Jump to content
Anime in Evidenza
Manga in Evidenza

Riflettiamo...


Recommended Posts

Rispondevo solo ad una cosa che mi ha lasciato perplesso, Filippo ha scritto che gli omosessuali sono contro natura perchè non possono avere figli e quindi continuare la specie, ma dunque mi sorge spontaneo un dubbio ma i preti allora sono anche loro contro natura, facendo un voto di castità. Di conseguenza i preti per te sono come omosessuali, anche loro decidono di essere così, quindi secondo la tua mentalità sono sbagliati poichè vanno contro il disegno di Dio. Riflettici un po' su.

 

Come tema volevo proporre una discussione rigurdo al servizio delle iene andato in onda un paio di settimane fa se non sbaglio, quello del prete che palpeggiava il seno e anche le intimità più "recondite" (XD) delle fedeli con la scusa di benedirle inferendogli il calore di Gesù. La notizia in se crea stupore ma la cosa che ancora di più mi ha stupito sono stati i paesani. Io che mi aspettavo una linciatura del prete e gia fremevo al solo pensiero (scherzo...forse) mi sono trovato a vedere questi soci della birra che lo difendevano, dunque mi chiedo cosa ne pensate della reazione dei paesani cosa avreste fatto voi?

se vuoi rispondere a qualcosa oltre il termine usa i pm....l'argomentazione settimanale è già stata detta da wacco...atteniamoci alle regole del topic grazie...

Link to post
Share on other sites

Se si considera che l'istinto sessuale non scompare solo perchè si fa una scelta si capisce bene come gli uomini (di chiesa) restano tali e quali agli altri con i medesimi istinti.

 

In merito invece la risposta dei parrocchiani cito una persona che ha paragonato in un suo post le religioni alle droghe:

già Egli si era espresso in proposito, dicendo che "la religione è l’oppio dei popoli". lui ne dava un senso ipnotico, addormentante, com’era percepito allora l’oppio.

 

oggi possiamo invece affrontare il tema della religiodipendenza in modo veramente più pertinente. ovvero: le religioni sono droghe.

a tutti gli effetti.

 

analizziamone qualche parallelismo con le droghe chimiche.

 

le religioni

- modificano i comportamenti del singolo

- inducono il religiòmane a crearsi una realtà illusoria, una realtà virtuale

- spingono alla violenza (superfluo citare i casi drammatici della cronaca mondiale di queste settimane, ma anche millenni di storia)

- spingono molti religiodrogati a comportamenti asociali e all’isolamento (monaci, santoni, romitaggi)

- inducono allucinazioni, voci, pitture e statue in pianto, movimenti del sole eccetera

- conferiscono un illusorio senso di benessere e di pienezza

- illudono nella percezione di un’espansione della coscienza e di sensazioni psichedeliche

- diventano uno strumento economico e finanziario, con la formazione di organizzazioni

- generano clan (spesso a carattere criminale) che praticano lo spaccio e la diffusione di questa dipendenza tra le persone

- spesso questi clan e queste organizzazioni si infiltrano nelle istituzioni, orientandone le scelte a favore dello spaccio di ulteriori quantità di relidroghe

- il religiodipendente assume spesso un codice morale illogico, per esempio sul tema del sesso, della riproduzione o della scienza

- le religioni si fondano sull’ignoranza e creano sottoculture delle relidroghe

- le organizzazioni della religiodipendenza pubblicano libri e testi di esaltazione delle relidroghe, stazioni radio in cui esaltano le loro sensazioni distorte

- le religioni impongono

  • vincoli o sfrenatezze sul tema del sesso
  • obblighi alimentari

Link to post
Share on other sites
Mi piacerebbe discutere di un tema che ci tocca praticamente ogni giorno: il Globalismo e tutto quello che ne segue, e' una cosa giusta? o magari c'e qualcuno che ne trarrà un vantaggio di nascosto?

Poi fate voi, se non gliene frega niente a nessuno facciamo qualcosa di diverso xD

 

bhè la domanda se sia giusta o no è relativa perchè come ogni cosa a dei pro e dei contro, io sostanzialmente sono contro sopratutto per quanto riguarda il campo economico che è qui che la globalizzazione ha fatto più danni. Con l'abbattimento dei dazi doganali adesso è semplicissimo spostare la propria azienda in un paese dove la manodopera costa più poco e questo è uno dei fattori della disoccupazione perchè ormai tutte le grandi aziende sono andate all'estero (Asia, Africa) dove pagano i lavoratori una miseria :ink: . Per quanto riguarda la seconda domanda il vantaggio l'hanno ottenuto sopratutto le grandi multinazionali che ormai hanno aperto stabilimenti in ogni angolo del globo e quindi sono loro che bene o male controllano il mercato, e come detto prima pagando poco, molto poco la manodopera hanno un incremento maggiore

Link to post
Share on other sites
Mi piacerebbe discutere di un tema che ci tocca praticamente ogni giorno: il Globalismo e tutto quello che ne segue, e' una cosa giusta? o magari c'e qualcuno che ne trarrà un vantaggio di nascosto?

Poi fate voi, se non gliene frega niente a nessuno facciamo qualcosa di diverso xD

 

bhè la domanda se sia giusta o no è relativa perchè come ogni cosa a dei pro e dei contro, io sostanzialmente sono contro sopratutto per quanto riguarda il campo economico che è qui che la globalizzazione ha fatto più danni. Con l'abbattimento dei dazi doganali adesso è semplicissimo spostare la propria azienda in un paese dove la manodopera costa più poco e questo è uno dei fattori della disoccupazione perchè ormai tutte le grandi aziende sono andate all'estero (Asia, Africa) dove pagano i lavoratori una miseria :ink: . Per quanto riguarda la seconda domanda il vantaggio l'hanno ottenuto sopratutto le grandi multinazionali che ormai hanno aperto stabilimenti in ogni angolo del globo e quindi sono loro che bene o male controllano il mercato, e come detto prima pagando poco, molto poco la manodopera hanno un incremento maggiore

guarda io studio economia a scuola e fidati che chiunque andrebbe all'estero a costruire la propria sede...anche non andando lontano...principato di monaco...paradiso fiscale...il fatto della disoccupazione non è per le aziende che nascono all'estero ma per le aziende che chiudono o si spostano lasciando miliopni di persone disoccupate...però fidati che andare in posti come il principato di monaco per raggiungere il paradiso fiscale fa gola a molti...

Link to post
Share on other sites
Mi piacerebbe discutere di un tema che ci tocca praticamente ogni giorno: il Globalismo e tutto quello che ne segue, e' una cosa giusta? o magari c'e qualcuno che ne trarrà un vantaggio di nascosto?

Poi fate voi, se non gliene frega niente a nessuno facciamo qualcosa di diverso xD

 

bhè la domanda se sia giusta o no è relativa perchè come ogni cosa a dei pro e dei contro, io sostanzialmente sono contro sopratutto per quanto riguarda il campo economico che è qui che la globalizzazione ha fatto più danni. Con l'abbattimento dei dazi doganali adesso è semplicissimo spostare la propria azienda in un paese dove la manodopera costa più poco e questo è uno dei fattori della disoccupazione perchè ormai tutte le grandi aziende sono andate all'estero (Asia, Africa) dove pagano i lavoratori una miseria :ink: . Per quanto riguarda la seconda domanda il vantaggio l'hanno ottenuto sopratutto le grandi multinazionali che ormai hanno aperto stabilimenti in ogni angolo del globo e quindi sono loro che bene o male controllano il mercato, e come detto prima pagando poco, molto poco la manodopera hanno un incremento maggiore

guarda io studio economia a scuola e fidati che chiunque andrebbe all'estero a costruire la propria sede...anche non andando lontano...principato di monaco...paradiso fiscale...il fatto della disoccupazione non è per le aziende che nascono all'estero ma per le aziende che chiudono o si spostano lasciando miliopni di persone disoccupate...però fidati che andare in posti come il principato di monaco per raggiungere il paradiso fiscale fa gola a molti...

Si infatti è proprio questo il problema. Certo se possiedi una grande azienda è normale che te ne vai "fuori" visto che risparmi su i costi ma però questo non lo vedo giusto visto che i dipendenti poi perdono il posto di lavoro

Link to post
Share on other sites
be si...ma è meglio andare in falimento?...

 

no certamente no, però non è nemmeno giusto andare all'estero e sfruttare i poveri lavoratori e rimanere i lavoratori del proprio paese (ad es. Italia) disoccupati.

certo...(sia chiaro: non ti sto dando torto perchè le cose che dici non sono sbagliate ma cerco di farti vedere il tutto da una prospettiva diversa) guarda il tutto dalla prospettiva di un'imprenditore

1-stai in italia dove il lavoro, il materiale, le tasse ecc... sono care o puoi andare all'estero dove paghi poco la manodopera(non sfrutti gli operai...ma semplicemente lì le cose costano poco e quindi come salario/stipendio di sussistenza(il minimo indispensabile per vivere) in confronto al nostro sembra poco...ma se un operai italiano con uno stipendio da 900 euro mensili andasse in questi paesi farebbe il signore...quindi non sfrutti nessuno,sfrutti delle opportunità)quando l'azienda sarà bella ricca con un alto profitto apri delle filiali in italia e quindi non lasci nessuno senza lavoro...

Link to post
Share on other sites
be si...ma è meglio andare in falimento?...

 

no certamente no, però non è nemmeno giusto andare all'estero e sfruttare i poveri lavoratori e rimanere i lavoratori del proprio paese (ad es. Italia) disoccupati.

certo...(sia chiaro: non ti sto dando torto perchè le cose che dici non sono sbagliate ma cerco di farti vedere il tutto da una prospettiva diversa) guarda il tutto dalla prospettiva di un'imprenditore

1-stai in italia dove il lavoro, il materiale, le tasse ecc... sono care o puoi andare all'estero dove paghi poco la manodopera(non sfrutti gli operai...ma semplicemente lì le cose costano poco e quindi come salario/stipendio di sussistenza(il minimo indispensabile per vivere) in confronto al nostro sembra poco...ma se un operai italiano con uno stipendio da 900 euro mensili andasse in questi paesi farebbe il signore...quindi non sfrutti nessuno,sfrutti delle opportunità)quando l'azienda sarà bella ricca con un alto profitto apri delle filiali in italia e quindi non lasci nessuno senza lavoro...

 

si dal punto di vista di un'imprenditore certamente ci guadagna e anche molto. :yes:

 

Mi dispiace ma i lavoratori li sfruttano proprio (ad es. la Disney aveva una fabbrica ad Haiti e i suoi dipendenti li pagava 20 centesimi l'ora) non solo dal punto di vista della paga ma anche dal punto di vista dell'orari di lavoro che sono molto pesanti o ad esempio non hanno ferie o malattie pagate oppure 13° o 14°, lo straordinario pagato ecc ecc.

Link to post
Share on other sites

io dicevo ke un'imprenditore (nn per forza un piccolo imprenditore) va all'estero non solo per i bassi costi ma anke xk in alcuni paesi non vengono difesi i diritti degli uomini (ecco xk emigrano in italia) e x i piccoli e GRANDI imprenditori è più facile sfruttare le persone, queste sono eccezioni ma si possono difendere i piccoli imprenditori ke non posseggono molti fondi ma questo nn vale x le multinazionali ke sono indifendibili e purtroppo queste eccezioni sono molte........

Link to post
Share on other sites
io dicevo ke un'imprenditore (nn per forza un piccolo imprenditore) va all'estero non solo per i bassi costi ma anke xk in alcuni paesi non vengono difesi i diritti degli uomini (ecco xk emigrano in italia) e x i piccoli e GRANDI imprenditori è più facile sfruttare le persone, queste sono eccezioni ma si possono difendere i piccoli imprenditori ke non posseggono molti fondi ma questo nn vale x le multinazionali ke sono indifendibili e purtroppo queste eccezioni sono molte........

ma nn è vero...un imprenditore normalmente va all'estero per i bassi costi...e k solo le eccezzioni in cui si sfruttano i lavoratori fanno notizia e quindi sentite solo loro e vi affidate ai giornalisti...

Link to post
Share on other sites
io dicevo ke un'imprenditore (nn per forza un piccolo imprenditore) va all'estero non solo per i bassi costi ma anke xk in alcuni paesi non vengono difesi i diritti degli uomini (ecco xk emigrano in italia) e x i piccoli e GRANDI imprenditori è più facile sfruttare le persone, queste sono eccezioni ma si possono difendere i piccoli imprenditori ke non posseggono molti fondi ma questo nn vale x le multinazionali ke sono indifendibili e purtroppo queste eccezioni sono molte........

ma nn è vero...un imprenditore normalmente va all'estero per i bassi costi...e k solo le eccezzioni in cui si sfruttano i lavoratori fanno notizia e quindi sentite solo loro e vi affidate ai giornalisti...

 

Si Shika non tutti vanno all'estero per sfruttare i lavoratori, ma stanne pur certo che la maggior parte di loro vanno solo ed esclusivamente perchè possono sfruttare i lavoratori, cioè ma è normale chiunque imprenditore al giorno d'oggi lo farebbe visto che i costi si dimezzano di parecchio :smash: :smash:

Link to post
Share on other sites

no...il termine nn è sfruttare il personale...ma sfruttare la situazione economica di altri paesi in cui la manodopera costa poco...pagano di meno i lavoratori rispetto a quà è vero...ma solo perchè il potere d'acquisto della moneta in quei paesi è più alto...

Link to post
Share on other sites
Mi piacerebbe discutere di un tema che ci tocca praticamente ogni giorno: il Globalismo e tutto quello che ne segue, e' una cosa giusta? o magari c'e qualcuno che ne trarrà un vantaggio di nascosto?

Poi fate voi, se non gliene frega niente a nessuno facciamo qualcosa di diverso xD

direi ke prima di tutto è a causa di un male gestione dei politici italiani ke la concorenza estera ci stà schiacciando....mio padre è un impreditore e dato ke ha assaggiato la fame e si è fatto le ossa a differenza di molte fabbriche qui lui riesce ad andare avanti....si parla di sfruttamento ma nn sempre....ci sono dei ambiti ke rientrano nelle regole anke se secondo la vista occidentale sembra sfruttamento...e non facciamo di tutta l'erba un fascio pensando ke là si possa applicare sempre lo sfrutamento ke nn è vero....vediamo l'avanzamento di paesi come korea...india....cina...e proprio di quest'ultimo la CIna negli ultimi 10 anni si è visto un emigrazione europea verso là incredibile ( sopratutto tedeschi e inglesi ).....si può sfruttare l'ascesa di questo paese in modo intelligente...ad esempio la francia l'anno scorso ha portato in Cina 500 impreditori e miliardi e miliardi di euro per firmare contratti e "gemellaggi" mentre l'italia nn ha potuto portare molti data la crisi....ma molto tempo prima circa 9 anni fà aveva intrapreso una campagna simile però sempre con pochi perchè erano scettici.....risultato?? la francia ed altri paesi europei grazie ai contratti di 9 anni fà e di quelli dell'anno scorso ne hanno tratto vantaggio....mentre l'italia nn ne ha avuto abbastanza.....

 

cmq non voglio fare il santo....se ank io avessi una fabbrica e dovessi scegliere tra andare lì e morire di fame...preferisco ke siano gli altri a morire di fame e me ne vado lì

Link to post
Share on other sites

c'è 1 cosa che mi fa riflettere da un po, conosco un amico che dice:" in questo c'è 1 sofferenza che andrà avanti all'infinito, e se potessi farei estinguere il genere umano in modo rapido e indolore, magari togliendo la procreazione e far in modo che qualcuno possa inventare una macchina che crea un essere umano creato artificialmente" quando gli ho sentito dire queste parole sono rimasta shockata, e mi chiedo: come si può disprezzare cosi' la vita?

Link to post
Share on other sites
c'è 1 cosa che mi fa riflettere da un po, conosco un amico che dice:" in questo c'è 1 sofferenza che andrà avanti all'infinito, e se potessi farei estinguere il genere umano in modo rapido e indolore, magari togliendo la procreazione e far in modo che qualcuno possa inventare una macchina che crea un essere umano creato artificialmente" quando gli ho sentito dire queste parole sono rimasta shockata, e mi chiedo: come si può disprezzare cosi' la vita?

be...veramente dovresti aspettare il lunedì per indrodurre un nuovo argomento nel topic, se sarai il primo utente a dirlo...

Link to post
Share on other sites

Credo che la discussione, per quanto la domanda possa apparire semplice e circoncisa, sia molto più ampia e dettagliata. Ragion per la quale dovrete (volendo) godervi un mio intero post lenzuolo per capire come la penso.

Diciamo che il tipo di economia in cui noi viviamo, cosa che hanno accennato alcuni utenti precedentemente, non è essenzialmente etica. Per etica intendo che non persegue il bene economico di tutta l’umanità. Per bene economico intendo un benessere in cui siano non solo soddisfati i bisogni umani presenti ma anche quelli futuri. Il guano è evidente. Basti pensare al fatto che tutte le economie mondiali si basano sull’indicatore noto come PIL. Ma essenzialmente ci vuole poco a notare, anche per i digiuni in economia, che questo indicatore non ci dà conto della nostra salute, del nostro tempo e dell’ambiente. Misura solo la ricchezza della degenerazione stessa: dei capannoni vuoti, della merce che va in avaria, dei camion vuoti che girano come zanzare in astinenza, della distruzione del pianeta stesso. L’importante è produrre per arricchirsi. Se poi quello che si produce è inutile, ossia non verrà mai utilizzato da nessuno, è poco importante. Tanto chi ci rimette è eventualmente l’imprenditore mentre invece gli sciacalli della borsa ci sguazzano. Perché? Perché le crisi finanziare che mandano sul lastrico milioni di lavoratori sono causate essenzialmente da un sistema bancario (perno dell’economia) malato. Però c’è chi specula anche sui disastri, compra titoli, li mette nel cassetto e, al momento opportuno li tira fuori reclamando il denaro. Un po’ come il papà di un tale Kennedy, futuro presidente americano, scelto da Roosevelt per far uscire l’America dalla Grande Depressione. Quello stesso presidente che il 18 Marzo 1968 all’Università del Kansas proferiva quanto segue:

"Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni.

Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto nazionale lordo (PIL).

Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.

Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.

Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti.

Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. Il Pil non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese.

Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere Americani."

E’ così scopriamo (ma già lo sapevamo) che questa economia ha solo una facciata di equità, giustizia e benessere. In realtà vive, come tutto il capitalismo, della contrapposizione tra chi ha tanto e troppo e chi invece non ha nulla. Però ammanta se stessa di equità perche tra queste due fasce pone coloro che, gradualmente, non sono né l’uno né l’altro e costituiscono il cuscinetto sul quale essa stessa sopravvive. Sono quelli che non si rassegnano e pensano un miglioramento che non sopravverrà mai e che cercano con tutti i mezzi leciti e non, di non retrocedere. E’ l’arena sulla quale si gioca la partita economica di questo secolo. Ma non è eterna, non può esserlo. Perché il libero mercato non esiste. Perché non esiste la possibilità per un povero dell’Uganda di diventare l’uomo più ricco del mondo. Non esiste il capitalismo della natura in cui i meritevoli e laboriosi sono premiati mentre i pigri e i disonesti vengono svantaggiati e frenati. Basta guardare il mondo per capire che chi muove le montagne sono i soliti straricchi che defecano i miliardi nel water con appoggi politici al potere che si spartiscono quotidianamente la torta e lasciano qualche briciola. Dove sarebbe il libero mercato nei trust e nelle holding? Oggi stesso mentre navigate sul sito, essenzialmente, quanti sistemi operativi conoscete? E’ un libero mercato? A chi pagate la bolletta della luce? E’ un libero mercato? A chi pagate il gas? E’ un libero mercato?

No,se non potete scegliere tra più opzioni, e prezzi talmente differenti da incentivare la concorrenza, vi rendete automaticamente conto che il libero mercato non esiste. E’ giusto una favola che viene raccontata. Basta guardare il nostro stato dove al Sud la connivenza tra mafia e politica porta la mafia al potere e alla spartizione delle risorse destinate a questa parte devastata di paese. Basta guardare chi c’è al potere. Potete definirli giusti ed intelligenti? Io vedo solo furbi e ladri che a loro volta applaudono altri furbi e ladri (l’es. di Craxi è calzante: uno condannato in via definitiva da diversi tribunali della repubblica come ladro viene fatto passare per il più grande statista italiano di tutti i tempi). Questo succede in forme diverse anche nel resto del mondo che presto non avrà più spazio per tutti i desideri ed i soprusi. La soluzione? Un vero socialismo, non più utopico, ma della necessità, in cui se vogliamo sopravvivere dobbiamo attuare uno sviluppo sostenibile, perché le risorse del mondo non sono infinite, per raggiungere un benessere esente da sprechi e da merci inutili e dalle competizioni insensate. Come recita la profezia Creek:

“Solo quando l'ultimo fiume sarà prosciugato

quando l'ultimo albero sarà abbattuto

quando l'ultimo animale sarà ucciso

solo allora capirete che il denaro non si mangia."

Quindi per arrivare alla domanda iniziale. E’ ovvio che non è giusto ma è la logica e spietata conseguenza del sistema. La soluzione più facile è andare all’estero. Più difficile restare e trovare una nuova competitività. Ma nessuno si sacrifica per gli altri, meglio mandare a quel paese le famiglie dei lavoratori piuttosto che la tua. Mors tua, vita mea. 2000 anni non hanno poi cambiato molto l’uomo. Solo la fame mondiale di tutti potrà far cambiare il mondo. Ho letto anche delle inesattezze sulla Cina. Non diciamo corbellerie, non è affatto vero che la Cina o altri paesi rappresentano un nuovo mercato, per un semplice motivo. Il costo della produzione sarà inferiore grazie alla inesistenza del sindacato, dei minimi salariali, dei più basilari diritti umani (in Cina se una fabbrica inquina, anziché spostare la fabbrica spostano intere città), ma non possono essere un mercato. Perché? Perché quello che noi produciamo anche in Cina ha un costo molto elevato per qualsiasi cinese, indiano,ecc… Quindi i prodotti tornano comunque sul mercato europeo ad incasinare ulteriormente la situazione. La politica di un singolo stato non può nulla di fronte ad un’invasione, occorre una concertazione ma se ci sono quelli che sin dall’inizio si rifiutano di ascoltare, l’unica soluzione è aspettare che il mondo stesso dica basta e che la povertà e la fame reagiscano affinché non ci sia più bisogno di “continue conquiste e continui riarmi” come afferma Giorgio Bocca.

Link to post
Share on other sites
  • 2 weeks later...

Join the conversation

You can post now and register later. If you have an account, sign in now to post with your account.

Guest
Reply to this topic...

×   Pasted as rich text.   Paste as plain text instead

  Only 75 emoji are allowed.

×   Your link has been automatically embedded.   Display as a link instead

×   Your previous content has been restored.   Clear editor

×   You cannot paste images directly. Upload or insert images from URL.

Loading...
×
×
  • Create New...