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Axel Del Piero
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Maradona:

Diego Armando Maradona (Lanús, 30 ottobre 1960) è un ex calciatore e allenatore di calcio argentino, Campione del Mondo con la Nazionale argentina nel 1986, attuale C.T. dell'Argentina.

 

Noto anche come El Pibe de Oro ("Il Ragazzo d'Oro"), alla fine del 2000 è stato eletto da un sondaggio popolare della FIFA su internet miglior calciatore del secolo, quinto nella classifica sui migliori calciatori del secolo XX pubblicata da IFFHS. Biografia e carriera [modifica]

Maradona nel Giugno del 2006

Maradona con la maglia dell'Argentinos Juniors

 

Figlio di Diego, detto Chitoro, e Dalma Salvadora Franco, detta la Tota, Diego Armando nacque il 30 ottobre 1960 nel Policlínico Evita di Lanús, un comune della provincia di Buenos Aires. Crebbe a Villa Fiorito - (una villa miseria situata a sud della Grande Buenos Aires) - in una famiglia trasferitasi da Corrientes. Ha tre sorelle maggiori e due fratelli minori, Hugo e Raul, detto "Lalo", entrambi divenuti poi calciatori professionisti.

 

Maradona iniziò a giocare a calcio nella squadra del padre, l'Estrella Roja, di cui Diego era il talento più apprezzato. L'antagonista più acerrima era la squadra del miglior amico di Maradona: Goyo Carrizo. Fu proprio questi a farlo partecipare ad una selezione nelle giovanili dell'Argentinos Juniors di Buenos Aires. Entrò così a far parte delle Cebollitas (Cipolline), la squadra giovanile dell'Argentinos. Il suo primo allenatore fu Francisco Cornejo.

 

I primi passi in Argentina e nella Nazionale

Diego Armando Maradona con la Coppa del Mondo Juniores

 

Maradona iniziò la sua carriera professionistica nell'Argentinos Juniors nel 1976, debuttando il 20 ottobre nella partita contro il Talleres, dieci giorni prima di compiere sedici anni. Iniziò così a giocare spezzoni di partite fino a diventare titolare fisso. I primi gol nell'Argentinos arrivarono il 14 novembre: una doppietta al San Lorenzo; pochi mesi dopo il debutto in campionato arrivò anche il debutto internazionale: il 27 febbraio 1977 l'allora allenatore della Nazionale Cesar Luis Menotti lo convocò per un'amichevole contro l'Ungheria allo stadio La Bombonera di Buenos Aires.

 

Diventato capocannoniere del campionato argentino, sembrò destinato a far parte dei convocati per i Mondiali del 1978, ma non venne inserito nella rosa della Selección (che divenne Campione del Mondo per la prima volta nella sua storia) in quanto Menotti lo ritenne troppo giovane per affrontare un torneo di vitale importanza per l'Argentina, sia dal punto di vista sportivo che politico (i campionati del mondo dovevano costituire per il regime militare golpista presieduto da Videla l'occasione di rivalutazione dell'immagine internazionale della Nazione).

 

Subito dopo la vittoria mondiale, Maradona divenne titolare della Nazionale e giocò importanti partite che riscattarono la sua mancata convocazione. Tra queste un'amichevole fra Argentina e Resto del Mondo allo stadio Monumental di Buenos Aires, il 25 giugno 1979, finita 2-1 per gli avversari, ma con l'unico gol degli argentini segnato da Maradona. Contemporaneamente continuò a giocare con la Nazionale Juniores, vincendo nello stesso anno i Mondiali di calcio giovanili in Giappone (finale vinta contro l'URSS 3-1 in cui segnò un gol).

 

Nel 1979 e nel 1980 vinse il Pallone d'Oro sudamericano, il premio che spetta al miglior giocatore del continente.

 

Il Boca Juniors

Maradona con la maglia del Boca

 

Rifiutata un'offerta del River Plate, si trasferì al Boca Juniors coronando il sogno di giocare nella squadra del cuore del padre. Qui incontrò un ambiente ostile, i dirigenti gli erano contro e l'allenatore Silvio Marzolini puntualizzò subito che per Maradona non ci sarebbe stato alcun tipo di "favoritismo". Per il passaggio alla nuova squadra fu organizzata un'amichevole con l'Argentinos, il 20 febbraio 1981. Maradona giocò il primo tempo con i vecchi compagni e la ripresa con Boca, davanti a venticinquemila spettatori. L'amichevole finì 3-2 per l'Argentinos, con un gol di Maradona. Due giorni dopo il debutto ufficiale alla Bombonera, il Boca vinse contro il Talleres per 4-1, con doppietta di Maradona. Un infortunio lo fermò per quattro giornate, ma al suo rientro diventò l'idolo dei tifosi segnando ventotto gol in quaranta partite e guidando il Boca alla vittoria del Campionato Metropolitano di Apertura 1981.

 

La squadra argentina organizzò una tournée di amichevoli imponente: otto partite in ventuno giorni in giro per il mondo, Los Angeles, Hong Kong, Malesia, Messico, Guatemala e Giappone. A causa di problemi economici il Boca dovette privarsi di Maradona, non essendo in grado di pagare il suo trasferimento definitivo (Maradona era arrivato in prestito). Si fece quindi avanti il Barcellona, con l'offerta record di una cifra pari a dodici miliardi di lire. L'ufficializzazione poté arrivare solo dopo i Mondiali del 1982, disputati proprio in Spagna e per i quali Maradona - al contrario di quattro anni prima - venne convocato godendo ormai della fama di giocatore di primissimo livello internazionale.

 

Spagna 1982: il primo campionato del mondo

 

Nel primo turno a gironi, l'Argentina, campione uscente, perse l'incontro d'esordio del campionato del mondo 1982 per 1-0 contro il Belgio. Due vittorie contro l'Ungheria e contro il debole El Salvador diedero ai sudamericani l'accesso alla seconda fase, in un gruppo che comprendeva Brasile e Italia, destinata a succedere agli argentini nella conquista della Coppa del Mondo.

 

L'incontro con gli italiani fu perso dagli argentini per 1-2, e Maradona soffrì la marcatura particolarmente attenta e aggressiva di Claudio Gentile. Contro i brasiliani la sconfitta fu più pesante: 1-3. Complessivamente Maradona ebbe cinque presenze e fece due gol (entrambi nel 4-1 inflitto all'Ungheria), più un'espulsione contro il Brasile all'85°, per fallaccio di reazione su Joao Batista da Silva, con cui concluse senza gloria il suo primo mondiale.

 

Il Barcellona

 

Dopo i mondiali Maradona giocò la sua prima stagione con la maglia del Barça dell'allora presidente Nuñez, deludendo però le aspettative; rimediò diversi infortuni sino a che un'epatite lo allontanò dai campi per oltre tre mesi. Il campionato del Barça procedeva in maniera deludente e anche le speranze di vincere la Coppa delle Coppe svanirono presto: i catalani furono eliminati ai quarti di finale dall'Austria Vienna, e Maradona poté giocare solo la partita di ritorno allo stadio Camp Nou di Barcellona a causa dell'epatite che ancora lo debilitava. La delusione, a fine annata, fu quasi totale con il Barça solo quarto nel campionato spagnolo, nonostante Maradona avesse trascinato i blaugrana alle vittorie della Coppa del Re, sconfiggendo il 4 giugno 1983 in finale i rivali storici del Real Madrid allenato da Alfredo Di Stefano e della Copa de la Liga nella doppia finale sempre contro il Real Madrid (2-2 all'andata il 26 giugno 1983 e 2-1 al ritorno il 29 giugno 1983), con un gol di Maradona in entrambe le partite.

 

La stagione 1983-84, con Menotti in panchina del Barça cominciò meglio: a settembre, alla prima partita di Coppa delle Coppe contro la squadra tedesca dell'FC Magdeburgo, Maradona segnò una tripletta e la partita terminò 5-1. Maradona si stava finalmente mettendo in mostra nel Barça, ma tutto si fermò alla quarta giornata di campionato durante l'incontro fra Barcellona ed Athletic Bilbao. Mentre la partita era sul 3-0 a favore del Barça, Maradona subì un grave infortunio (che gli causerà per sempre la perdita del 30% della mobilità della caviglia) per un fallo di frustrazione decisamente violento del difensore dell'Athletic Andoni Goikoetxea Olaskoaga[2]. Durante il suo infortunio il Barça vinse la Supercoppa spagnola nella doppia finale con l'Athletic Bilbao (1-3 all'andata il 26 ottobre 1983 e 0-1 al ritorno il 30 novembre 1983).

 

Rientrato a tempo di record all'inizio del 1984, grazie alle cure del suo medico di fiducia Ruben Dario Oliva, Maradona trascinò il Barcellona a sei risultati utili consecutivi, fino a quando una sconfitta di 2-1 contro il Real Madrid fermò i blaugrana. Intanto a marzo riprese la Coppa delle Coppe. Il Barcellona contro il Manchester United vinse 2-0 la gara d'andata, ma il 3-0 del ritorno per gli inglesi lo condannò all'eliminazione.

 

I trionfi non arrivavano però in campionato e Maradona incominciò a subirne le conseguenze: i tifosi erano contro di lui e nascevano contrasti con lo stesso presidente Nuñez. La stagione 1983-84 vide di nuovo il Barça lontano dal primo posto nella Liga. Maradona giocò solo sedici partite in cui segnò comunque undici gol. Dopo il campionato rimaneva comunque la Coppa del Re. A maggio si tenne la finale fra Barça e Athletic Club, gara che segnava l'occasione per Maradona di reincontrare Goikoetxea. Sebbene fossero passati mesi, la questione dell'infortunio di Maradona non era ancora risolta; alla fine della partita (fra l'altro vinta dal Bilbao per 1-0), Maradona si avventò contro il giocatore basco, innescando una memorabile e plateale rissa tra le due squadre. In seguito si scusò personalmente in un incontro ufficiale con il re di Spagna Juan Carlos, ma l'episodio segnò la fine della sua esperienza spagnola.

 

I rapporti con il Barcellona e il suo presidente Nuñez erano ormai deteriorati, e Maradona, ripresosi completamente dall'incidente, fu clamorosamente ingaggiato, dopo un mese di difficili trattative, dal Napoli per la cifra record di tredici miliardi e mezzo di lire. Il contratto fu firmato senza che il Napoli disponesse della liquidità per regolarizzare l'acquisto; il denaro venne versato solo in un secondo momento. Si racconta che l'allora presidente del Napoli Corrado Ferlaino abbia depositato in federazione una busta vuota, facendo credere che contenesse il contratto firmato dal giocatore. In questo modo guadagnò il tempo necessario per concludere la trattativa, sostituendo poi la busta vuota con quella regolare.

 

La prima stagione nel Napoli

 

Il 5 luglio 1984 Maradona venne presentato ufficialmente allo Stadio San Paolo e fu accolto da ben settantamila persone, che pagarono la quota simbolica di mille lire per vederlo. Bastarono un palleggio ed un tiro verso la porta sotto la curva B e l'entusiasmo si trasformò già in tripudio.

 

Nella prima stagione, però, le aspettative furono in grande parte disattese. Mal supportato da una squadra di mediocre valore Maradona dimostrò quasi esclusivamente le proprie doti di funambolo, ma il suo contributo non poté essere utile per raggiungere grandi traguardi. Il Napoli disputò un brutto girone di andata e solo nel finale riuscì a raggiungere una tranquilla posizione di centro classifica.

 

Era chiaro che da solo Maradona non avrebbe portato il Napoli a grandi risultati e la società dovette subito correre ai ripari. L'anno successivo arrivarono in azzurro grandi rinforzi del calibro di Bruno Giordano, Claudio Garella, Alessandro Renica e rinforzi dalle giovanili del Napoli, tra i quali Ciro Ferrara che debuttò in prima squadra proprio nel 1985-86. Quella stagione finì col Napoli al terzo posto, ma era solo un anticipo del vero trionfo.

 

Messico 1986: Argentina campione

Un murales de "la mano de Dios" ad Helsinki, Finlandia

« Ho due sogni: il primo è di giocare la Coppa del Mondo, il secondo è di vincerla. »

 

(Diego Armando Maradona)

 

Il culmine della carriera di Maradona fu senza dubbio la vittoria nel campionato del mondo 1986 in Messico nel 1986, al termine di un torneo nel quale fu, nel bene e nel male, il protagonista: nel bene, per i suoi cinque gol e cinque assist nelle sette partite giocate nel torneo (tutte vinte, tranne l'1-1 contro l'Italia nella prima fase a gironi) e per il gol nei quarti di finale segnato contro l'Inghilterra, dopo aver dribblato tutti gli avversari che provarono ad ostacolarlo nella sua corsa dalla linea di centrocampo alla porta difesa da Peter Shilton;[3]. Nel male, per le polemiche seguite al celeberrimo gol di mano nella stessa partita contro l'Inghilterra che ruppe l'equilibrio dell'incontro e fu erroneamente convalidato dall'arbitro tunisino Ali Bennaceur. Maradona rivendicò la legittimità di quel gol come atto di giustizia a seguito della Guerra delle Falkland del 1982 (a segnare, secondo Maradona, fu la Mano de Dios), ma in effetti l'unico risultato pratico che ebbe fu quello di indurre la FIFA a escludere di fatto gli arbitri provenienti da federazioni "calcisticamente ancora in via di sviluppo" dalle fasi finali ad eliminazione diretta.

 

Indipendentemente da ciò, la segnatura al termine di quello slalom (che fu quella del provvisorio 2-0, alla fine l'Argentina vinse per 2-1) risultò essere il Gol del Secolo secondo un sondaggio indetto dalla FIFA nel 2002.

 

Due gol al Belgio in semifinale valsero la finale contro la Germania Ovest. Ai goal argentini di Brown e Valdano risposero quasi in finale di partita Rummenigge e Völler, ma quando la gara stava per avviarsi ai tempi supplementari, Maradona pescò un corridoio sulla destra per Burruchaga, che batté Toni Schumacher per il 3-2 che diede all'Argentina il suo secondo titolo mondiale, il primo e unico di Maradona.

 

Il primo scudetto con il Napoli

Maradona nel 1985

« San Gennà non ti crucciare, tu lo sai, ti voglio bene / Ma 'na finta 'e Maradona squaglia "o sangue dint" 'e vvene. »

 

(dal film Il Mistero di Bellavista di L. De Crescenzo)

 

In maglia azzurra Maradona raggiunse l'apice della celebrità, portando il Napoli ai vertici del calcio italiano ed europeo. Grazie ad un'ottima squadra e alla sua guida, il Napoli vinse il suo primo scudetto nel campionato 1986/87 (allenatore Ottavio Bianchi), stagione memorabile anche perché dopo ben trentadue anni il Napoli riuscì a battere di nuovo la Juventus al "Comunale" di Torino.

 

Il 10 maggio 1987 il Napoli pareggiò per 1 a 1 la partita casalinga con la Fiorentina conquistando matematicamente il suo primo scudetto. La città intera si abbandonò all'euforia ed alla festa. Maradona fu protagonista assoluto dell'impresa e coronò il sogno di vincere un titolo fino ad allora solo immaginato da tifosi e addetti ai lavori.

 

Il Napoli vinse anche la sua terza Coppa Italia, vincendo tutte le 13 gare, comprese le due finali disputate contro l'Atalanta. L'accoppiata scudetto/coppa fu un'impresa che fino a quel momento era riuscita solo al Grande Torino ed alla Juventus. Bruno Giordano fu il capocannoniere della manifestazione con 10 reti.

 

Nella stagione (1987/88) il Napoli partecipò per la prima volta alla Coppa dei Campioni, ma uno sfortunato sorteggio mise contro gli azzurri il Real Madrid: i partenopei uscirono battuti dal Bernabeu per 2-0 (con lo stadio surrealmente vuoto per via di un provvedimento disciplinare), e pareggiarono per 1-1 la gara di ritorno abbandonando subito le ambizioni europee.

In campionato il Napoli dominò fino alla ventesima giornata mantenendo cinque punti di vantaggio sulla seconda, ma inaspettatamente gli azzurri crollarono facendosi superare (perdipiù in casa) dal Milan di Sacchi.Il clamoroso crollo della squadra partenopea diede adito a qualche sospetto di "combine" mai però provato. Maradona fu comunque capocannoniere del torneo con 15 reti all'attivo.

 

Nel (1989) il Napoli concluse il campionato ancora al secondo posto, dietro l'Inter dei record, ma vinse la Coppa Uefa (primo titolo internazionale) dopo aver battuto nella doppia finale lo Stoccarda (2-1 all'andata e 3-3 al ritorno) e dopo aver superato avversari blasonati come la Juventus e il Bayern Monaco (che sei mesi prima aveva clamorosamente eliminato l' Inter) ed anche in quel torneo l'apporto di Maradona fu determinante, soprattutto nelle gare più importanti con assist, goal e invenzioni spesso decisivi.

 

Nella stagione 1989/90 a Bianchi subentrò Albertino Bigon. Maradona non giocò le prime partite della stagione e venne sostituito da Gianfranco Zola, ma rientrò ben presto in squadra ritrovando l'amore dei tifosi. Il campionato fu riconquistato dal Napoli con Maradona pronto a presentarsi ai Mondiali fregiandosi del titolo di campione d'Italia.

 

Italia '90: l'inizio della crisi

 

Maradona capitanò l'Argentina anche nei Campionati del Mondo 1990, svoltisi in Italia. Un infortunio alla caviglia pregiudicò le sue prestazioni, ma comunque fu uno dei protagonisti dei Mondiali.

 

 

Negli ottavi di finale contro il Brasile, Maradona fu autore dell'assist a Claudio Caniggia per il gol vincente. Nei quarti di finale l'Argentina affrontò la Jugoslavia che superò ai rigori nonostante l' errore di Maradona (e di Troglio).

 

Si giunse così alla partita successiva contro l'Italia, padrona di casa, e per giunta nella "tana" di Maradona, quello Stadio San Paolo da lui amato. La gara, soffertissima dagli azzurri, si risolse anch'essa ai rigori dopo un 1-1; questa volta Maradona segnò un tiro dal dischetto e l'Argentina si qualificò per la finale.

 

Nella gara decisiva, a Roma, l'Argentina perse contro la Germania per 1-0 con un rigore segnato da Andreas Brehme all'85° minuto a seguito di un fallo assai dubbio su Rudolph Voeller di Burruchaga. In quest'occasione, Maradona si rese protagonista di due episodi extra-calcistici. Prima della partita, il pubblico dell' Olimpico fischiò l'intera esecuzione dell'inno nazionale argentino e Maradona, ripreso dalle telecamere, rispose con il famigerato "hijos de puta" rivolto al pubblico. Dopo la gara, in lacrime per la finale persa, accusò l'arbitro e la FIFA di aver fatto perdere la gara ai sudamericani.

 

L'ultimo anno al Napoli

 

Nella stagione 1990/91, la rosa del Napoli era di poco diversa da quella laureatasi campione d'Italia. La stagione cominciò con la vittoria nella Supercoppa Italiana del (1990) ottenuta battendo la Juventus allenata da Maifredi per 5-1. Il campionato, invece, cominciò male: nelle prime tre partite la squadra ottiene solo un punto.

 

In Coppa dei Campioni, dopo un inizio favorevole con una convincente doppia vittoria sugli ungheresi dello Újpesti Dózsa, al secondo turno il Napoli incontrò lo Spartak Mosca; l'andata al San Paolo finì 0-0, ma alla partita di ritorno in Russia Maradona non partì con la squadra, noleggiò un aereo privato ed arrivò a Mosca solo la sera successiva, il caso fu ampiamente affrontato dalla stampa italiana, che tra l'altro riportò alcune dichiarazioni di Luciano Moggi (allora dirigente del Napoli) e Albertino Bigon[4]. Maradona entrò in campo solo nel secondo tempo, l'incontro finì 0-0 anche dopo i supplementari e i russi vinsero la partita ai rigori (nonostante Maradona avesse siglato il suo).

 

Iniziò il lento declino dell'esperienza italiana di Maradona che finì il 17 marzo 1991 dopo un controllo antidoping effettuato al termine della partita di campionato Napoli-Bari che diede il responso di positività alla cocaina. Il Napoli chiuse la stagione all'ottavo posto.

 

Nel 2000 il Napoli, in onore ed in memoria della straordinaria e irripetibile carriera al Napoli decise che mai più nessun calciatore avrebbe indossato una maglia col numero dieci appartenuto a Maradona. Nel 2004, a causa del fallimento e della successiva iscrizione al campionato di serie C1 e per il regolamento della numerazione delle maglie di quest'ultima, il Napoli fu costretto a ristampare la maglia con quel numero, fino al nuovo ritiro nel 2006, grazie alla promozione in serie B.

 

La cessione forzata al Siviglia

 

Dopo un anno e mezzo di squalifica per doping, nel 1992, la carriera di Maradona riprese nel Siviglia. Dei sette milioni e mezzo di dollari dovuti al Napoli dalla squadra spagnola, la società italiana ne ricevette solo tre, stranamente, infatti, la FIFA autorizzò il Siviglia a non completare il pagamento.

 

Al Siviglia, Maradona reincontrò Carlos Bilardo, l'allenatore dell'Argentina ai mondiali del 1986. Maradona debuttò il 28 settembre contro il Bayern Monaco ed il 4 ottobre giocò la sua prima partita nella Liga in cui il Siviglia fu sconfitto dall'Athletic Club per 2-1. Il campionato continuò fra alti e bassi, con Maradona sempre più contestato dai tifosi. Tornato anche nella Nazionale argentina come capitano, vinse la Coppa Artemio Franchi contro la Danimarca e fu anche eletto dalla Federcalcio argentina miglior giocatore di tutti i tempi.

 

Se in Argentina andava bene, in Spagna la situazione precipitò. Il Siviglia fallì la qualificazione per la Coppa Uefa, in 25 partite Maradona segnò solo 4 gol e dopo una sola stagione, l'esperienza sivigliana di Maradona finì.

 

Il ritorno al calcio argentino

 

Maradona tornò a giocare in Argentina nel Newell's Old Boys; il 31 ottobre 1993, un giorno dopo il suo compleanno, ritornò a giocare con la nazionale, a Sydney, contro l'Australia per gli spareggi di qualificazione ai Mondiali USA 1994. La partita finì 1-1 e la rete argentina di Abel Balbo fu propiziata da un cross di Maradona. Nel ritorno del 17 novembre al Monumental l'Argentina vinse 1-0 qualificandosi per i Mondiali.

 

In seguito all'andamento mediocre in campionato e per via alcuni problemi fisici che lo costrinsero a giocare solo sette partite, dopo la partita contro l'Huracán, il 12 febbraio 1994, Maradona sciolse il contratto con il Newell's, recependo un milione e mezzo di dollari, la metà di quanto previsto dal contratto.

 

In attesa dei mondiali per alcuni mesi Maradona si ritirò dalle competizioni di club e tornò a giocare il 20 aprile, in un'amichevole tra Argentina e Marocco che terminò 3-1 per l'Argentina, con una rete di Maradona su rigore (dopo un'"astinenza da gol" durata ben 1.255 minuti di gioco).

 

Maradona non avrebbe potuto partecipare alla prevista tournée pre-mondiale in Giappone in quanto gli fu negato il visto di ingresso a causa dei precedenti con la droga. La Nazionale argentina decise di non recarsi in Giappone senza Maradona, cambiò quindi il programma di incontri sfidando Israele (3-0), Ecuador (1-0) e Croazia (0-0).

 

USA '94

 

Ai Mondiali, iniziati a metà giugno, l'Argentina vinse 4-0 la prima partita a Boston contro la Grecia, in cui Maradona realizzò lo splendido 3° gol, dopo il quale esultò col famoso urlo ripreso in primo piano dalla telecamera di bordocampo. Gli argentini vinsero (2-1) anche la seconda partita contro la Nigeria.

 

L'Argentina e Maradona sembravano inarrestabili quando, ancora una volta, l'esito positivo di un controllo antidoping fermò la carriera di Maradona, che fu trovato positivo all'efedrina, sostanza stimolante proibita. La FIFA lo espulse dal campionato e l'Argentina fu eliminata agli ottavi contro la Romania di Gheorghe Hagi.

 

Maradona si è sempre difeso affermando che la positività al test era dovuta all'ingerimento di una bevanda energetica, la Ripped Fuel, datagli dal suo allenatore personale in sostituzione della Ripped Fast, che in Argentina usava regolarmente e che era permessa dalla FIFA, a differenza della versione statunitense della bevanda, la Ripped Fuel appunto, che, all'insaputa dell'allenatore, disse, conteneva invece efedrina. Maradona accusò pesantemente i vertici della FIFA di averlo voluto far fuori servendosi di un pretesto quale quello dell'efedrina.

 

Gli ultimi anni della carriera

 

Maradona provò quindi a lavorare come allenatore in due brevi periodi, guidando il Deportivo Mandiyú di Corrientes (1993) e il Racing Club Avellaneda (1995), ma senza molto successo.

 

Nel 1995 gli venne assegnato il Pallone d'Oro alla carriera. In attività non poté concorrere all'assegnazione del premio perché i calciatori non europei erano allora esclusi dalla competizione.

 

Il 7 ottobre dello stesso anno tornò a giocare con la maglia del Boca Juniors nella partita contro il Colón (1-0). Rimase nel Boca per due anni prima di ritirarsi dal calcio, il 30 ottobre 1997, giorno del suo trentasettesimo compleanno.

 

Dopo il ritiro dall'attività agonistica

Maradona in un'intervista sui Mondiali 2006

 

Nel 2000 Maradona pubblicò la sua autobiografia, intitolata Yo Soy El Diego (Io sono il Diego), che in Argentina divenne subito un bestseller.

 

Alla fine dello stesso anno, in base ad un sondaggio eseguito dalla FIFA su internet, Maradona fu eletto "miglior calciatore del secolo", col 53.6% dei voti.

 

Nel 2001 l'Asociación del Fútbol Argentino (AFA) chiese alla FIFA l'autorizzazione di ritirare la maglia numero 10 dell'Argentina in onore di Maradona, ma la FIFA respinse la richiesta.

 

Nel 2002 il suo secondo gol contro l'Inghilterra nei Mondiali del 1986 fu nominato "Gol del Secolo" da un altro sondaggio della FIFA.

 

Il 26 dicembre 2003, l'Argentinos Juniors rinominò il suo stadio Estadio Diego Armando Maradona, in onore al campione argentino.

 

Il 27 aprile 2005 fu nominato direttore sportivo del Boca Juniors.

 

Il 9 giugno 2005, in occasione dell'addio al calcio di Ciro Ferrara a Napoli, Maradona, dopo quattordici anni di assenza, fece ritorno nella città partenopea, dove il pubblico del San Paolo, anche a distanza di anni, gli riservò un'accoglienza di eccezionale calore ed entusiasmo.

 

Il 22 giugno 2005 Maradona tornò al Boca Juniors come vicepresidente, dopo una deludente stagione del Boca, coincisa con il centenario della squadra. Il contratto iniziò il 1 agosto 2005 e tra le sue prime decisioni assunse Alfio Basile come nuovo allenatore. Nel 2005 il Boca vinse i titoli: Apertura, Clausura, la Copa Sudamericana, la Copa Libertadores e la Recopa Sudamericana.

 

Il 15 agosto 2005 debuttò come conduttore del programma televisivo argentino La Noche del 10 che fu molto seguito. In una puntata ospitò ed intervistò Pelè, il calciatore che gli contende la palma di miglior giocatore di ogni tempo. Altri ospiti furono Zidane, Ronaldo ed Hernán Crespo, Fidel Castro e Mike Tyson. Inoltre, durante una puntata incentrata sul tema dei talenti calcistici piu' promettenti dell'Argentina, tra i vari Messi e Agüero, spuntava anche l'attuale stella del Napoli Lavezzi,che in quel periodo giocava nel San Lorenzo

 

Il 6 giugno 2006, in occasione della manifestazione di beneficenza "Giugliano Cuore", nell'omonima cittadina a nord di Napoli, fu coinvolto in una spiacevole situazione: fermato e accompagnato in caserma dalla Guardia di Finanza, gli furono pignorati due Rolex d'oro a seguito di un suo vecchio contenzioso con il fisco italiano (risultava infatti evasore fiscale per circa 31 milioni di euro)[5].

 

Il 26 agosto 2006 abbandonò la carica di vicepresidente del Boca per disaccordi con l'AFA, che scelse Basile come nuovo allenatore della Nazionale argentina.

 

Nel 2006, in occasione degli ottanta anni del Napoli Calcio, gli fu consegnato da Gennaro Montuori, detto "Palummella", il Pallone d'Oro come miglior giocatore della storia partenopea. L'ambito premio gli è stato assegnato in seguito ad un sondaggio che ha visto partecipare tutti i tifosi napoletani. Il Boca Juniors ha voluto inoltre onorare Maradona con un statua posta all'interno dello stadio Bombonera.

 

Nel luglio 2007, il narcotrafficante colombiano Hernando Gomez Bustamante, uno dei capi del Cartello 'Norte del Valle', poco prima di essere estradato oggi negli Stati Uniti, ha assicurato che, quand'era agli arresti a Cuba, dove è stato catturato nel 2004, ha dato 50.000 dollari a Diego Maradona affinché influisse sul governo de L'Avana per evitare che fosse deportato in patria, e che l'ex fuoriclasse sia poi "sparito con i soldi". [6]

 

Verso la fine del 2007 Maradona torna a far parlare di se come calciatore: sponsorizza e partecipa in prima persona, in Sudamerica, ad incontri amichevoli di Showbol tra ex stelle del calcio, che riscuotono un buon successo.

 

Nel gennaio del 2008 il quotidiano britannico The Sun ha annunciato che Maradona, dopo quasi ventidue anni, ha chiesto scusa agli inglesi per il goal di mano segnato durante i Mondiali del 1986. Notizia poi smentita dallo stesso Maradona che protestò per un errore di traduzione da parte del giornalista che lo aveva intervistato. Nello stesso mese Maradona ha donato la sua maglia numero 10 al leader iraniano Mahmud Ahmadinejad,scatenando le polemiche della comunità ebraica in Argentina.

 

Alla guida della Nazionale argentina

 

Il 28 ottobre 2008 viene nominato nuovo C.T. dell'Argentina, dandone l'annuncio di persona, in sostituzione del dimissionario Alfio Basile. Come suoi collaboratori vengono nominati Carlos Bilardo, tecnico dell'albiceleste ai Mondiali 1986, e Pedro Troglio, ex giocatore di Lazio, Verona e Ascoli. La prima partita della sua gestione è stata giocata il 19 novembre del 2008 a Glasgow contro la Scozia e vinta per 1-0. La seconda partita è stata giocata l'11 febbraio del 2009 a Marsiglia contro la Francia e vinta per 2-0.

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ogni volta ke rivedo è ri-leggo tutto ciò ke ha fatto maradona, mi vengono le lcrime e sento dei brividi ke nessuno mai mi potrà dare :cry:

 

Maradona sei e sarai sempre l'idolo di Napoli.....

 

cmq la biografia l'ho letta subito bellixima.... :capo:

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W juve sempre!!!!vorrei fare un'ovazione al più grande giocatore e capitano di questa squadra...................ALEX...........DELLLLLLL PIERO!!!!

 

Alessandro Del Piero (Conegliano, 9 novembre 1974) è un calciatore italiano, attaccante della Juventus e della Nazionale italiana. Campione del mondo con la Nazionale nel 2006. Nel 2004 è stato incluso nella FIFA 100, una lista dei 125 più grandi giocatori viventi redatta da Pelé e dalla FIFA in occasione delle celebrazioni del centenario della Federazione internazionale, ed è anche risultato 49° nell'UEFA Golden Jubilee Poll, un sondaggio online condotto dalla UEFA per celebrare i migliori calciatori d'Europa dei cinquant'anni precedenti.

 

Attualmente è il capitano della Juventus, squadra nella quale milita dal 1993 e della quale detiene il record assoluto di marcature (254 gol), oltre al record di marcature in competizioni europee (48 gol) ed il primato di presenze in partite ufficiali (589). Con 387 presenze in Serie A risulta essere 62° nella classifica presenze nel campionato di calcio italiano mentre, grazie alle 162 reti messe a segno nella massima divisione, si apposta al 15° nella classifica dei marcatori del campionato italiano di calcio.

 

Considerato tra i migliori talenti del calcio italiano,[3] vanta la convocazione per tre Mondiali per nazioni e quattro Europei per nazioni.[4] Occupa la 77ª posizione nella speciale classifica dei migliori calciatori del XX secolo pubblicata nel 1999 dalla rivista World Soccer, realizzata tramite un sondaggio fra i lettori.[5] L'Association of Football Statisticians' (The AFS) classificando i Più grandi calciatori di sempre lo ha incluso al 60° posto.[6] Nel 2000 è risultato essere il calciatore più pagato del mondo tra stipendio e introiti pubblicitari.[7]

 

Ha vestito 91 volte la maglia della Nazionale segnando 27 reti, miglior marcatore azzurro in attività e quarto di sempre, a pari merito con Roberto Baggio, rispetto al quale ha una media gol inferiore. Ha fatto parte della selezione che ha vinto il Mondiale di calcio disputatosi in Germania, realizzando una rete nella semifinale contro i tedeschi, padroni di casa, e segnando uno dei rigori decisivi per la conquista del titolo nella finale contro la Francia.

Caratteristiche tecniche

 

Fantasista di classe, è un attaccante dotato di un notevole bagaglio tecnico,[8] che gli permette di stoppare il pallone con precisione ed effettuare assist per i compagni di reparto. Il potenziamento muscolare seguito all'infortunio patito ad Udine nel 1999, lo ha limitato nella velocità di esecuzione.[9]

 

Nasce mezzapunta, ha grande abilità nell'uno due e nel dribbling[9] ed è un grande specialista nei calci piazzati, con i quali sovente trova l'incrocio dei pali scavalcando la barriera,[10] oltre ad essere un buon rigorista. Dal punto di vista tattico predilige il ruolo di seconda punta, anche se è in grado di ricoprire diversi ruoli del reparto avanzato. In passato (in particolare con la nazionale, sotto la guida di Arrigo Sacchi) ha ricoperto il ruolo di ala sinistra. Inoltre ha agito talvolta anche da trequartista dietro le due punte, mettendo in mostra la sua visione di gioco e le sue qualità di impostazione, ma solo in casi particolari ed anche qui comunque controvoglia.[11][12][13]

 

Carriera

Club

 

Inizi

 

Nell'estate del 1993 venne acquistato dalla Juventus, dopo essere stato rifiutato dal Milan.[14] Nonostante Giovanni Trapattoni lo portò subito in ritiro con la prima squadra, venne inserito nella formazione “Primavera” allenata da Cuccureddu, divenendone subito un leader. Insieme a Fabrizio Cammarata, Christian Manfredini, Lorenzo Squizzi e Jonathan Binotto, guidò la squadra alla conquista del prestigioso Torneo di Viareggio e dello scudetto Primavera.

 

Esordì in Serie A il 12 settembre 1993, subentrando a Fabrizio Ravanelli al 74° minuto di Foggia-Juventus, terminata poi 1-1, e tre giorni dopo, nella gara dei trentaduesimi di finale della Coppa UEFA contro la Lokomotiv Mosca, fece il suo debutto nelle Coppe Europee. Il 19 settembre, una settimana dopo l'esordio in campionato, realizzò il suo primo gol in bianconero, all'80° minuto di Juventus-Reggiana, contribuendo al 4-0 finale. Il 20 marzo 1994 realizzò la prima tripletta della sua carriera, segnando tre dei quattro gol con cui la Juventus battè il Parma al delle Alpi.[15]

 

Al termine di quella prima stagione in bianconero, in cui si divise tra Primavera e prima squadra, totalizzò 14 presenze tra campionato, Coppa Italia e Coppa UEFA, e realizzò 5 reti, tutte in Serie A. Nell'estate del 1994 nella Juventus cambiarono i vertici societari, con l'arrivo di Giraudo (amministratore delegato), Bettega (vice presidente) e Moggi (direttore generale). Il presidente era l'avvocato Vittorio Caissotti di Chiusano. La nuova dirigenza operò subito una scelta coraggiosa: affidare la squadra a Marcello Lippi, allenatore giovane, che aveva ben figurato sulle panchine di Napoli ed Atalanta.

 

L'affermazione

 

Lippi gli offrì, nella prima annata della sua gestione, l'occasione di proporsi. Gianluca Vialli era il leader di un gruppo affidabile e granitico ed a Roberto Baggio, in ombra a causa di un infortunio, venne preferito proprio Del Piero. Giocò più di Baggio, segnò come lui, ma alla fine mise la sua firma sullo scudetto, riportandolo a Torino dopo nove anni di astinenza, e sulla Coppa Italia.

 

In quell'annata giocò 50 partite, segnò 10 gol e compì il primo passo importante della sua carriera. Debuttò anche in Nazionale nel marzo del 1995, realizzando il primo gol in azzurro pochi mesi dopo. Il 13 settembre 1994 realizzò il primo gol in Europa, nell'incontro di Coppa UEFA contro il CSKA Sofia terminato 3-2 per la formazione bulgara, la seconda rete bianconera del momentaneo 2-2. Il gol venne poi annullato in quanto la giustizia sportiva europea annullò la partita per posizione irregolare del giocatore bulgaro Petar Mihtarski, assegnando la vittoria per 3-0 a tavolino alla Juventus.

 

L'anno successivo la Juventus decise di puntare su di lui e lasciò partire Roberto Baggio, non senza perplessità da parte dei tifosi e degli organi di stampa, riguardo al rischio di puntare tutto su un giocatore che aveva ancora molto da dimostrare[senza fonte]. All'età di 20 anni si ritrovò il numero 10 sulle spalle e guidò la Juventus al trionfo in Champions League, edizione in cui nacquero i famosi "gol alla Del Piero", nella finale di Roma contro l'Ajax, segnando 5 gol nelle prime 5 partite ed un gol nella gara dei quarti di finale contro il Real Madrid il 20 marzo del 1996. Alla fine della competizione europea aveva realizzato ben 6 reti e fu vice-capocannoniere dell'edizione. Vinse anche la sua prima Supercoppa Italiana contro il Parma, firmando l'assist del gol di Vialli nella partita vinta per 1-0.

 

Si classificò al 4° posto nella graduatoria del Pallone d'oro nel 1995 e nel 1996 e la sua popolarità all'estero crebbe anche grazie alla vittoria della Coppa Intercontinentale il 26 novembre 1996, contro i campioni sudamericani del River Plate, che lo rese celebre anche in Giappone, dopo il gol da lui stesso segnato. Vinse tra le tante cose anche il Trofeo Bravo 1996 assegnato dal Guerin Sportivo al miglior giocatore giovane d'Europa.

Giocò la stagione 1997-1998 ad altissimo livello, chiudendo con 32 gol in stagione, di cui 21 in campionato e 10 in Champions League, di cui fu capocannoniere, ed uno in Coppa Italia. Con le 32 realizzazioni si piazzò al secondo posto nella classifica delle reti segnate in una sola stagione nella storia della Juventus, dietro a Borel II, primo con 34. Vinse il campionato ai danni dell'Inter di Ronaldo, la Supercoppa Italiana e trascinò la Juventus in finale di Champions League segnando 5 gol nel fase a gironi ed altri 5 nella fase ad eliminazione diretta, realizzandone uno nella gara di andata dei Quarti nell'1-1 contro la Dinamo Kiev e ben 4 in semifinale contro il Monaco, tra il match di andata e quello di ritorno, ma perse la finale contro il Real Madrid, giocata in precarie condizioni fisiche a causa di un precedente infortunio[senza fonte]. Proprio in Champions fu autore del 3° gol più veloce nella storia della competizione, segnando dopo 20.12 secondi[senza fonte] nella partita Manchester United-Juventus terminata 3-2 il 1° ottobre 1997. La grande annata disputata nel 1998 gli valse il primo Oscar del calcio AIC come migliore calciatore italiano.

 

La rinascita(dopo il grande infortunio)

 

Deve quindi molto ad Ancelotti, che gli diede sempre fiducia, tuttavia fu sotto la gestione di Marcello Lippi, tornato sulla panchina della Juventus nella stagione successiva, che visse le sue migliori stagioni del dopo-infortunio: vinse due scudetti tra il 2001 ed il 2003. Nella stagione 2001-2002, insieme al compagno di attacco David Trezeguet, fece registrare il record di coppia offensiva più prolifica d'Europa con 40 gol totali[18] (24 gol il franco-argentino, che gli valsero il primato nella classifica marcatori, insieme a Dario Hubner, e 16 suoi). Ricevette il premio speciale degli Oscar del calcio AIC come Calciatore più amato del 2001 dai tifosi.

 

In questi due anni vinse inoltre due Supercoppe Italiane, segnando una doppietta nella finale giocata contro il Parma il 25 agosto del 2002 vinta 2-1, tornando a segnare con regolarità. Nel 2003 sfiorò anche la vittoria nella finale della Champions League, a cui arrivò dopo la brillante vittoria 3-1 sul Real Madrid del 14 maggio, che ribaltò la sconfitta 2-1 rimediata nell'andata delle semifinali. Contro i madrileni servì l'assist a Trezeguet per il gol dell'1-0 e realizzò con una magia la perla del 2-0.[19][20][21] Nella prima finale tutta italiana della storia[19], la Juventus uscì sconfitta ai tiri di rigore con il Milan.

 

Giocò inoltre due finali di Coppa Italia, perse rispettivamente contro Parma nel 2002 e Lazio nel 2004.

 

Il 31 ottobre del 2001, nell'incontro di Champions League perso contro il Celtic Glasgow 4-3, realizzando il gol dello 0-1, segnò il 27° gol in campo europeo, superando il record di marcature nelle coppe europee con la maglia bianconera precedentemente appartenuto a Roberto Bettega.

 

Nella stagione 2004-2005 il ruolo di titolare fisso nella Juventus venne messo in discussione dall'arrivo di Ibrahimovic e soprattutto di Fabio Capello, che spesso lo relegò in panchina. In realtà giocava spesso da titolare, ma quello che fece più scalpore fu la gestione "part-time" che l'allenatore gli riservò: 37 gare da titolare su 43 convocazioni nella prima stagione con 28 sostituzioni, 25 volte titolare su 46 convocazioni nella stagione successiva con 11 sostituzioni. Inoltre negli scontri più importanti in campionato ed in Champions League, partiva quasi sempre dalla panchina e subentrava ancor più raramente[senza fonte]. Riuscì comunque a segnare ben 14 gol in campionato, più una serie di assist per i compagni di squadra, come quello in rovesciata per la testa di Trezeguet a San Siro l'8 maggio del 2005 nella decisiva vittoria per l'assegnazione dello scudetto sul Milan per 1-0[22], e 3 in Champions League, concludendo la stagione con un computo totale di 17 reti segnate.

 

Nella stagione 2005-2006 segnò 20 gol, dei quali 12 in campionato, memorabile quello su punizione segnato a San Siro contro l'Inter il 12 febbraio 2006 che lanciò la Juventus verso la conquista dello scudetto, 3 in Champions League e 5 in Coppa Italia che lo laurearono capocannoniere della competizione.

 

Grazie alla tripletta realizzata contro la Fiorentina il 10 gennaio 2006, nel ritorno degli ottavi di finale di Coppa Italia, diventò il miglior marcatore bianconero di sempre superando Boniperti.[23]

 

Il posto in Nazionale sembrava venir messo in discussione anche dalle buone prestazioni di altri bomber italiani[senza fonte], ma ottenne ugualmente la convocazione per il Mondiale dato che in quei due anni, nonostante tutto, in totale nella "gestione Capello" segnò 37 gol, di cui 30 decisivi per l'esito finale della partita[senza fonte], vinse due campionati, poi annullati dalla giustizia sportiva, e con la maglia azzurra fornì ottime prestazioni[senza fonte], arricchite da 2 gol e 7 assist, che convinsero il c.t. Marcello Lippi a portarlo con se in Germania.

 

La retrocessione in Serie B

Maglia celebrativa per le 500 presenze con la Juventus

 

In seguito alla retrocessione in Serie B della Juventus decisa dalla sentenza relativa a "Calciopoli", fu tra i pochi campioni della rosa che non lasciò la società e la cui permanenza non venne mai messa in discussione, anche nell'ottica di un possibile futuro da dirigente del club. Gli si presentò dunque la nuova sfida di riportare in massima serie la propria squadra in qualità di neo campione del mondo.

 

All'esordio stagionale ufficiale, il 23 agosto nel secondo turno di Coppa Italia, segnò il gol decisivo per la vittoria 2-1 sul Cesena, dopo solo 10 secondi dal suo ingresso in campo,[24] stabilendo il suo record personale[senza fonte]. Si ripetè anche nel turno successivo contro il Napoli, ma i suoi 2 gol non bastarono per passare il turno alla Juventus, che venne sconfitta dai partenopei ai rigori.

 

Sabato 16 settembre 2006 scese in campo per la 500esima partita ufficiale tra i professionisti, di cui 486 con la Juventus e 14 con il Padova. In tale circostanza segnò il gol che sancì la vittoria per 2-1 della Juventus contro il Vicenza, prima vittoria del club torinese nel torneo cadetto ed il 28 ottobre segnò il suo duecentesimo gol in maglia bianconera contro il Frosinone, entrando definitivamente nella storia del club torinese.[25]

 

Il 20 gennaio 2007, nel corso di Juventus-Bari, tagliò un traguardo che solo altri due grandi calciatori del passato, Scirea e Furino, erano riusciti a raggiungere, quello delle 500 partite ufficiali giocate in maglia bianconera. La partita terminò 4-2 e celebrò il suo record con un gol e due assist decisivi per Trézéguet e Nedvěd.[26] Gli venne consegnata una targa in onore delle cinquecento partite ed il modellino del nuovo modello della FIAT 500 personalizzata per l'importante l'occasione.[27]

 

Il 19 maggio 2007 fu grande protagonista della vittoria 1-5 sull'Arezzo, con cui la Juventus ottenne la matematica certezza del ritorno in Serie A con 2 reti e 2 assist.[28] Alla fine del campionato, il 10 giugno, i suoi gol in totale furono 20 e gli consentirono di vincere il titolo di capocannoniere della serie cadetta.

 

Il ritorno in Serie A

Del Piero con la maglia della Juventus

 

Il 3 settembre successivo è stato premiato con il Golden Foot 2007, piazzandosi davanti a Roberto Carlos e David Beckham.[29]

 

Ormai bandiera della Juventus, il 15 ottobre ha rinnovato il contratto fino al 2010, con una riduzione dell'ingaggio a 4 milioni di Euro per il primo anno e 3,5 per il secondo.[30]

 

Nella stagione 2007-2008 ha portato la sua Juventus al terzo posto in classifica e, per la prima volta, ha vinto il titolo di capocannoniere in Serie A con i 21 gol realizzati, che gli hanno permesso di portarsi in testa alla classifica marcatori con una lunghezza di vantaggio sul compagno di squadra David Trezeguet e due sulla rivelazione del campionato, il genoano Marco Borriello.

 

Sabato 22 marzo, nella partita Inter-Juventus finita 2-1 per i bianconeri valevole per la trentesima giornata di Serie A, ha eguagliato il record di Gaetano Scirea raggiungendo le 552 presenze con la maglia bianconera,[31] mentre il 6 aprile ha giocato la partita numero 553, persa a Palermo 3-2, diventando il calciatore con più presenze nella storia della società torinese.[32]

 

Prima dell'ultima partita di campionato, che ha visto la Juventus confrontarsi con la Sampdoria a Marassi il 17 maggio, ha annunciato di voler vincere il titolo di capocannoniere insieme al compagno di squadra Trezeguet, con cui era fermo a 19 realizzazioni.[33] Dopo aver aperto le marcature al sesto del primo tempo, al 15° minuto ha subito un fallo per cui viene concesso un rigore che, fedele al suo proposito, ha lasciato battere al compagno di squadra che, trasformandolo, lo ha raggiunto in vetta alla classifica marcatori. Successivamente però, nuovamente atterrato in area al 68°, ha guadagnato un nuovo calcio di rigore di cui si è incaricato direttamente e la cui trasformazione gli è valsa la vetta solitaria della classifica marcatori.[34]

 

Ha terminato quindi la stagione aggiudicandosi il primo posto nella classifica capocannonieri di serie A con 21 gol segnati, diventando il secondo giocatore in Italia ad essere riuscito in due anni consecutivi a vincere questa classifica in Serie B ed in Serie A, record fino a quel momento detenuto solo da Paolo Rossi, che lo conquistò con la maglia del Lanerossi Vicenza tra le stagioni 1976-1977 e 1977-1978.

 

Il ritorno in Champions League

 

Nella stagione 2008-2009, dopo oltre due anni, torna a disputare la UEFA Champions League. Il 13 agosto 2008, all'Olimpico di Torino la Juventus affronta i preliminari per l'accesso al tabellone principale e realizza contro gli slovacchi dell'Artmedia Bratislava il gol del raddoppio con un destro a giro sul secondo palo dal limite dell'area.[35] Il 17 settembre, segna contro lo Zenit San Pietroburgo un gol su punizione da 38 metri di distanza che decreta la vittoria dei bianconeri[36], mentre il 21 ottobre, nel terzo turno della prima fase a gironi, conclude una triangolazione con Amauri con una parabola a girare da fuori area, segnando il primo dei due gol che decretano la sconfitta del Real Madrid.[37] Si ripete nella gara di ritorno del 5 novembre al Santiago Bernabéu, realizzando entrambe le reti della vittoria della Juventus sul Real, diventando il primo giocatore di una squadra italiana a segnare una doppietta nello stadio spagnolo[38] ed incantando il pubblico, che gli tributa una standing ovation al momento dell'uscita dal campo.[39]

 

Il 29 novembre in Juventus-Reggina, 14a giornata del campionato di Serie A, segna il 250° gol con la maglia bianconera, realizzando il rigore del definitivo 4-0.[40] Secondo un sondaggio svolto verso la fine del 2008 dal Tg1, è risultato il migliore atleta italiano dell'anno.[41]

 

Chiude il 2008, il suo anno più prolifico, con 28 gol realizzati di cui 20 in serie A che lo laureano capocannoniere dell'anno solare.[42][43]

 

Il 19 gennaio 2009, viene premiato dall'Associazione Italiana Calciatori con tre Oscar del calcio in qualità di miglior calciatore italiano, miglior cannoniere dell'anno solare 2008 e come calciatore più amato dal pubblico.[44]

 

Nazionale

 

Nazionali giovanili

 

Nel 1991 fu convocato nella Nazionale giovanile Under-17 per partecipare al Mondiale di categoria. Giocò le 3 partite del gruppo A contro USA, Cina ed Argentina, realizzando una rete contro gli asiatici.

 

Tra il 1992 ed il 1993 giocò 14 partite con l'Under-18, segnando 12 reti.

 

Il 20 gennaio 1993, quando ancora militava nel Padova, esordì nella selezione Under-21 di Cesare Maldini, nell'amichevole vinta 1-0 contro la Romania. Nel 1994 partecipò alle qualificazioni all'Europeo Under-21, giocando anche la gara di ritorno dei Quarti di finale contro la Cecoslovacchia in cui realizzò il primo gol con gli azzurrini. Giocò anche alcune partite di qualificazione all'Europeo successivo, disputanto entrambe le gare dei Quarti di finale contro il Portogallo. In totale vestì in 12 occasioni la maglia dell'Under-21 realizzando 3 reti, quella contro la Cecoslovacchia e due il 21 febbraio 1996 in amichevole contro l'Ungheria.

 

Nazionale A

 

Esordì nella Nazionale maggiore sotto la guida di Arrigo Sacchi a 20 anni, il 25 marzo 1995 in Italia-Estonia 4-1, mentre il primo gol lo segnò il 24 gennaio 1996 in Italia-Galles 3-0.

 

Euro 1996

 

Nel 1996 fu convocato dallo stesso commissario tecnico di Fusignano per il Campionato europeo in Inghilterra, a cui ha partecipò con il numero 14. Nella breve avventura degli azzurri, conclusasi al primo turno, fu impiegato solamente nella gara inaugurale, giocata l'11 giugno ad Anfield (Liverpool) contro la Russia, come esterno di centrocampo, uscendo alla fine del primo tempo per far posto a Roberto Donadoni.[45]

 

Torneo di Francia 1997

 

L'anno successivo pece parte della selezione del nuovo c.t Cesare Maldini che giocò il "Torneo di Francia", competizione amichevole svoltasi dal 3 all'11 giugno 1997 ed organizzata dalla federazione francese come banchetto di prova del mondiale che si sarebbe tenuto l'anno dopo, partecipandovi con il numero 20. Oltre ad Italia e Francia, Brasile ed Inghilterra erano le altre due squadre che si affrontarono nel torneo. Delle tre gare previste, giocò contro i brasiliani nella seconda giornata, realizzando due reti nel 3-3 finale, e contro i francesi nella terza, realizzando al 90° minuto la rete del definitivo 2-2. I tre gol realizzati gli permisero di laurearsi capocannoniere della competizione, che fu vinta dalla Nazionale inglese.

 

Francia 1998

 

Nel 1998 venne convocato, ancora da Maldini, per il Mondiale tenutosi in Francia, dopo la stagione brillante con la Juventus, terminata con 21 reti in campionato e 10 in Champions League, per cui scelse il numero 10. L'infortunio muscolare che patì pochi giorni prima dell'inizio della competizione mondiale, nella finale della Champions contro il Real Madrid, lo fece arrivare in condizioni di forma precarie e favorì Roberto Baggio, il cui stato di forma eccezionale contribuì a schierare gran parte della stampa a suo favore. Esordì nella seconda gara della fase a gironi, il 17 giugno nel 3-0 dell'Italia sul Camerun, subentrando a Baggio al 65° minuto.[46] Nella terza partita del Gruppo B contro l'Austria, partì titolare, ma lasciò il posto al 72° minuto a Baggio, che al 89° segnò il secondo gol azzurro.[47] Giocò titolare anche nelle due seguenti gare, l'ottavo di finale vinto 1-0 contro la Norvegia[48] ed il quarto perso ai rigori 3-4 contro la Francia, in cui si ripetè la staffetta con Baggio.[49] Terminò quindi la sua prima competizione mondiale con 4 presenze e nessuna rete.

 

Belgio-Olanda 2000

 

Nell'estate del 2000 fu scelto dal nuovo c.t. Dino Zoff per il Campionato europeo in Belgio ed Olanda, a cui partecipò ancora con il numero 10 sulle spalle. Debuttò l'11 giugno nella prima gara del Gruppo B, la vittoria dell'Italia sulla Turchia 2-1, subentrando a 15 minuti dal termine a Fiore.[50] Partì dalla panchina anche il 14 giugno nella seconda gara, vinta 2-0 contro il Belgio, subentrando a Totti nel corso della ripresa.[51] mentre nell'ultima partita del girone contro la Svezia scese in campo dal primo minuto, fornendo l'assist a Di Biagio per il momentaneo 1 a 0 e realizzando all'88° il gol del definitivo 2-1, con un gran tiro che si infilò all'incrocio dei pali della porta di Magnus Hedman.[52] Nella gara dei Quarti di finale contro la Romania pagò il rendimento altalenante e partì nuovamente dalla panchina, alternandosi ancora un volta con Totti, a cui subentrò al 75° minuto, a risultato ormai acquisito.[53] Nella semifinale contro i padroni di casa dell'Olanda partì titolare al posto di Totti e giocò tutti i 120 minuti, sacrificandosi come terzino a causa dell'espulsione di Zambrotta, avvenuta nel primo tempo regolamentare.[54]

 

Nella finale persa contro la Francia subentrò a Fiore al 53° minuto, due minuti prima che l'Italia passasse in vantaggio. Successivamente fallì il gol del raddoppio al 59° quando, liberato da Totti, calciò a lato davanti a Barthez ed il possibile golden gol al nono minuto del primo tempo supplementare.[55]

 

Giappone e Corea 2002

 

Nel 2002 venne convocato per il suo secondo Mondiale, giocato in Corea del Sud e Giappone, dal commissario tecnico Giovanni Trapattoni, per cui vestì il numero 7, che lo accompagnerà anche nelle competizioni degli anni successivi. Anche durante questa edizione visse la staffetta con l'altro fantasista della squadra, Francesco Totti, e già nella prima gara del gruppo G, giocata il 3 giugno contro l'Ecuador e vinta 2-0, subentrò al romanista a 16 minuti dal termine.[56] Rimase in panchina per tutti i 90 minuti della seconda partita, persa contro la Croazia 2-1,[57] mentre nella terza, giocata il 13 giugno contro il Messico, entrò al posto di Totti a 12 minuti dal termine, segnando all'85° il gol del definitivo pareggio,[58] dedicato alla memoria del padre scomparso da poco, che permise all'Italia di qualificarsi per gli Ottavi. Nella prima gara della fase ad eliminazione diretta, giocata contro i padroni di casa della Corea del Sud, partì titolare insieme a Totti e venne sostituito da Gattuso al 61° minuto, sull'1-0 per gli azzurri. Seol Ki-Hyeon all'88° ed Ahn Jung-Hwan al 119° ribaltarono il risultato e condannarono l'Italia all'eliminazione. Terminò il suo secondo Mondiale con 89 minuti giocati in 3 gare ed una rete, la prima in questo tipo di competizione.

 

Portogallo 2004

 

In sei partite delle qualificazioni al Campionato europeo del 2004 andò a segno cinque volte e venne convocato per la competizione giocata in Portogallo da Trapattoni. Partì titolare in tutte le tre gare del Gruppo C: nella prima, 0-0 contro la Danimarca, giocò insieme a Totti alle spalle di Vieri, e venne sostituito al 64° minuto da Cassano;[59] nella seconda, pareggiata 1-1 contro la Svezia, affiancò lo stesso Cassano a supporto di Vieri. Durante la gara ebbe due buone occasioni, ma la difesa svedese riuscì ad evitare la rete in entrambe ed all'82° lasciò il posto a Camoranesi, tre minuti prima che Ibrahimovic pareggi il gol di Cassano.[60] Nella decisiva sfida contro la Bulgaria indossò la fascia di capitano e rimase in campo per l'intera durata della gara, supportando insieme a Cassano, prima Corradi e poi Vieri. L'Italia riuscì a vincere 2-1, ma il pareggio 2-2 tra Svezia e Danimarca la condannò all'eliminazione.[61]

 

Germania 2006

Del Piero dopo Germania-Italia

 

Nel 2006 è Marcello Lippi, il tecnico che lo ha lanciato nella Juventus, il c.t. della Nazionale. Viene dunque convocato per il suo terzo Mondiale in cui ha vissuto di nuovo il dualismo con Totti. Nella prima partita del gruppo E, giocata il 12 giugno contro il Ghana e vinta 2-0, è partito dalla panchina e subentrto a Luca Toni ad otto minuti da termine,[62] stessa sorte che gli è capitata nella seconda gara, pareggiata 1-1 contro gli Stati Uniti, nella quale è entrato al 54° al posto di Zaccardo, aumentando senza risultati la spinta offensiva.[63][64] Nella terza e decisiva partita contro la Repubblica Ceca, ha assistito alla vittoria 2-0 rimanendo seduto in panchina per tutti i 90 minuti.[65] È partito invece titolare nell'Ottavo di finale contro l'Australia, in cui è stato preferito a Totti[66], che gli è subentrato poi al 75° minuto, realizzando il gol vittoria al 95° su calcio di rigore.[67] L'avversaria del Quarto di finale è stata l'Ucraina di Andrij Ševčenko e, ancora una volta, Totti gli è stato preferito per agire alle spalle dell'unica punta Toni.[68] Per la seconda volta nel torneo, ha assistito alla vittoria degli azzurri, 3-0, senza scendere in campo.[69] I tre gol agli ucraini hanno proiettato l'Italia nella semifinale con la Germania in cui Lippi ha confermato il modulo della gara precedente, 4-4-1-1 con Totti dietro a Toni[70]. È partito quindi ancora dalla panchina ed è entrato al termine del primo tempo supplementare al posto di Perrotta, in un Italia che lo ha visto schierato contemporaneamente a Totti, Gilardino e Iaquinta, in cerca del gol vittoria. Dopo aver sbagliato una prima occasione davanti a Jens Lehmann ed aver assistito al vantaggio siglato da Grosso, al 121° ha realizzato il gol del definitivo 2-0, finalizzando il contropiede lanciato da Cannavaro e Gilardino, con un'invenzione all'incrocio dei pali.[71][72] La finale del torneo ha visto l'Italia contrapposta alla Francia, bestia nera degli azzurri nel 1998 e nel 2000. Il 9 luglio all'Olympiastadion di Berlino è partito ancora dalla panchina, entrando a 4 minuti dalla fine dei tempi regolamentari, ma nei supplementari non è riuscito ad incidere nonostante fosse più fresco degli avversari. Ha realizzato poi il quarto dei cinque rigori che hanno assegnato all'Italia il titolo di Campione del Mondo.[73][74] Per il merito sportivo acquisito con la conquista del campionato del mondo è stato insignito il 12 dicembre 2006, insieme a tutta la delegazione azzurra, del titolo di Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica, dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

 

Austria e Svizzera 2008

 

Il 19 settembre del 2007, dopo il pareggio 0-0 a San Siro contro la Francia nella fase di qualificazione all'Europeo 2008, da tempo insoddisfatto per il modo in cui viene impiegato, chiede pubblicamente di non essere più convocato se non per giocare come attaccante e non spostato sulla fascia, come invece viene impiegato dal c.t. Roberto Donadoni, pur sapendo che potrebbe significare l'addio alla Nazionale,[75] che di fatto avviene, in quanto non viene più convocato per le restanti gare di qualificazione. Tuttavia la grande stagione disputata con la maglia della Juventus, condita dalla vittoria in classifica marcatori, lo porta ad essere comunque convocato per l'Europeo in Austria e Svizzera.

 

A causa dell'infortunio di Cannavaro eredita la fascia di capitano della selezione azzurra[76] ma, nella prima gara del Gruppo C, giocata il 9 giugno allo Stade de Suisse di Berna contro l'Olanda e persa 3-0, parte dalla panchina subentrando a Di Natale al 64° minuto. Nonostante si renda pericoloso più volte davanti all'ex compagno di club Edwin van der Sar, non riesce a rendere la sconfitta meno netta.[77] Il 13 giugno parte titolare nella gara pareggiata 1-1 contro la Romania al Letzigrund Stadion di Zurigo, al posto di Di Natale. Va subito vicino al gol nei minuti iniziali, ma si defila sempre più nel corso della partita e viene sostituito da Quagliarella a 13 minuti dal termine.[78] Nella decisiva sfida con la Francia del 17 giugno assiste dalla panchina alla vittoria 2-0 degli azzurri, che si qualificano per il Quarto di finale.[79] Avversaria nella prima partita della fase ad eliminzione diretta è la Spagna, futura campionessa. Donadoni per l'ennesima volta gli preferisce Perrotta e rimane in panchina per 108 minuti, entrando solamente in prospettiva dei tiri di rigore. Designato come quinto ed ultimo rigorista, gli errori di De Rossi e Di Natale non gli consentono di presentarsi sul dischetto.[80]

 

Statistiche

 

Presenze e reti nei club

Per approfondire, vedi la voce Record e statistiche della Juventus Football Club.

 

Con la maglia bianconera ha segnato finora 254 gol, di cui 166 su azione, 52 su calcio di rigore e 36 su calcio di punizione.[81]

 

Per quanto riguarda i calci di rigore, ne ha realizzati 52 su 65: 42 su 53 in Serie A, 2 su 3 in Serie B, 5 su 6 in Champions, 3 su 3 nelle Coppe italiane.[82]

 

Il 10 gennaio 2006 supera il record della bandiera storica del club, Giampiero Boniperti, per numero di gol in maglia bianconera, segnando 182 reti. Inoltre, con 48 reti, detiene il record di marcature in competizioni europee con la Juventus.

 

Fra i bomber di tutti i tempi della Serie A è attualmente al 15° posto con 162 reti, al 2° posto considerando solo quelli in attività, dietro a Francesco Totti (170), mentre nelle competizioni UEFA per club è 10° nella classifica generale con 49 reti, 8° se si considerano solo i marcatori in UEFA Champions League con 43 reti.

 

È attualmente secondo tra i giocatori che hanno segnato di più nella stessa squadra, a quota 254 reti con la maglia della Juve, dietro a Meazza, a quota 282 reti con la maglia dell'Inter.

 

Detiene il record di presenze con la maglia bianconera, con 589 partite ufficiali, superando Gaetano Scirea fermatosi a 552.

 

Statistiche aggiornate al 25 febbraio 2009

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale

Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti

1991-1992 Bandiera dell'Italia Padova B 4 0 CI 0 0 - - - - - - 4 0

1992-1993 B 10 1 CI 0 0 - - - - - - 10 1

Totale Padova 14 1 0 0 14 1

1993-1994 Bandiera dell'Italia Juventus A 11 5 CI 1 0 CU 2 0 - - - 14 5

1994-1995 A 29 8 CI 10 1 CU 11 1 - - - 50 10

1995-1996 A 29 6 CI 2 1 UCL 11 6 SI 1 0 43 13

1996-1997 A 22 8 CI 4 0 UCL 6 4 SE+CI 2+1 2+1 35 15

1997-1998 A 32 21 CI 4 1 UCL 10 10 SI 1 0 47 32

1998-1999 A 8 2 CI 1 0 UCL 4 0 SI 1 1 14 3

1999-2000 A 34 9 CI 2 1 CI+CU 3+6 1+1 - - - 45 12

2000-2001 A 25 9 CI 2 0 UCL 6 0 - - - 33 9

2001-2002 A 32 16 CI 4 1 UCL 10 4 - - - 46 21

2002-2003 A 24 16 CI 0 0 UCL 13 5 SI 1 2 38 23

2003-2004 A 22 8 CI 4 3 UCL 4 3 SI 1 0 31 14

2004-2005 A 30 14 CI 1 0 UCL 10[83] 3 - - - 41 17

2005-2006 A 33 12 CI 4 5 UCL 7 3 SI 1 0 45 20

2006-2007 B 35 20 CI 2 3 - - - - - - 37 23

2007-2008 A 37 21 CI 4 3 - - - - - - 41 24

2008-2009 A 19 7 CI 2 1 UCL 8[84] 5 - - - 29 13

Totale Juventus 422 182 47 20 111 46 9 6 589 254

Totale 436 183 47 20 111 46 9 6 603 255

 

Cronologia presenze e reti in Nazionale

Per approfondire, vedi la voce Record individuali in Nazionale.

 

Al 10 settembre 2008 vanta 91 presenze in Nazionale A, di cui 7 da capitano. Ha segnato 27 reti, 8 nelle qualificazioni agli Europei, 6 nelle qualificazioni ai Mondiali, 7 in amichevole, 3 nel Torneo di Francia, 2 ai Mondiali ed una agli Europei, ed è il capocannoniere in attività della Nazionale.

 

Secondo questi dati risulta attualmente:

 

* 5° per numero di presenze dopo P. Maldini (126), F. Cannavaro (121) Zoff (112) e Facchetti (94);

* 4° per numero di reti dopo Riva (35), Meazza (33) e Piola (30) ed a pari merito con Roberto Baggio (27).

 

 

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Cronologia completa delle presenze e delle reti in Nazionale - Bandiera dell'Italia Italia

Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note

25/03/1995 Salerno Italia Bandiera dell'Italia 4 – 1 Bandiera dell'Estonia Estonia Qual. Euro 1996 -

19/06/1995 Losanna Svizzera Bandiera della Svizzera 0 – 1 Bandiera dell'Italia Italia Centenario Fed.Svizzera -

21/06/1995 Zurigo Italia Bandiera dell'Italia 0 – 2 Bandiera della Germania Germania Centenario Fed.Svizzera -

06/09/1995 Udine Italia Bandiera dell'Italia 1 – 0 Bandiera della Slovenia Slovenia Qual. Euro 1996 -

08/10/1995 Spalato Croazia Bandiera della Croazia 1 – 1 Bandiera dell'Italia Italia Qual. Euro 1996 -

11/11/1995 Bari Italia Bandiera dell'Italia 3 – 1 Bandiera dell'Ucraina Ucraina Qual. Euro 1996 -

15/11/1995 Reggio Emilia Italia Bandiera dell'Italia 4 – 0 Bandiera della Lituania Lituania Qual. Euro 1996 1 (gol contestato)[85]

24/01/1996 Terni Italia Bandiera dell'Italia 3 – 0 Bandiera del Galles Galles Amichevole 1

29/05/1996 Cremona Italia Bandiera dell'Italia 2 – 2 Bandiera del Belgio Belgio Amichevole 1

01/06/1996 Budapest Ungheria Bandiera dell'Ungheria 0 – 2 Bandiera dell'Italia Italia Amichevole -

11/06/1996 Liverpool Russia Bandiera della Russia 1 – 2 Bandiera dell'Italia Italia Euro 1996 - 1° Turno -

22/01/1997 Palermo Italia Bandiera dell'Italia 2 – 0 Bandiera dell'Irlanda del Nord Irlanda del Nord Amichevole 1 (gol contestato)[85]

08/06/1997 Lione Italia Bandiera dell'Italia 3 – 3 Bandiera del Brasile Brasile Torneo di Francia 2

11/06/1997 Parigi Italia Bandiera dell'Italia 2 – 2 Bandiera della Francia Francia Torneo di Francia 1

11/10/1997 Roma Italia Bandiera dell'Italia 0 – 0 Bandiera dell'Inghilterra Inghilterra Qual. Mondiali 1998 -

29/10/1997 Mosca Russia Bandiera della Russia 1 – 1 Bandiera dell'Italia Italia Qual. Mondiali 1998 -

15/11/1997 Napoli Italia Bandiera dell'Italia 1 – 0 Bandiera della Russia Russia Qual. Mondiali 1998 -

28/01/1998 Catania Italia Bandiera dell'Italia 3 – 0 Bandiera della Slovacchia Slovacchia Amichevole 1

22/04/1998 Parma Italia Bandiera dell'Italia 3 – 1 Bandiera del Paraguay Paraguay Amichevole -

17/06/1998 Montpellier Italia Bandiera dell'Italia 3 – 0 Bandiera del Camerun Camerun Mondiali 1998 - 1° Turno -

23/06/1998 Saint-Denis Italia Bandiera dell'Italia 2 – 1 Bandiera dell'Austria Austria Mondiali 1998 - 1° Turno -

27/06/1998 Marsiglia Italia Bandiera dell'Italia 1 – 0 Bandiera della Norvegia Norvegia Mondiali 1998 - Ottavi -

03/07/1998 Parigi Italia Bandiera dell'Italia 0 – 0 dts

(3-4 dcr) Bandiera della Francia Francia Mondiali 1998 - Quarti -

05/09/1998 Liverpool Galles Bandiera del Galles 0 – 2 Bandiera dell'Italia Italia Qual. Euro 2000 -

10/10/1998 Udine Italia Bandiera dell'Italia 2 – 0 Bandiera della Svizzera Svizzera Qual. Euro 2000 2

09/10/1999 Minsk Bielorussia Bandiera della Bielorussia 0 – 0 Bandiera dell'Italia Italia Qual. Euro 2000 -

13/11/1999 Lecce Italia Bandiera dell'Italia 1 – 3 Bandiera del Belgio Belgio Amichevole -

23/02/2000 Palermo Italia Bandiera dell'Italia 1 – 0 Bandiera della Svezia Svezia Amichevole 1

29/03/2000 Barcellona Spagna Bandiera della Spagna 2 – 0 Bandiera dell'Italia Italia Amichevole -

03/06/2000 Oslo Norvegia Bandiera della Norvegia 1 – 0 Bandiera dell'Italia Italia Amichevole -

11/06/2000 Arnhem Turchia Bandiera della Turchia 1 – 2 Bandiera dell'Italia Italia Euro 2000 - 1° Turno -

14/06/2000 Bruxelles Italia Bandiera dell'Italia 2 – 0 Bandiera del Belgio Belgio Euro 2000 - 1° Turno -

19/06/2000 Eindhoven Italia Bandiera dell'Italia 2 – 1 Bandiera della Svezia Svezia Euro 2000 - 1° Turno 1

24/06/2000 Bruxelles Italia Bandiera dell'Italia 2 – 0 Bandiera della Romania Romania Euro 2000 - Quarti -

29/06/2000 Amsterdam Italia Bandiera dell'Italia 0 – 0 dts

(3-1 dcr) Bandiera dell'Olanda Olanda Euro 2000 - Semif. -

02/07/2000 Rotterdam Francia Bandiera della Francia 2 – 1 gg Bandiera dell'Italia Italia Euro 2000 - Finale - 2° Posto

03/09/2000 Budapest Ungheria Bandiera dell'Ungheria 2 – 2 Bandiera dell'Italia Italia Qual. Mondiali 2002 -

07/10/2000 Milano Italia Bandiera dell'Italia 3 – 0 Bandiera della Romania Romania Qual. Mondiali 2002 -

11/10/2000 Ancona Italia Bandiera dell'Italia 2 – 0 Bandiera della Georgia Georgia Qual. Mondiali 2002 2

15/11/2000 Torino Italia Bandiera dell'Italia 1 – 0 Bandiera dell'Inghilterra Inghilterra Amichevole -

24/03/2001 Bucarest Romania Bandiera della Romania 0 – 2 Bandiera dell'Italia Italia Qual. Mondiali 2002 -

28/03/2001 Trieste Italia Bandiera dell'Italia 4 – 0 Bandiera della Lituania Lituania Qual. Mondiali 2002 2

02/06/2001 Tbilisi Georgia Bandiera della Georgia 1 – 2 Bandiera dell'Italia Italia Qual. Mondiali 2002 -

01/09/2001 Kaunas Lituania Bandiera della Lituania 0 – 0 Bandiera dell'Italia Italia Qual. Mondiali 2002 -

06/10/2001 Parma Italia Bandiera dell'Italia 1 – 0 Bandiera dell'Ungheria Ungheria Qual. Mondiali 2002 1

07/11/2001 Saitama Giappone Bandiera del Giappone 1 – 1 Bandiera dell'Italia Italia Amichevole -

13/02/2002 Catania Italia Bandiera dell'Italia 1 – 0 Bandiera degli Stati Uniti Stati Uniti Amichevole 1

17/04/2002 Milano Italia Bandiera dell'Italia 1 – 1 Bandiera dell'Uruguay Uruguay Amichevole -

18/05/2002 Praga Repubblica Ceca Bandiera della Repubblica Ceca 1 – 0 Bandiera dell'Italia Italia Amichevole -

03/06/2002 Sapporo Italia Bandiera dell'Italia 2 – 0 Bandiera dell'Ecuador Ecuador Mondiali 2002 - 1° Turno -

13/06/2002 Ōita Italia Bandiera dell'Italia 1 – 1 Bandiera del Messico Messico Mondiali 2002 - 1° Turno 1

18/06/2002 Daejeon Italia Bandiera dell'Italia 1 – 2 gg Bandiera della Corea del Sud Corea del Sud Mondiali 2002 - Ottavi -

21/08/2002 Trieste Italia Bandiera dell'Italia 0 – 1 Bandiera della Slovenia Slovenia Amichevole -

07/09/2002 Baku Azerbaigian Bandiera dell'Azerbaigian 0 – 2 Bandiera dell'Italia Italia Qual. Euro 2004 1

12/10/2002 Napoli Italia Bandiera dell'Italia 1 – 1 Bandiera della Serbia e Montenegro Serbia e Montenegro Qual. Euro 2004 1

16/10/2002 Cardiff Galles Bandiera del Galles 2 – 1 Bandiera dell'Italia Italia Qual. Euro 2004 1

20/11/2002 Pescara Italia Bandiera dell'Italia 1 – 1 Bandiera della Turchia Turchia Amichevole -

11/06/2003 Helsinki Finlandia Bandiera della Finlandia 0 – 2 Bandiera dell'Italia Italia Qual. Euro 2004 1

20/08/2003 Stoccarda Germania Bandiera della Germania 0 – 1 Bandiera dell'Italia Italia Amichevole -

06/09/2003 Milano Italia Bandiera dell'Italia 4 – 0 Bandiera del Galles Galles Qual. Euro 2004 1

10/09/2003 Belgrado Serbia e Montenegro Bandiera della Serbia e Montenegro 1 – 1 Bandiera dell'Italia Italia Qual. Euro 2004 -

18/02/2004 Palermo Italia Bandiera dell'Italia 2 – 2 Bandiera della Repubblica Ceca Repubblica Ceca Amichevole -

30/05/2004 Tunisi Tunisia Bandiera della Tunisia 0 – 4 Bandiera dell'Italia Italia Amichevole -

14/06/2004 Guimarães Danimarca Bandiera della Danimarca 0 – 0 Bandiera dell'Italia Italia Euro 2004 - 1° Turno -

18/06/2004 Oporto Italia Bandiera dell'Italia 1 – 1 Bandiera della Svezia Svezia Euro 2004 - 1° Turno -

22/06/2004 Guimarães Italia Bandiera dell'Italia 2 – 1 Bandiera della Bulgaria Bulgaria Euro 2004 - 1° Turno -

08/09/2004 Chişinău Moldavia Bandiera della Moldavia 0 – 1 Bandiera dell'Italia Italia Qual. Mondiali 2006 1

17/08/2005 Dublino Irlanda Bandiera dell'Irlanda 1 – 2 Bandiera dell'Italia Italia Amichevole -

12/10/2005 Lecce Italia Bandiera dell'Italia 2 – 1 Bandiera della Moldavia Moldavia Qual. Mondiali 2006 -

12/11/2005 Amsterdam Olanda Bandiera dell'Olanda 1 – 3 Bandiera dell'Italia Italia Amichevole -

16/11/2005 Ginevra Italia Bandiera dell'Italia 1 – 1 Bandiera della Costa d'Avorio Costa d'Avorio Amichevole -

01/03/2006 Firenze Italia Bandiera dell'Italia 4 – 1 Bandiera della Germania Germania Amichevole 1

31/05/2006 Ginevra Svizzera Bandiera della Svizzera 1 – 1 Bandiera dell'Italia Italia Amichevole -

02/06/2006 Losanna Italia Bandiera dell'Italia 0 – 0 Bandiera dell'Ucraina Ucraina Amichevole -

12/06/2006 Hannover Italia Bandiera dell'Italia 2 – 0 Bandiera del Ghana Ghana Mondiali 2006 - 1° Turno -

17/06/2006 Kaiserslautern Italia Bandiera dell'Italia 1 – 1 Bandiera degli Stati Uniti Stati Uniti Mondiali 2006 - 1° Turno -

26/06/2006 Kaiserslautern Italia Bandiera dell'Italia 1 – 0 Bandiera dell'Australia Australia Mondiali 2006 - Ottavi -

04/07/2006 Dortmund Germania Bandiera della Germania 0 – 2 dts Bandiera dell'Italia Italia Mondiali 2006 - Semif. 1

09/07/2006 Berlino Italia Bandiera dell'Italia 1 – 1 dts

(5-3 dcr) Bandiera della Francia Francia Mondiali 2006 - Finale - 4° Titolo Mondiale

07/10/2006 Roma Italia Bandiera dell'Italia 2 – 0 Bandiera dell'Ucraina Ucraina Qual. Euro 2008 -

28/03/2007 Bari Italia Bandiera dell'Italia 2 – 0 Bandiera della Scozia Scozia Qual. Euro 2008 -

02/06/2007 Tórshavn Isole Fær Øer Bandiera delle Isole Fær Øer 1 – 2 Bandiera dell'Italia Italia Qual. Euro 2008 -

06/06/2007 Kaunas Lituania Bandiera della Lituania 0 – 2 Bandiera dell'Italia Italia Qual. Euro 2008 -

22/08/2007 Budapest Ungheria Bandiera dell'Ungheria 3 – 1 Bandiera dell'Italia Italia Amichevole -

08/09/2007 Milano Italia Bandiera dell'Italia 0 – 0 Bandiera della Francia Francia Qual. Euro 2008 -

30/05/2008 Firenze Italia Bandiera dell'Italia 3 – 1 Bandiera del Belgio Belgio Amichevole -

09/06/2008 Berna Olanda Bandiera dell'Olanda 3 – 0 Bandiera dell'Italia Italia Euro 2008 - 1° Turno -

13/06/2008 Zurigo Italia Bandiera dell'Italia 1 – 1 Bandiera della Romania Romania Euro 2008 - 1° Turno -

13/06/2008 Vienna Spagna Bandiera della Spagna 0 – 0

(4-2 dcr) Bandiera dell'Italia Italia Euro 2008 - Quarti -

20/08/2008 Nizza Italia Bandiera dell'Italia 2 – 2 Bandiera dell'Austria Austria Amichevole -

10/09/2008 Udine Italia Bandiera dell'Italia 2 – 0 Bandiera della Georgia Georgia Qual. Mondiali 2010 -

Totale Presenze (5°posto) 91 Reti (4°posto) 27

Palmarès

Club

Titoli giovanili

 

* Campionato Giovanissimi

 

Padova: 1989-1990

 

* Campionato Primavera: 1

 

Juventus: 1993-1994

 

* Torneo di Viareggio: 1

 

Juventus: 1994

 

Competizioni nazionali

 

* Campionato italiano: 5 (+1)

 

Juventus: 1994-1995, 1996-1997, 1997-1998, 2001-2002, 2002-2003 (+ 2004-2005 revocato)

 

* Campionato italiano di Serie B: 1

 

Juventus: 2006-2007

 

* Coppa Italia: 1

 

Juventus: 1994-1995

 

* Supercoppa italiana: 4

 

Juventus: 1995, 1997, 2002, 2003

 

Competizioni internazionali

 

* Champions League: 1

 

Juventus: 1995-1996

 

* Supercoppa UEFA: 1

 

Juventus: 1996

 

 

 

* Coppa Intercontinentale: 1

 

Juventus: 1996

 

* Coppa Intertoto: 1

 

Juventus: 1999

 

Nazionale

 

* Campionato del mondo: 1

 

Germania 2006

 

Individuali

 

* Incluso nel FIFA 100

* Miglior calciatore nella finale di Coppa Intercontinentale: 1996

* Trofeo Bravo - Miglior giovane d'europa: 1996

* Golden Foot: 2007

* Telegatti 2007 - Categoria sport - Miglior sportivo 2007

* Premio Nazionale Carriera Esemplare "Gaetano Scirea": 2008

* Premio TG1 - Miglior Atleta: 2008 [86][87]

 

* Oscar del calcio AIC: 5

 

Migliore calciatore italiano: 1998, 2008

Calciatore più amato dai tifosi: 2001, 2008

Migliore cannoniere: 2008

 

* Capocannoniere della UEFA Champions League: 1

 

1997-1998 (10 gol)

 

* Capocannoniere della Serie A: 1

 

2007-2008 (21 gol)

 

* Capocannoniere della Serie B: 1

 

2006-2007 (20 gol)

 

* Capocannoniere della Coppa Italia: 1

 

2005-2006 (5 gol)

 

Onorificenze

Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria

 

Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana

— 12 dicembre 2006. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.[88]

Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria

 

Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana

— 12 luglio 2000. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.[89]

Biografia

 

Passa l'infanzia a Saccon di San Vendemiano, nella casa di famiglia dove ancora oggi vive la madre Bruna, mentre il padre, Gino, è defunto nel 2001. Ha un fratello più grande di nove anni, Stefano, con un passato da calciatore dilettante, che attualmente è il suo procuratore[1] ed una sorella adottiva di nazionalità romena[90]. Nonostante l'impegno dedicato al calcio, ha conseguito un diploma di ragioneria[91].

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  • 2 weeks later...

Grande giocatore...simbolo di Roma e anche dell'italia....Francesco Totti!!!

Francesco Totti (Roma, 27 settembre 1976) è un calciatore italiano, attaccante della Roma. Campione del mondo con la Nazionale italiana nel 2006.

 

Finora ha sempre giocato nella Roma, squadra della quale è anche capitano. È il maggiore goleador di tutti i tempi e l'uomo con più presenze nell'intera storia giallorossa, sia per quanto riguarda il campionato che per le coppe europee. Nel 2004 è stato incluso nella FIFA 100, una lista dei 125 più grandi giocatori viventi, selezionata da Pelé e dalla FIFA in occasione delle celebrazioni del centenario della federazione. Lo stesso Pelè lo ha definito il più forte giocatore al mondo in un'intervista del gennaio 2006.[2]

 

Nel campionato di Serie A 2006-2007 ha vinto la classifica dei marcatori e la Scarpa d'oro come miglior realizzatore di tutti i campionati europei di calcio con 26 gol. Con la maglia della Nazionale ha segnato 9 reti, mentre la 58a e ultima presenza è stata la finale del campionato del mondo 2006, vinta contro la Francia.Francesco Totti ha ricoperto per gran parte della sua carriera il ruolo di trequartista e quello di seconda punta, ma da alcuni anni viene prevalentemente impiegato nel ruolo di prima punta. Pur essendo finalizzatore, funge da assist-man e da creatore di gioco, il suo ruolo dunque si identifica in maniera più appropriata con quello del centravanti di manovra.[4] Durante il biennio con Zeman, nel 1997 e 1998, Totti ha un notevole miglioramento atletico; infatti decide di eseguire un potenziamento muscolare per adattarsi ai ritmi del calcio moderno, guadagnando in forza fisica e potenza di calcio, a scapito dell'agilità.[5] Dotato di grande tecnica, è considerato uno dei migliori talenti calcistici italiani degli ultimi anni. Possiede inoltre una notevole visione di gioco, un'estrema precisione nei passaggi e un tiro fulmineo, potente e preciso con entrambi i piedi, caratteristiche che lo rendono il punto fermo della Roma da oltre quindici anni.[6][7]Il 31 ottobre 1998, Aldair gli cede la fascia di capitano. In questa stagione Totti viene nominato Guerin d'oro. L'annata 98-99 è interlocutoria, Zeman siede per l'ultimo anno in panchina. Dopo un'ottima partenza (alla nona giornata vittoria sull'eterna rivale Juventus e seconda in classifica ad un punto dalla vetta), la Roma, capitanata da un Totti in grande forma fisica, inizia a sognare, ma nelle giornate seguenti la squadra molla la presa ma dimostra un grande orgoglio, affossando il Milan futuro campione d'Italia all'Olimpico. In questa stagione, la Roma viene eliminata dolorosamente dalla Coppa Italia dall'Atalanta ai calci di rigore (6-5). L'unica chicca dell'anno è la strepitosa prova di Francesco Totti e la sua squadra contro la Lazio, surclassando i rivali per 3-1 (Delvecchio, Delvecchio e appunto Totti) e vicendo un derby che mancava da quattro anni. Arriva il mercato: via Zeman e dentro Fabio Capello, il quale progetta di costruire una squadra competitiva attorno a Totti; il quale quell'anno prova ennesimamente a trascinare la sua squadra verso la conquista del tricolore scontrandosi in un appassionante "testa a testa" con Lazio e Juve che si protae per tutto il girone d'andata. Ma un solo giocatore non può vincere un campionato. E così, l'AS Roma arriva sesta al termine del campionato, anche se Francesco viene nominato, dall'Associazione Italiana Calciatori, giocatore italiano dell'anno; riceve anche il suo primo Oscar del calcio come migliore giovane 1999. Nel 2000 Totti conquista un altro Oscar del calcio questa volta come migliore calciatore assoluto. Tutto sommato, questa stagione consacra la Roma tra le "sette sorelle" della competizione (dietro alla Lazio Campione D'Italia, un boccone amaro da mandar giù, Juventus, Milan, Inter e Parma), entra in Coppa Uefa e si prepara all'esaltante stagione 2000-01.

 

Lo Scudetto da protagonista [modifica]

 

All'indomani dello scudetto tinto di biancoceleste, a Trigoria non resta che rimboccarsi le maniche. La società acquista Gabriel Omar Batistuta, che insieme a Marco Delvecchio e lo stesso Totti, anche grazie alla presenza di Vincenzo Montella, spesso partente dalla panchina, formerà un tridente d'attacco micidiale e mattatore del campionato. In questa stagione, il Capitano della Roma si esalta: al debutto in casa contro il Bologna, segna e illumina la sua squadra (2-1), così come in quel di Lecce (0-4, gol su calcio di rigore). Contro l'Inter avviene la prima battuta d'arresto (2-0), alla quarta giornata, qualcuno paventa la crisi, ma Totti e compagni si dimostrano squadra corsara e affossano Brescia (2-4), Reggina in casa e Verona (1-4). La classifica dice 18 punti, le altri grandi sono lontane. Gara da ricordare per Francesco è sicuramente quella contro l'Udinese: il Capitano infatti stecchisce i bianconeri con un micidiale sinistro al volo, da lui stesso considerato come il gol più bello della carriera nell'intervista del dopopartita. La strada al successo è spianata dopo il derby vinto contro la Lazio grazie ad un'autorete di Paolo Negro. L'entusiasmo è alle stelle, la Roma prova a continuare la sua fuga dopo la sosta: ma è solo 1-1 col Bari, gara in cui Totti pareggia su calcio di rigore l'iniziale vantaggio di Mazzarelli. Dopodichè, il Capitano va a segno con la sua prima doppietta a San Siro, autentico tabù per la Roma, ma non basta per centrare i tre punti (3-2 rossonero). Totti conferma il suo straordinario momento di forma segnando al Napoli in casa, dove la Roma batterà i partenopei per 3-0. Tuttavia, gli impegni più importanti sono superati senza perdere punti sulle dirette concorrenti (2-2 con la Lazio e sempre 2-2 con la Juventus). Alla penultima giornata, Totti va a segno a Napoli e sembra consegnare lo scudetto alla sua Roma, ma a dieci minuti dalla fine gli azzurri pareggiano l'1-2 giallorosso. A questo punto bisogna vincere in casa con il Parma, 17 giugno 2001: nella bolgia di un Olimpico stracolmo, la squadra di casa s'impone per 3-1 grazie ai gol di Totti, Montella e Batistuta. Francesco e la sua Roma possono così festeggiare il traguardo sognato da una vita: lo Scudetto. Totti è di nuovo nominato giocatore italiano dell'anno e viene incluso nella lista dei candidati al Pallone d'oro, classificandosi quinto.

 

Francesco e la prima Supercoppa [modifica]

 

Il 19 agosto 2001 Totti trascina la Roma verso un secondo importante traguardo: la conquista della Supercoppa Italiana, la prima della carriera del 25enne romano, battendo la Fiorentina all'Olimpico per 3-0 e segnando il terzo gol.

 

Un bis mancato di un soffio [modifica]

 

La stagione successiva, la squadra capitolina non tradisce le attese in seguito alla cavalcata dello scorso anno. Acquista il barese Antonio Cassano e rinforza ulteriormente la rosa. Totti in questa stagione iniziera ad accusare qualche acciacco fisico che lo accompagnerà per tutto il campionato. Ciononostante segna 8 gol, due dei quali destinati a rimanere per sempre nei suoi ricordi: Roma Torino, 1-0: servito da Candela, Francesco scarta il portiere Bucci con la suola della scarpa, finta il tiro ingannando il difensore granata appostato sulla linea di porta e deposita in rete. E poi, nel derby di ritorno del 10 marzo 2002, vinto dalla Roma con un clamoroso 5-1 (nel derby di andata Capitan Totti aveva segnato il 2-0, gol sicurezza per la Roma in seguito al vantaggio firmato Delvecchio). Gran pallonetto da fuori area che sorprende il laziale Peruzzi. I giallorossi concludono il campionato classificandosi secondi (70 punti) dietro alla Juventus (71). In questa stagione Totti segna anche il gol del pareggio in casa del Real Madrid (Real Madrid-Roma 1-1) in Champions League.

 

La necessità di un rinnovamento [modifica]

 

L'anno dopo, Totti e la Roma si ritrovano, inaspettatamente, ad affrontare una stagione anonima. Tutto si sarebbero aspettati dopo due anni in cui avevano collezionato ottime figure (Scudetto e secondo posto) meno che vivere una stagione come quella del 2002-03. Totti ricopre per la prima volta il ruolo di centravanti puro, anche se egli nasce trequartista, ma, nonostante la sua vena realizzativa ne risenta positivamente, la squadra incontra diverse difficoltà durante il suo cammino in campionato. In questa stagione Francesco segna la sua prima ed unica tripletta in Serie A, che servirà a battere il Brescia per 3-2 in trasferta. Inoltre, pone la firma decisiva in una giornata difficilmente dimenticabile nella sua memoria, così come in quella di ogni tifoso giallorosso: il 30 ottobre 2002 si gioca al Bernabeu Real Madrid-Roma. I giallorossi vincono 1-0, del Capitano la rete decisiva. Un violento colpo al volo, palla quasi schiacciata e Bernabeu zittito. Uno dei pochi sorrisi in una stagione amara sia in campionato (8° posto) che in Champions League (nonostante la gran notte di Madrid e il trionfo di Valencia, gara in cui Totti va a segno due volte e la Roma vince 3-0, la squadra verrà eliminata al secondo turno collezionando 5 punti in 3 partite). La fotografia del "fallimentare" anno romanista è la finale di Coppa Italia contro il Milan. Nonostante Totti vada a segno tre volte su tre su punizione (una in casa e due a San Siro), la Roma perde 1-4 in casa (appunto di Totti l'unico gol giallorosso) e pareggia 2-2 al Meazza (doppietta del Capitano). Nel 2003 comunque Francesco riceve altri due Oscar del calcio come migliore italiano e come migliore calciatore assoluto.

 

E' quasi scudetto: Totti e il record dei 20 gol [modifica]

 

I tifosi vogliono una reazione dal Presidente Sensi e dalla squadra, chiedendo di tornare a far capolino nella parte alta della classifica. Non vengono delusi. La stagione 2003-04, Totti e la Roma la vivono da protagonisti assoluti. Ormai diventato un giocatore completo, Francesco si carica la squadra sulle spalle ed insieme iniziano la stagione nel migliore dei modi. In casa travolgono il Brescia 5-1 e il Capitano segna una doppietta, con un tiro dal limite e un pallonetto dalla medesima posizione ma a campo invertito. Francesco si pone un ambizioso traguardo personale: il raggiungimento dei 20 gol. Obbiettivo che centrerà a fine stagione. La Roma continua alla grande inanellando vittorie su vittorie, con Totti in condizioni strepitose che colleziona prestazioni di tutto rispetto e gol di pregevole fattura. Inizialmente ne fanno le spese Ancona, Bologna (sconfitto per 0-4 al Dall'Ara, gol-capolavoro al volo di sinistro del giallorosso), Lecce e Chievo. La cavalcata della Roma prosegue senza sosta, sembra ininterrotta anche grazie alle prestazioni finalmente continue di Antonio Cassano e la scoperta del brasiliano Mancini, che firmerà uno storico gol di tacco nel derby di andata. Il Capitano giallorosso punisce il Modena in casa (sua la rete decisiva su calcio di rigore) e in casa dell'Empoli confeziona una prestazione eccellente: rigore trasformato a mezza altezza per lo 0-1 e pallonetto magistrale al limite del vertice alto dell'area di rigore per lo 0-2. I giallorossi sembrano dominare il campionato, il loro ritmo è tenuto solo dal Milan futuro Campione d'Italia. Francesco, di doppietta in doppietta, stende anche la Sampdoria (3-1), firmando gli ultimi due gol della Roma, uno in tuffo di testa e l'altro in un assolo partendo dal cerchio di centrocampo concluso con un dolce pallonetto alle spalle del portere avversario. Esaltazione collettiva, poi, per il 4-0 rifilato ai rivali bianconeri della Juventus, la cosidetta "gara perfetta" della Roma. Francesco castiga Buffon con un rigore di precisione, dopo il vantaggio romanista di Dacourt e la finale doppietta di Antonio Cassano. A questa punto, la squadra capitolina vola e in un primo momento sembra non avere rivali in campionato, ma poi subisce la prepotente rimonta dei rossoneri e scivola al 2° posto. Il bottino di Totti si arricchisce ulteriormente contro Siena (botta al volo da distanza ravvicinata), Parma (punizione rasoterra che gela Frey), Inter (calcio di rigore), Lecce (calcio di rigore). Tutti gol utili per credere nell'impossibile rimonta. Con il tempo, inoltre, Totti abbandona la soluzione "a giro" su punizione, preferendo quella di potenza. Se ne accorge il Modena, abbattuto appunto da una bordata su punizione del Capitano. Il Milan non perde colpi e Francesco nemmeno e va ancora a segno nel derby di recupero dagli 11 metri. I suoi ultimi due gol stagionali, all'Empoli, non bastano per centrare il tricolore, ma consegnano un dignitosissimo secondo posto alla Roma e centra il traguardo delle 20 reti, record per lui. In questa stagione il numero 10 della Roma e della Nazionale riceve il suo secondo Guerin d'oro.

 

Ad un passo dalla B [modifica]

 

Come due anni fa, la Roma e il suo Capitano sono costretti ad attraversare una stagione da incubo. Uno dei padri di questo anno fallimentare è sicuramente Capello, che passa dai colori giallorossi a quelli bianconeri juventini assieme ad Emerson. Ad allenare la Roma ora è Luigi Del Neri. Dopo un'estate di tensioni e voci di mercato, Totti rimane al suo posto, a Roma, e scarica la sua rabbia a Bologna, firmando l'unico gol romanista nel monologo rossoblu (3-1). Adesso è a meno uno da quota cento. Questo campionato è soprattutto segnato dalle pesanti falle difensive, con Chivu spesso infortunato. Il 3 ottobre 2004, durante Roma-Inter 3-3, uno dei pochi sorrisi della stagione: Totti segna, con una punizione dai 30 metri, il suo gol numero 100 con la Roma. La squadra è uscita sin dalle prime giornate dal girone-scudetto, e anche la lotta per la partecipazione in Coppa Uefa appare disperata. Totti di certo non ripete la brillante stagione 2003-04, ma fa comunque la sua parte, soprattutto a livello personale (infatti, la Roma riuscirà a classificarsi per la Uefa): due mesi dopo il 100° gol, il 19 dicembre 2004, Francesco segna durante Roma-Parma 5-1 il gol numero 107, che gli permette di diventare il miglior cannoniere della storia della Roma superando un attaccante rimasto per sempre nei cuori giallorossi, il bomber Roberto Pruzzo. A fine campionato, la Roma è in classifica-Uefa, piazzamento che salva un'annata da dimenticare (solo a due giornate dalla fine, infatti, la matematica certezza di restare nella massima serie grazie alla vittoria di Bergamo).

 

L'era Spalletti [modifica]

 

Le vittorie e i record [modifica]

Totti nel 2007

 

La rifondazione è inevitabile: arriva il tecnico Luciano Spalletti a guidare la squadra giallorossa per la nuova stagione, con obbiettivi naturalmente ridimensionati. Nella primavera del 2005 Totti rinnova con la Roma fino al 2010 con un contratto da 5.400.000 € netti a stagione, divenendo, di fatto, l'unico giocatore a superare il tetto di ingaggi di 2.500.000 € stabilito dalla società.[8] In questo modo si è virtualmente legato a vita alla squadra di cui da sempre è tifoso. Nonostante una campagna acquisti non particolarmente esaltante, la Roma conduce un campionato sopra le aspettative, vista ovviamente la conclusione di quello precedente. Spalletti ci mette molto del suo, inventa Perrotta trequartista e il Capitano centravanti atipico. Questa nuova posizione giova alla vena realizzativa di Totti, a segno contro il Parma in casa, nel derby (la sua esultanza simula un parto, infatti sua moglie Ilary Blasi è incinta) e al Meazza. Una sua straordinaria doppietta serve infatti a sbancare un San Siro tinto di nerazzurro, in cui i giallorossi non vincevano da ben 11 anni. Il primo gol è un capolavoro, da lui stesso considerato il più bello della carriera (superato il gol all'Udinese del 2000). Dopo aver saltato Zè Maria e Cambiasso, Francesco a pochi metri dal limite dell'area si inventa un cucchiaio che lascia annichilito Julio Cesar, il secondo gol è la semplice trasformazioe di un calcio di rigore nel secondo tempo. Nel gennaio 2006 a margine del World Economic Forum, tenutosi a Davos, Pelé spende parole di elogio per Totti definendolo senza mezzi termini «il miglior giocatore del mondo». La Roma non è di certo una protagonista del campionato in ambito-scudetto, ma non ripete neanche la terribile stagione passata. E' anzi protagonista di un record mai stabilito fino a quel momento, quello di 11 vittorie consecutive. Ne fanno le spese Chievo (Capitano a segno con una doppietta), Treviso, Milan, Reggina (ancora una doppietta di Totti), Udinese, Livorno (punizione e rigore di Francesco), Parma, Cagliari (due calci di rigori, due perfette esecuzioni del numero 10), Siena, Empoli dove il capitano fu vittima di una terribile distorsione alla caviglia) e Lazio.

 

Il primo infortunio: il recupero-lampo, la vittoria del Campionato del Mondo [modifica]

 

Tuttavia, il 19 febbraio, Francesco Totti, al 7° minuto della partita Roma-Empoli, subisce il primo grave infortunio della sua carriera, dopo un intervento scomposto del difensore Vanigli. Le parti interessate sono il perone sinistro e i legamenti della caviglia. Questa è una grave perdita sia per la Roma (che comunque riuscirà a stabilire il record battendo per 2-0 la Lazio, con Totti che segue la gara dalla tribuna e prende parte ai festeggiamenti post-partita) che per la Nazionale, in virtù del fatto che a fine stagione partiranno i Mondiali di Germania 2006. Ma il Capitano, grazie ad una forza di volontà impressionante e ai suoi preparatori, recupera in 3 mesi, al Mondiale c'è, parte sempre titolare, eccetto nella gara contro l'Australia. Casualità, sarà proprio il giallorosso a rilevare Del Piero e segnare, al 95°, il gol della vittoria su calcio di rigore. L'Italia, il 9 luglio 2006, si laureerà Campione Del Mondo battendo la Francia ai calci di rigore. Il bilancio di Totti è di un gol e 4 assist.

 

All'indomani di Calciopoli: Scarpa d'Oro e Coppa Italia [modifica]

 

Il campionato successivo è sicuramente atipico per molteplici motivi, primo fra tutti l'assenza della Juventus, relegata in serie B dopo lo scandalo di Calciopoli. Ne hanno fatto le spese anche il Milan, la Lazio e la Fiorentina, che partono penalizzate. Questa stagione è praticamente un monologo nerazzurro, che con acquisti del calibro di Ibrahimovic, Vieira e Maicon mette un'ipoteca sul campionato sin dalle prime giornate. La Roma non sta a guardare, ma la rosa è troppo ristretta e non regge il livello dell'Inter. Tutto sommato, Totti dimostra di essere rigenerato dopo l'infortunio. Riesce ad infrangere il suo record del 2003-04 di 21 gol, segnandone 26 in campionato, 31 stagionali, tra Coppa Italia e Champions League. Proprio questa competizione è la più amara per i giallorossi, che si sono ritrovati 4° nel campionato scorso dopo le sentenze di Calciopoli. In effetti, dopo aver superato il girone senza particolari difficoltà (Totti a segno 3 volte), riescono nell'impresa di Lione. Di Totti e Mancini i gol che proiettano la Roma ai quarti dopo il pareggio casalingo a reti bianche contro i francesi. Qui si consuma la sconfitta più catastraofica della competizione per i giallorossi. Nonostante il 2-1 in casa contro i Diavoli Rossi del Manchester, vengono travolti all'Old Trafford per 7-1. Questa è una disfatta che mina profondamente il morale dei romanisti, che tuttavia riescono a tirarsi su vincendo la Coppa Italia contro l'Inter al quarto tentativo di altrettante finali, con un punteggio quasi tennistico: 6-2 all'andata (Totti dopo cinquanta secondi segna l'1-0), 2-1 al ritorno (inutili i gol nerazzurri di Cruz e Crespo). Totti vince così la sua prima Coppa Italia da Capitano. Da annoverare la data 11 febbraio 2007: Francesco ha segnato, durante la partita contro il Parma, il suo 139° gol in Serie A, superando Enrico Chiesa e diventando il miglior marcatore italiano fra i giocatori ancora in attività. Il 27 maggio 2007, segnando una doppietta contro il Messina, Totti si laurea capocannoniere della Serie A con 26 reti. Grazie al suo bottino di gol stagionali il 17 giugno 2007 (a sei anni esatti dallo scudetto del 2001) vince anche la Scarpa d'oro, che premia l'attaccante più prolifico d'Europa, contesa fino all'ultimo con il bomber olandese Van Nistelrooy. Da notare il fatto che nessun giocatore italiano era riuscito a vincere questo trofeo prima del 2006, ma negli ultimi due anni l'hanno fatto due marcatori, Luca Toni e lo stesso Totti.

 

La seconda Supercoppa, il 10° posto nella classifica del Pallone d'Oro [modifica]

 

Il 19 agosto 2007 (a sei anni esatti di distanza dalla prima) Totti vince la seconda Supercoppa Italiana della sua carriera, battendo al Meazza l'Inter per 1-0. Il rigore della vittoria, tirato da De Rossi, viene procurato proprio dal capitano giallorosso impossibilitato a calciarlo a causa del dolore dopo il fallo di Nicolás Burdisso.

 

Nel 2007 Totti si è posizionato decimo nella classifica finale del Pallone d'oro ottenendo 20 voti.

 

Maledizione Milano: ancora uno scudetto perso [modifica]

 

La stagione che segue è senza dubbio una delle più brillanti della Roma, trascinata da un Totti apparso in grande spolvero. Sin dalle prime giornate si capisce subito che i giallorossi saranno protagonisti: a contendersi lo scudetto ci sono anche la Juventus, tornata nella massima serie, il Milan e ovviamente i Campioni in carica dell'Inter (che vinceranno questo scudetto per merito di un orribile arbitraggio nei loro confronti,infatti si contano circa 8 calci di rigore ingiusti nei confronti dei neroazzurri; tutti comandati in un momento di difficoltà tecnica della squadra, infatti l'inter o perdeva o pareggiava,ma la roma è riuscita comunque a stargli dietro con grande orgolglio). Totti, prima del debutto casalingo contro il Siena, riceve la Scarpa d'oro, mostrandola davanti al suo pubblico. La gara viene vinta dalla Roma 3-0, con Totti che segna la 3° rete e onora così al meglio la conquista del prestigioso trofeo. Il Capitano giallorosso va a segno anche contro Reggina e Juventus (doppietta per il 2-2 finale). La Roma è prima in classifica, ma una sonora caduta interna contro l'Inter (1-4) frena la sua galoppata. Bisogna rialzarsi. Francesco prova a far ragionare la squadra: sigla una doppietta al Tardini, lanciando la Roma per 3-0 ai danni del Parma, segna il momentaneo 1-1 contro il Napoli su calcio di rigore (la gara terminerà con un rocambolesco 4-4),ma durante la gara contro lo Sporting Lisbona in Champions, subisce un infortunio che lo tiene fuori diverse partite. Al suo rientro, la Roma ritrova un perno fondamentale in attacco per continuare la rincorsa all'Inter, che non perde un colpo. Totti arricchisce il suo bottino contro Sampdoria ("cucchiaio" su rigore, tap-in da pochi passi al 90'), Atalanta in trasferta (calcio di punizione che vale il pareggio. La gara finirà 2-1 per la Roma grazie al gol di Mancini). Si arriva allo scontro diretto con la capolista con 9 punti di distanza. Un suo gol al 35' al volo di sinistro illude la Roma di ridurre lo svantaggio a 6 recuperabili punti, ma Javier Zanetti segna al 92' la rete che rimette le cose a posto. Tuttavia la giornata seguente il Napoli batte per 1-0 l'Inter al S.Paolo e la Roma vince la gara interna con il Parma (4-0), in cui Totti segna il 3-0 con una bordata da fuori area. A questo punto, la Roma ci crede e prepara la rincorsa-scudetto, intervallata dagli impegni Champions. I giallorossi compiono l'impresa eliminando il Real Madrid agli ottavi, ma, priva di Totti all'andata e al ritorno, perderà i quarti ancora ad opera del Manchester. In mezzo il successo di Napoli, con il Capitano nuovamente a segno su calcio di rigore. Il 16 gennaio 2008 Totti raggiunge un altro importante obiettivo: nella gara di ritorno degli ottavi di finale di Coppa Italia (Roma-Torino 4-0), con una doppietta raggiunge quota 200 gol con la maglia della Roma, cui vanno aggiunti i gol segnati con le varie rappresentative Nazionali.

 

Il 28 gennaio, invece, Totti vince gli Oscar del calcio come migliore calciatore italiano (quinta volta in carriera) e miglior cannoniere. Inoltre Totti è il giocatore ad aver vinto più trofei agli Oscar del calcio, con 11 trofei, dei quali 5 come miglior calciatore italiano, 2 come miglior giocatore assoluto, 1 come capocannoniere del campionato, 1 come miglior giovane, e 2 per il gol più bello.

 

Il 24 febbraio Totti batte un altro record: raggiunge nella gara interna contro la Fiorentina le 386 presenze in serie A con la maglia giallorossa, eguagliando il primato precedentemente detenuto da Giacomo Losi (capitano romanista degli anni '60). Tale record viene superato il 27 febbraio 2008 nella successiva partita di campionato con l'Inter con la presenza n. 387. Francesco Totti diviene così il giocatore con più presenze in assoluto in Serie A nella storia della Roma.

 

In Napoli-Roma (0-2) del 9 marzo 2008, Totti ha collezionato la 500a presenza complessiva con la maglia della Roma.

 

Il secondo infortunio: la vittoria della 2° Coppa Italia per la Roma [modifica]

 

Il 19 aprile subisce nella partita casalinga contro il Livorno (1-1) una lesione al legamento crociato anteriore del ginocchio destro. Operato, rimarrà lontano dai campi per diversi mesi. La Roma accusa il colpo e pareggia 1-1 la gara che poteva avvicinarla all'Inter. La volata si protae all'ultima giornata. Il distacco è di un solo punto, ma la doppietta di Ibrahimovic spegne i sogni giallorossi che pareggiano a Catania dopo essere passati in vantaggio grazie a Vucinic.

 

Il 24 maggio la Roma vince di nuovo la Coppa Italia, battendo l'Inter per 2-1 in finale unica all'Olimpico: Totti diventa così il Capitano con più titoli della storia giallorossa. Francesco non giocherà la partita a causa dell'infortunio di un mese prima, ma sarà comunque lui ad alzare al cielo la sua seconda Coppa Italia consecutiva, stavolta davanti al proprio pubblico. I gol di Totti a fine stagione sono stati 14 (le sue ultime reti prima dell'infortunio sono state siglate a Cagliari e contro il Catania in Coppa Italia)

 

Rientro amaro in Supercoppa [modifica]

 

Totti è protagonista di un altro recupero prodigioso e riesce a giocare gli ultimi minuti della finale di Supercoppa Inter-Roma, Il 24 agosto 2008. La sfida, in parità (2-2), si protae fino alla sfida deli 11 metri, dove il Capitano fallisce il quinto e ultimo rigore che avrebbe assegnato alla Roma la Supercoppa Italiana, vinta poi dall'Inter.

 

Partenza da serie B [modifica]

 

Il campionato 2008-09 inizia con l'assenza di Totti tra le file giallorosse, a causa di un pestone ricevuto da Maicon in Supercoppa. La Roma, partita con ben altre ambizioni, si rende protagonista di un avvio da incubo. La squadra riesce parzialmente a rialzarsi grazie alla leadership di De Rossi e Panucci, ma non basta. Il ritorno di Totti, durante Roma-Cluj di Champions, non riesce a deviare le sorti della partita (1-2) e i giallorossi sprofondano in crisi. I tifosi contestano squadra e società, temendo che la stagione 2004-05 possa ripetersi.

 

Il ritorno di Totti e la risalita giallorossa [modifica]

 

Ma con il passare dei turni di campionato, la Roma recupera la sua lunga lista di infortunati, tra cui Capitan Totti, che suona la carica rendendosi protagonista nel derby (assist per il gol decisivo di Julio Baptista), nella trasferta di Lecce (assist per Vucinic e "cucchiaio" che chiude la partita), nella gara interna con la Fiorentina (decisa da un suo gol, botta violenta al limite dell'area al 15' del secondo tempo). Ormai lo scudetto è andato, ma non tutto è perduto per il 4° posto. Anche in Champions la squadra si risolleva: la Roma vince 3-1 contro il Chelsea, 1-3 a Cluj (Totti a segno su punizione) e 2-0 in casa contro il Bordeaux (con cui avevano vinto, senza Francesco, anche all'andata), gara in cui Totti segna il gol-sicurezza. I giallorossi, per la prima volta nella loro storia, chiudono il girone al primo posto.

 

L' 8 novembre 2008, in Bologna-Roma (1-1), taglia il traguardo delle 400 presenze in Serie A, segnando anche il gol del momentaneo vantaggio giallorosso.

 

Il 14 dicembre 2008, in Roma-Cagliari (3-2), raggiunge quota 170 gol in Serie A, segnando con un tiro di esterno sinistro da fuori area.

 

Nazionale [modifica]

 

Dall'Under-15 all'Under-23 [modifica]

 

Molto apprezzato sin da giovanissimo, Totti ha indossato la maglia delle varie Nazionali giovanili. Con la Nazionale Under-18, nel luglio 1995, diventa vicecampione europeo, nella finale persa per 4-1 contro la Spagna segna l'unico gol degli azzurrini. L'anno successivo, nella finale del Campionato europeo Under-21, Totti apre le marcature nell'1-1 contro la Spagna, battuta poi ai rigori.

 

Nel 1997 l'Italia Under-23 conquista l'oro ai Giochi del Mediterraneo. Totti è uno dei migliori giocatori del torneo e nella finale realizza due dei 5 gol della squadra italiana (5 a 1 il risultato finale contro la Turchia).

 

La Nazionale maggiore [modifica]

« Mo je faccio er cucchiaio. »

 

(Francesco Totti, prima di calciare il rigore a Van der Sar, nella semifinale dell'Europeo 2000)

 

Nel 1998, nonostante un'ottima stagione che lo aveva consacrato come uno dei più promettenti calciatori italiani, l'allora Commissario tecnico della Nazionale Cesare Maldini decise di non includerlo nella selezione per il Campionato mondiale in Francia. Il debutto nella Nazionale maggiore è, però, solo rinviato ed avviene subito dopo il mondiale transalpino, il 10 ottobre in Italia-Svizzera 2-0, nelle qualificazioni europee. Segna il suo primo gol in azzurro il 26 aprile 2000 in Italia-Portogallo 2-0.

Totti a Euro 2000, finale Francia-Italia

 

Totti prende parte al Campionato europeo del 2000 svoltosi in Olanda e Belgio. Questa competizione è stata forse l'unica in cui abbia espresso il bellissimo gioco di cui è capace in nazionale: gli ha permesso quindi di farsi conoscere a livello internazionale, segnando anche due gol contro il Belgio e la Romania. Nella semifinale giocata contro l'Olanda padrona di casa, Totti si rende protagonista dell'episodio del "cucchiaio" quando, durante i calci di rigore, colpisce la palla con un tocco morbido da sotto, battendo il portiere olandese Van Der Sar. La Nazionale perderà poi l'Europeo, battuta dalla Francia ai tempi supplementari della finale.

 

Totti partecipa ai suoi primi Mondiali nel 2002. L'Italia, però, viene eliminata negli ottavi di finale dalla Corea del Sud in una partita arbitrata in modo controverso dal fischietto ecuadoriano Byron Moreno, che espelle proprio il giallorosso per simulazione, alimentando numerose polemiche.

 

Ad Euro 2004 gioca solo parte della prima partita contro la Danimarca, a causa di uno sputo rivolto al calciatore danese Christian Poulsen: l'episodio non viene rilevato dall'arbitro, ma viene rilevato solo in seguito dalle telecamere che lo avevano ripreso. Con l'uso della prova televisiva, quindi, viene squalificato per le tre partite successive (anche se l'Italia sarà eliminata dopo due).[9]

 

Realizza la sua prima doppietta in azzurro il 13 ottobre 2004 in Italia-Bielorussia 4-3, valida per le qualificazioni mondiali.

 

I Mondiali di Germania 2006 [modifica]

 

Poco prima dei Mondiali di Germania, riesce a riprendersi dall'infortunio causato da Vanigli, difensore dell'Empoli, in Campionato, che lo aveva tenuto lontano dai campi di gioco per tre mesi. Il CT Marcello Lippi decide comunque di convocarlo, ed alla fine Totti colleziona sette presenze segnando un gol, quello decisivo su rigore negli ottavi di finale contro l'Australia all'ultimo minuto del secondo tempo, e fornendo 4 assist.

 

Diventa campione del mondo il 9 luglio 2006 all'Olympiastadion di Berlino, dopo aver battuto la Francia in finale. Durante questa partita l'approccio tattico dei francesi prevedeva un raddoppio di marcatura (effettuato da Thuram e Makélélé) proprio ai danni del giocatore italiano, il quale lascia il posto, nel secondo tempo, al compagno di club Daniele De Rossi. Successivamente è stato inserito dalla FIFA nella rosa dei 23 giocatori migliori del Mondiale.

 

Nei mesi successivi al Mondiale di Germania Totti esprime, di comune accordo con il CT Roberto Donadoni, la volontà di allontanarsi temporaneamente dalla Nazionale, per poter ritrovare una stabile forma fisica dopo l'affrettato recupero pre-mondiale. Il rientrante ct della nazionale Marcello Lippi ha confermato l'esclusione dell'attaccante giallorosso sostenendo che «Totti è una persona intelligente e da persona intelligente non cambierà idea».

 

L'addio alla maglia azzurra [modifica]

 

Francesco Totti, scegliendo in comune accordo con il medico di non rimuovere la placca nella caviglia, abbandona la nazionale annunciandolo ufficialmente il 20 luglio 2007, con la dichiarazione: «Il mio problema principale è fisico. Con i problemi che ho alla caviglia ed alla schiena non posso giocare contemporaneamente per la Roma e la maglia azzurra. La nazionale richiede un ulteriore impegno e più partite che la mia caviglia non può sopportare. La Roma ha la priorità assoluta».[10] Benché Totti, nella conferenza stampa del 20 luglio in cui ha annunciato il ritiro dalla nazionale avesse dato l'impressione che il discorso nazionale potesse non essere definitivamente chiuso, dopo la qualificazione della nazionale ad Euro 2008 nel novembre 2007 ha fugato ogni dubbio sulle sue intenzioni affermando: «Conosco le regole del gruppo e per rispetto non potrei mai pensare di tornare in azzurro».[11]

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Comunque non per criticare ciò k fai, anche se alla fine fai un semplice copia incolla, ma è giusto mettere, come da regolamento, la fonte di queste notizie...come fanno tt gli utenti x postare qualk notizia sulle squadre o su altro...;)

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