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[WII] Mario Power Tennis


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[WII] Mario Power Tennis (New Play Control) [Multi5]

 

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Mario Power Tennis

 

SONO FIGLIO DI MIO PADRE

Il tempo passa, i brand invecchiano e ovviamente anche in questi ultimi anni abbiamo potuto assistere alle infinite questioni inerenti i nuovi prodotti, al loro valore effettivo rispetto ai "genitori", e che cosa effettivamente ci si sarebbe potuto aspettare in meglio per questo o quell'altro titolo (si sa, noi videogiocatori siamo una specie piuttosto esigente e mai soddisfatta). Beh, ci leviamo immediatamente il dubbio affermando che Mario Power Tennis rappresenta sicuramente il titolo a 128bit maggiormente legato al suo recente passato, in grado di coinvolgere quanto il suo genitore nonostante non riesca ancora a superarne qualche piccolo limite intrinseco, primo fra tutti la mancanza di una modalità di gioco on-line. In sostanza se i nuovi episodi delle celebri saghe di Zelda, Mario & soci non vi hanno convinto, facendovi storcere la bocca, state ben certi che il titolo tennistico made in Nintendo non vi deluderà, rappresentando di per sé una vera e propria evoluzione diretta dell'originale. E se ancora non l'aveste capito, sappiate che stiamo parlando di uno dei titoli di tennis migliori in assoluto: un indiscutibile must buy per gli amanti del genere.

 

FRENESIA PORTAMI VIA

Che cosa sia il tennis non spetta certo a noi spiegarlo, viceversa ci par doveroso spiegare le caratteristiche di ciò che può essere definito il "Mario tennis". Naturalmente ad inizio gioco ci ritroveremo a scegliere uno fra gli innumerevoli personaggi presenti (tutti legati indissolubilmente al mondo di Mario), e a scendere in campo nel tentativo di vincere il primo dei successivi tornei. Il primo approccio risulta necessariamente user-friendly, vale a dire avversari piuttosto debolucci ed arrendevoli, ma il tutto avviene solamente per dar tempo e modo al giocatore di conoscere i comandi base del nostro personaggio. Scopriremo così che con la giusta combinazione di tasti potremo effettuare dei classici top spin, il più delizioso dei pallonetti, oppure affidarci a perfide palle corte in grado di spiazzare qualsiasi avversario. Il campionario classico del tennis appare dunque rispettato, con giocatori opportunamente diversificati per caratteristiche e abilità peculiari; ma è proprio da questo punto in poi che Mario Power Tennis rompe gli argini sia con il tennis classico sia con il suo predecessore, riuscendone però a conservare intatta l'anima di titolo assolutamente frenetico e al contempo incredibilmente profondo.

In questa versione Camelot ha deciso di inserire due nuovi colpi, definiti speciali, in grado di modificare sostanzialmente la giocabilità generale. Ci stiamo riferendo alla possibilità, una volta che la carica della racchetta sarà completa (il che accade con gran frequenza), di poter usufruire di un colpo di difesa e uno d'attacco: con il primo potremo recuperare una palla ormai persa, con il secondo effettuare invece un tiro dall'enorme potenziale offensivo. Quello però che ci colpisce in modo maggiore è l'equilibrio con cui il tutto è stato inserito nel gioco: insindacabilmente perfetto. Se è vero che ogni colpo di difesa ci permetterà di recuperare la pallina persa, non è altrettanto vero che questa scelta risulti sempre la migliore, così come non risulterà certo al cento per cento che un supercolpo offensivo vada necessariamente a segno, con avversari momentaneamente storditi ma in grado di portare avanti il gioco e di ribaltare la situazione. Diciamo dunque che mega martelli, cannoni, scosse elettriche, così come mani e banane volanti, per quanto pittoreschi e scenografici, risultano a conti fatti solamente uno dei tanti modi di difendere o attaccare, ma non l'unico modo da ricercare per assicurarsi la vittoria. Un lavoro, quest'ultimo, che merita gli applausi incondizionati di tutti i videogiocatori.

 

MA E' MEGLIO O PEGGIO DI...?

Quando si ha a che fare con titoli che rappresentano l'eccellenza su una determinata macchina è facile chiedersi se il titolo in questione si riveli migliore di questo o di quel determinato prodotto concorrente. Possiamo affermare senza timore alcuno che Mario Power Tennis risulta tutto fuorché un avversario diretto di titoli quali Virtua Tennis o il noto Top Spin, pur relegando la sua presenza alla nicchia dei giochi sportivi. Benché sia possibile affrontare le partite con le classiche regole del tennis (risultando titolo dannatamente profondo), rimane innegabile il fatto che il gioco sia nato per dar vita a partite di ben altro tenore, e soprattutto mosse da un tipo d'azione profondamente diversa. Non per niente i tornei risultano affrontabili solamente nelle modalità più stravaganti - il cosiddetto Mario tennis a cui facevamo riferimento - ovverosia dando la possibilità al giocatore di affidarsi ai super colpi e, in aggiunta, di sfidarsi su campi di tennis definiti "campi pazzi". Anche questi ultimi fanno parte dell'assurdo bagaglio del titolo di Camelot, capaci di influenzare notevolmente gli andamenti di una partita. I campi pazzi sono caratterizzati da particolari situazioni di gioco, fra cui tasselli di campo che si spostano, fantasmi e tartarughe che rendono difficili gli spostamenti dei giocatori, macchie di colore da pulire e via dicendo. La padronanza delle situazioni di gioco diverrà allora cosa fondamentale, in particolar modo per i giocatori alle prime armi.

 

LA FIERA DEI BONUS E DEL MULTIPLAYER

Dunque fra i vari tornei proposti (normali e non), il tennis targato Nintendo riesce a soddisfare ogni palato, un po' come è accaduto con Mario Kart Double Dash. L'aria che si respira è indubbiamente quella scanzonata ed allegra di un "gioco di Mario", ma questo non influisce sulla profondità di gioco, perché di carne al fuoco in Mario Tennis ce n'è parecchia. Il livello degli sfidanti, per esempio, è particolarmente elevato e in grado di tener impegnato anche il più bravo dei giocatori nei tornei che contano; la presenza di un numero elevatissimo di sottogiochi in chiaro stile Mario Party è poi un bonus divertente e mai banale.

Ce n'è davvero per tutti i gusti, iniziando da sessioni di gioco in cui colorare dei quadri con l'uso di pallina e racchetta, oppure nel partecipare a partite di tennis in cui l'obiettivo principale è quello di racimolare punti centrando degli appositi canestri, nella modalità Item sfruttando a proprio vantaggio le classiche armi di Mario Kart, o ancora cercando di liberare i Soli Custodi da una scomoda situazione... e via dicendo. Tutto ciò contribuisce notevolmente alla longevità del gioco, anche se a farla da padrone rimane certamente la presenza del multiplayer, in grado di rendere questo titolo potenzialmente illimitato (anche se pecca nella possibilità di partecipare ai tornei in più giocatori, limitandosi alle mere esibizioni).

Anche dal punto di vista grafico Camelot centra in pieno il suo obiettivo, proponendo un titolo dall'aspetto grafico incredibilmente appagante, sgargiante nella scelta dei colori ma soprattutto assolutamente in tono con lo stile grafico a cui GameCube ci ha da tempo abituati, farcendo il tutto con una sonorità che ci accompagna dolcemente da oramai tantissimi anni.

 

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