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Al lavoro a 15 anni invece che in classe


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NOTIZIA DEL 20 GENNAIO 2010

Emendamento della maggioranza: l'apprendistato vale come un anno di scuola

E' bufera sul governo. Il Pd: "Fanno carta straccia di tutte le scelte mondiali"

Al lavoro a 15 anni invece che in classe - passo indietro sull'obbligo scolastico

Critiche dai sindacati: "Non è così che si aiuta l'occupazione dei giovani"

di SALVO INTRAVAIA

 

Al lavoro a 15 anni e scoppia la polemica tra governo e opposizione. "La maggioranza fa carta straccia dell'obbligo scolastico: inaccettabili questi salti all'indietro sul tema della formazione", dichiara l'ex ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni (Pd). Al centro della querelle un emendamento al disegno di legge Lavoro, collegato alla Finanziaria, approvato questa mattina dalla commissione Lavoro della Camera, che prevede che l'apprendistato possa valere a tutti gli effetti come assolvimento dell'obbligo di istruzione. Se il provvedimento dovesse andare in porto gli studenti meno volenterosi potrebbero uscire dalle aule scolastiche un anno prima dell'attuale obbligo scolastico, fissato a 16 anni.

 

Ma l'Ue e tutti i più recenti studi sul capitale umano ci chiedono il contrario: aumentare la permanenza a scuola dei nostri adolescenti e ridurre la dispersione scolastica. "La maggioranza e il ministro Sacconi - continua Fioroni - hanno deciso di fare carta straccia dell'obbligo scolastico. E' inaccettabile che, invece di intensificare gli sforzi per collegare la fase educativa alla formazione e mettere in grado i ragazzi italiani di poter competere ad armi pari con i loro colleghi nel resto del mondo, qui si decida di fare un salto all'indietro così macroscopico".

 

In effetti, gli ultimi studi di Ocse (l'Organizzazione internazionale per la cooperazione e lo sviluppo economico) e Banca d'Italia raccomandano l'esatto opposto: investire in istruzione. Lo scorso mese di novembre, la Banca d'Italia ha pubblicato uno studio dall'emblematico titolo "Investire in conoscenza". I due economisti Federico Cingano e Piero Cipollone evidenziano tutti i vantaggi connessi con un aumento del grado di preparazione dei cittadini italiani. Un massiccio investimento da parte dello stato in istruzione verrebbe più che compensato dalle entrate fiscali, a parità di prelievo, e dai minori costi derivanti dall'aumento del tasso di occupazione. E un anno in più sui banchi di scuola rende, secondo gli esperti di Bankitalia, nel medio-lungo periodo quasi il 9 per cento in termini di remunerazione del lavoro. I vantaggi maggiori sono per i laureati, il cui titolo di studio può fruttare più del 10 per cento e il diploma di maturità, il 9,7 per cento

 

Durissimo il commento del senatore Antonio Rusconi, componente della commissione Cultura di Palazzo Madama. "Si tratta di un provvedimento assurdo che ci allontana ancora di più dai livelli dell'istruzione previsti dal trattato di Lisbona e soprattutto annulla una conquista importante del governo del centrosinistra, ovvero l'obbligo all'istruzione svolta nella scuola superiore o professionale fino a 16 anni, ma comunque nella scuola". "Di fatto - prosegue Rusconi - il governo Berlusconi sembra orientare la scuola e la società italiana verso indirizzi 'classisti', la serie A dei licei, la serie B degli Istituti tecnici, la serie C dei professionali, e ora per qualcuno, subito dopo la terza media, l'idea di andare subito al lavoro". All'estero, secondo il senatore del Partito democratico, "la crisi economica la si sta combattendo con più investimenti" su scuola, università e formazione.

 

Nel 2003, una comunicazione della Commissione europea considerava "imperativo categorico" l'investimento efficiente nell'istruzione e nella formazione. Nel marzo 2000 il Consiglio europeo di Lisbona ha fissato all'Ue l'ambizioso obiettivo strategico di diventare entro il 2010 "l'economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale". Il Consiglio europeo "ha ribadito che il futuro dell'economia (e della società) europea dipenderà dalle abilità dei suoi cittadini e che queste a loro volta richiedono un aggiornamento continuativo caratteristico delle società basate sulla conoscenza".

 

E secondo l'ultimo lavoro dell'Osce, "Education at a Glance", in Italia la laurea, in termini di resa salariale, è un affare. In base ai calcoli dell'Ocse un uomo laureato può aspettarsi rispetto a un diplomato un vantaggio salariale durante la carriera superiore a 322 mila dollari, mentre per una donna il beneficio si ferma a 136 mila. La media Ocse è di 186 mila a livello lordo per un uomo e di 134 mila per una donna. E con un titolo di studio più elevato ci si assicura anche meglio contro la disoccupazione.

 

"E' l'ultimo atto dello smantellamento di un vero obbligo scolastico": così il segretario della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo, commenta l'emendamento. "Siamo decisamente contrari. Prevedere questo - afferma il sindacalista - significa mettere in discussione l'essenza stessa dell'obbligo scolastico che va assolto nei percorsi di istruzione e formazione, e non attraverso l'apprendistato che nella maggior parte dei casi si traduce in un lavoro vero e proprio dove di apprendimento c'è ben poco".

 

Critiche sono state espresse anche dal segretario confederale della Cisl, Giorgio Santini. "L'emendamento sull'apprendistato approvato dalla commissione Lavoro della Camera, in modo frettoloso e senza nessuna consultazione delle parti sociali, deve essere corretto prima dell'approvazione in Aula del ddl lavoro prevista per la prossima settimana". "In particolare - aggiunge Santini - va attentamente valutato il rischio di un conflitto tra norme, stante la vigente legge 296/06 che fissa l'obbligo di istruzione a 16 anni, che porterebbe alla paralisi operativa". La richiesta del sindacato è quella di "rilanciare l'apprendistato per aiutare concretamente l'occupazione dei giovani", ma di farlo in collegamento con "percorsi di istruzione e formazione professionali nei quali, come previsto dalla legge, si assolva all'obbligo di istruzione".

 

[Fonte

]

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penso che questo si possa riassumere in una semplice affermazione:

 

una popolazione ignorante è più facile da controllare, sottomettere, plagiare..

 

i nostri politici dimostrano come sempre che del bene della popolazione non gli interessa proprio nulla.

in parte è vero quello che dici....però è inutile obbligare persone a venire a scuola se queste vengono e stanno tutto il tempo a dormire o fare altro....anzi così quelli che vanno a lavorare a 15 anni si accorgono che senza almeno la licenza superiore non fanno nulla e quindi si rimeterebbero a studiare più seriamente...

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forse, ma lasciare la scuola a 15 anni è sbagliato, e il governo dovrebbe scoraggiare iniziative del genere, non facilitarle, dire "vai e poi quando (e se) ti accorgi che hai fatto una caxxxxa cerca di rimediare" non mi sembra il modo più adatto..

 

il governo dovrebbe aiutare i genitori a far capire che senza un certo livello di conoscenza ormai non si va da nessuna parte, ma non solo, l'istruzione dovrebbe essere vista anche nell'ottica del migliorarsi come persone, nell'ambito della crescita personale..

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Al solito il governo sfodera unaltra delle sue provocazioni, o semplicemente delle sue aberrazioni sulla fantasia legislativa neo destrista fascistoide. Offrendo la possibilità agli imprenditori disinvolti di sfruttare maggiormente i minori e di impoverire le menti dei futuri cittadini italia...

Sensa contare che questi giovani non sanno a cosa vanno in contro .. anche perchè gli vengono riferiti concetti non in modo chiaro e naturalmente contro la loro volonta , quindi e ovvio che preferirebbero andare a lavorare che stare chiusi in una classe per ore e "perdere" il loro tempo studiando a casa piuttosto che divertirsi .

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bè è ovvio che vogliano investire molto sulla scuola e far crescere la gente colta in italia(secondo degli studi siamo tra i paesi più ignoranti) ma comunque io la penso allo stesso modo....per andare a scuola e far stare indietro anche le altre persone che comunque cercano di rispettare gli studi è meglio che vadano a lavorare...capiscano cosa significa...e studiare per un futuro migliore di quello che hanno provato lavorando prima del tempo.....secondo me è l'unico modo per farlo capire a molta gente

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Al solito il governo sfodera unaltra delle sue provocazioni, o semplicemente delle sue aberrazioni sulla fantasia legislativa neo destrista fascistoide.

 

Parole a caso sfogliando il vocabolario?

studia il fascismo, il sistema scolastico fascista e poi vieni a dire che le riforme di questo tipo sono "fascistoide".

1° il sistema scolastico che e lo status quo che tanto viene difeso è ancora risalente alla riforma gentile (ventennio fascista)

2° le scuole al giorno d'oggi sono sempre più qualitativamente disastrose anche per la presenza nelle aule di soggetti OBBLIGATI a starci senza alcun interesse. Come si dice nel gergo comune "non hai voglia di studiare...vai a lavorare"

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Al solito il governo sfodera un'altra delle sue provocazioni, o semplicemente delle sue aberrazioni sulla fantasia legislativa neo destrista fascistoide.

 

Parole a caso sfogliando il vocabolario?

studia il fascismo, il sistema scolastico fascista e poi vieni a dire che le riforme di questo tipo sono "fascistoide".

era una Metafora su come vogliono obbligare psicologicamente giovani .

poi non ho ben capito se i 2 punti che ci hai indicato sono riferiti a me .. cmq sono daccordo anche se sono concetti abbastanza sottintesi .

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si erano rivolti a quello che dici.

Mi spiego meglio, critichi un governo - che per inciso critico anche io - definendolo fascista quando questo con la politica del ventennio, purtroppo o per fortuna, non ha nulla a che fare.

Pur marchiando in modo dispregiativo il governo attuale con "fascistoide", al contempo difendi il sistema scolastico attuale che risale alla riforma Gentile.

 

Infine per quanto mi riguarda fanno bene a non obbligare nessuno a studiare. Lo studio è un diritto. I soggetti che per OBBLIGO frequentano (sottolineo FREQUENTANO e non studiano)fino ai 16 anni, con il loro comportamento totalmente disinteressato, non fanno altro che compromettere l'istruzione degli altri studenti.

Ciò posto, non mi pare che questa riforma obblighi NESSUNO ad abbandonare gli studi, quindi basta con i soliti qualunquismi sul controllo mentale dei giovani per piacere.

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una popolazione ignorante è più facile da controllare, sottomettere, plagiare..

 

non mi pare che questa riforma obblighi NESSUNO ad abbandonare gli studi, quindi basta con i soliti qualunquismi sul controllo mentale dei giovani per piacere.

 

 

grazie per avermi dato del qualunquista, ma qualche spiegazione o qualche motivazione in più sarebbe utile alla discussione..

 

questa riforma non obbliga nessuno ad abbandonare gli studi... e ci mancherebbe altro!!

allora depenalizzare la rapina a mano armata va bene perchè comunque non si obbligherebbe nessuno a commettere l'atto? e non dirmi che la rapina danneggia gli altri e andare via da scuola danneggia solo se stessi perchè se in questo momento ci troviamo a vivere in una società che sta gradualmente regredendo è proprio per la carenza del nostro sistema scolastico.. in una democrazia comanda la maggioranza, e se la maggioranza è ignorante siamo nella merxx tutti quanti!

 

la mia affermazione iniziale (quella che tu hai definito qualunquista) era motivata da un sempice ragionamento:

 

il governo si trova davanti al problema di un sistema scolastico inadatto a un paese come il nostro e preferisce non migliorare il sistema e non sensibilizzare la popolazione all'importanza dell'istruzione, ma decide di tagliare i fondi(cosa ormai di routine) e di lasciare i giovani(che dovrebbero essere il futuro del paese) nell'ignoranza senza tentare di fargli capire che sbagliano..

 

qualcuno ha detto che quando si accorgeranno di aver sbagliato torneranno a studiare.. io penso che un quindicenne che smette di andare a scuola e si ritrova con uno stipendio non capirà di aver sbagliato fino a quando sarà troppo tardi per poter tornane sui suoi passi.

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A parte che sono allibito dal paragone con la rapina a mano armata, che non sta assolutamente in piedi...quindi evito di entrarne nel merito. Accosti una fattispecie di reato ad un semplice provvedimento che permette a CHI NON VUOLE ANDARE A SCUOLA di smettere UN anno prima.

 

Non so che scuola tu abbia frequentato ma credo che anche tu abbia passato 1 o 2 anni con soggetti non interessati a studiare che non facevano altro che infastidire il resto della classe, per poi smettere cmq per andare a lavorare alla fatidica età dei 16 (che a tuo dire dovrebbe essere il traguardo che accende il lume della ragione e ti rende conscio di aver sbagliato a non studiare fino a quel momento).

Ciò detto, anche volendoli costringere a restare fino a 16 invece che a 15 cosa mai cambierebbe? avrebbero un titolo di studio? beh la risposta è no.

In 12 mesi, dall'età di 15 anni all'età di 16 anni un ragazzo, è in grado di capire che sta sbagliando a non studiare, pentirsi, tornare sui suoi passi, e divenire un alunno modello? credo che la risposta sia altrettanto ovvia.

 

Stai tirando su un pandemonio per niente. E se nelle scuole si è sempre più ignoranti dipende dagli alunni stessi e dai professori, prima che dalla riduzione dell'obbligo di 12 mesi.

 

Dovresti soffermarti sul taglio dei fondi. QUELLO è un problema serio, di certo non la possibilità di scegliere cosa fare del proprio futuro. Ribadisco, quello allo studio è un diritto.

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naturalmente l'esempio della rapina era un'estremizzazione per chiarire il concetto.. pensavo fosse ovvio..

 

per poi smettere cmq per andare a lavorare alla fatidica età dei 16 (che a tuo dire dovrebbe essere il traguardo che accende il lume della ragione e ti rende conscio di aver sbagliato a non studiare fino a quel momento).

 

mi spiace ma non ho mai detto una cosa del genere.. giusto per la cronaca io l'obbligatorietà la metterei fino alla maggiore età..

 

detto ciò, pensavo di essermi spiegato, ma forse ho fatto troppi giri di parole.. non critico il provvedimento di riduzione dell'obbligatorietà(come hai detto tu 12 mesi non sono poi tantissimi), io critico l'atteggiamento del governo che davanti ad un problema serio, lo risolve con un ARRANGIATEVI, che è precisamente il messaggio che io ho colto da questo provvedimento.. capisco anche la questione degli studenti che non hanno voglia e quindi disturbano, ma sbarazzarsene e lasciarli al proprio destino dovrebbe essere una soluzione estrema, l'ultima, quando non ci sono più speranze e dopo aver tentato ogni altra soluzione, è questo quello che non mi va giù, avrebbero potuto tentare prima di migliorare il sistema invece non l'hanno fatto..

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Fino alla maggiore età? Fantastico...

 

Classico discorso da Italiano: io ho un problema...che pensi lo Stato a risolverlo. Non ho voglia di studiare? che lo stato me la faccia venire.

JFK una volta disse: Non chiederti che cosa fa lo stato per te, ma chiediti cosa fai tu per lo stato e per te stesso.

 

Dal mio punto di vista siamo talmente agli antipodi che è inutile continuare a discutere...

innalziamo ai 18 anni l'obbligo di studio così da abbassare lo standard dell'istruzione e via andare, e poi tra un pò rendiamo obbligatoria anche l'università

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Fino alla maggiore età? Fantastico...

 

Classico discorso da Italiano: io ho un problema...che pensi lo Stato a risolverlo. Non ho voglia di studiare? che lo stato me la faccia venire.

JFK una volta disse: Non chiederti che cosa fa lo stato per te, ma chiediti cosa fai tu per lo stato e per te stesso.

 

Dal mio punto di vista siamo talmente agli antipodi che è inutile continuare a discutere...

innalziamo ai 18 anni l'obbligo di studio così da abbassare lo standard dell'istruzione e via andare, e poi tra un pò rendiamo obbligatoria anche l'università

io non esagererei....pure l'università obbligatoria?finirebbe che anche lì si andrebbe spendendo un sacco di soldi e si finirebbe col tenere il banco caldo....per anche questo motivo lo stato sta facendo questo(anche questo motivo...perchè i motivi principali giovano a loro in cima e non a noi)

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