prendere palombo e forlan e farci scappare sanchez... quest'anno abbiamo preso un 30enne corteggiato da due anni per 10mln e ci siamo lasciati scappare Lavezzi (corteggiato come sanchez tt l'anno e preso in 5min dal PSG) , Isla e probabilmente pure Destro... si punterà a un big e 2/3 primavera o vi aspettate altro?

 

Fosse per me farei salire subito Longo che sta facendo benissimo in primavera, è già pronto non stiamo a perderci tempo x girarlo in prestisto e facciamo come in spagna, brasile e argentina che ti mandano in prima serie già a 19 anni

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