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Mitch_Cavaliere

Scrittori per caso

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Mi è toccato rifare un secondo file. Cominci a occupare spazio nella cartella di Word e nel disco fisso Mitch! :asd: :asd: :asd:

 

 

Credo sia inutile citare la deviazione poetica della lirica perchè è fin troppo evidente da chi proviene.

 

Elegia del trombettiere.

Fosti. Siccome nano,

dato il fatal sospiro,

stette la gente ferma

tocca di tanto miro,

così la inflatata

terra al nunzio sta,

muta pensando all’ultima

ora du scorreggione;

né sa quando una simile

puzza di tal chiappone,

il grigio pulviscolo

a risollevar verrà.

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Devo fare i complimenti a Mitch_Cavaliere per aver aperto un topic così bello e tutti gli altri che hanno contribuito a dare le loro qualità da scrittori XD

Beh..io credo che sia molto importante, mostrare tutta la fantasia in momenti come questo, perchè credo che dal punto di vista di emotività, di entusiasmo è fondamentale...ad esempio credo che cose come questo topic è importante nei propri momenti tristi...per sfogare tutta la nostra tristezza, anzi forse "liberare" è meglio...si direi liberare tutta la tristezza e mostrare la nostra fantasia...A volte capita nei miei pensieri in momenti magari o di malinconia o di tristezza di andare oltre la mia immaginazione e di stare in un mondo tutto mio..

 

vediamo se come scrittore sono bravo ihihih

 

Il vento...un segnale forte....molto forte...un segnale di aria, di libertà...con la voglia di volare, di toccare le nuvole e il cielo che si trovano nel nostro mondo.

Toccare il cielo, provare una sensazione che è difficile provare...per non dire impossibile, chissà cosa proviamo quando tocchiamo con un solo dito il cielo? Forse è la nuvola l'unica a toccare il cielo? O anche lei sta cercando come noi di toccare il cielo? Chi lo sa...se c'è il cielo, un motivo ci deve pur essere, se non si può toccare il cielo, un motivo deve esserci...ma ciò che ci deve essere è il sogno di poter toccare quel cielo, continuare a credere in quel sogno, perchè se non lo sogni, non puoi mai provare il segnale forte che all'inizio ti da il vento...

 

raga ci ho provato, è la prima volta qui...ma mi sono lasciato andare con la mia immaginazione!!! XD..questa per ora è la mia fantasia, magari può esserci anche qualche errore (visto che nn ho molta confidenza con l'italiano)...ma posso fare certo di più

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Ciao ragazzi... ^^ non ho letto tutti i brani purtroppo perché ho visto questo topic da poco, ho bisogno di un po' di tempo per leggerli tutti... però volevo fare un apprezzamento per Mitch_Cavaliere e i suoi brani e anche per chopin e le sue poesie ^^ degno erede della Scuola Siciliana :ok:

Posto una cosa anch'io... l'avevo inserita in un brano che ho scritto circa due anni fa, spero che non sia malaccio :smash:

 

Ritrovarmi di fronte al mio lettore immaginario mi da sempre un senso di malinconia: non amo dovermi sfogare in questo diario privato fatto di fogli di carta avanzata dai vecchi quaderni… una volta invece avevo uno di quei diari col lucchetto e la chiave. Era carino, azzurro con un ritmo di ciliegie rosse… me l’aveva regalato una mia compagna delle scuole medie, in occasione del mio dodicesimo compleanno, perché pensava che fossi brava a scrivere. Forse è stato questo che ha causato lo scatenarsi di quest’innata passione.

Un diario pieno di bestialità: ogni tanto mi capita di riaprirlo, inizialmente si vede uno stile a dir poco infantile, date costanti… poi di scatto, verso la fine, una data che dista dalla precedente di poco meno di tre anni. E tanti foglietti in cui sono aggiunte le mie prime poesie.

Quell’ultima pagina di diario contiene un lamento, che l’anno scorso trascrissi in un momento di grandissima disperazione. Dopo tre anni in cui per me era fondamentale prestare attenzione ai beni materiali ('cause we are living in a material world and I am a material girl...), finalmente avevo raggiunto la convinzione che tutto quello che accadeva era dovuto ai movimenti miei e delle altre persone intorno a me… movimenti che dovevo controllare con attenzione perché tutto potesse andare per il verso giusto.

Da quel momento presi a riflettere su quello che affrontavo ogni giorno, per migliorare il mio atteggiamento che spesso veniva criticato, e cominciai ad utilizzare questo mio talento della scrittura per dire quello che realmente pensavo o, in casi più particolari, per soffermarmi su quello che mi succedeva, raccontandolo sotto forma di racconto. E cominciai da quella pagina.

Era primavera, all’alba del mio quindicesimo compleanno, e finalmente avevo abbandonato i miei vecchi ideali, per sostituirli con quelli nuovi che avevano cominciato a farmi sorridere alla vita.

Lasciai il mio nome, non appena lessi una poesia in un libro di italiano, su cui studiavo alla scuola elementare, firmata da una ragazza mia omonima.

 

È serenità

udire il ticchettio ritmato

della pioggia leggera

battere allegro

contro i vetri appannati

come piccoli festosi

gnomi danzanti.

(Dania)

 

Mi chiamai Spring Dania. Avevo trovato il mio primo vero pseudonimo.

 

Qualcuno forse ha notato che la mia firma contiene uno spezzone su questa Dania, non è il mio nome, è solo un alter ego.. ^^"""

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Salve a tutti io posto un pezzo un prologo di un storia che sto scrivendo, non credo sia scritta molto bene, però la posto cosi magari mi dite se può piacere o meno e darmi una mano.

 

PROLOGO

Il parco Wendr, il più grande di Blody City era un normale parco di città. C’erano panchine sparse un po’ ovunque, alberi grandi e piccoli che proteggevano dal sole alla loro ombra d’estate, grandi spazi verdi,dove bambini, ragazzi e animali giocavano divertendosi, una fontana con statue d’angeli da cui bocche usciva acqua limpida e piccole fontanelle sparse. Di giorno si potevano vedere innamorati che giravano stretti l’un l’altro per le stradine, le quali passavano in mezzo a tutto il parco come un serpente sinuoso. Cosi appariva di giorno, ma ora era notte fonda. Una leggera brezza faceva frusciare le foglie degli alberi, la luce lunare proiettava ombre sinistre sull’erba e i lampioni accanto al sentiero emanavano una luce che sembrava provenire dall’oltretomba. Normalmente di notte sarebbe passato il guardiano, un uomo grasso che svolgeva il suo lavoro con sufficienza. Spesso non faceva neanche il suo giro nel parco, usciva dalla guardiola all’entrata del cancello arrivava fino alla panchina più vicina distante cinquanta metri e tornava indietro. Solo se sentiva urlare compiva il suo lavoro, fortunatamente non accadeva mai. Per evitarlo Jeen il grassone come lo chiamavano i bambini, proibiva l’entrata a chiunque dopo le otto di sera. Quella volta però chiuse un occhio, grazie ai trenta euro datigli da un ragazzo che voleva fare un giro al chiaro di luna con la sua ragazza. Era mezzanotte e sulla panchina vicino alla grande fontana centrale, c’era seduto un ragazzo alto con i capelli corti e neri con occhi marroni e fisico atletico, indossava una felpa di marca e dei jeans, fra le sue braccia teneva stretta una donna bionda con occhi verdi, magra e alta, lei indossava una camicetta e una gonna poco sopra le ginocchia.

sussurrò Ios .

rispose Eris con dolcezza.

Ci fu un attimo in cui si guardarono negli occhi. Lei si perse nei suoi occhi neri e viceversa e si baciarono appassionatamente. Il ragazzo stava facendo andare la mano verso il seno della ragazza, quando un fruscio proveniente da dietro un albero fece sobbalzare tutti e due. I cuori dei due iniziarono a battere a mille. Complice era la notte silenziosa e anche il film dell’orrore visto da loro un’ora prima. Nella mente di Eris si risvegliò l’infantile paura di essere osservata da qualcosa di mostruoso nascosto fra le ombre, sempre in agguato per agguantarti e trascinarti chissà dove per poi ucciderti. Sarebbe successo anche a Ios se non fosse che era cosi orgoglioso da voler apparire senza paura di fronte alla sua donna. Il ragazzo si alzò, prese Eris e la mise dietro di se. Voleva proteggerla, il suo cuore batteva a mille per la paura e gli occhi andavano da un posto all’altro rapidamente nel buio. La fioca luce lunare improvvisamente, illuminò un volto bianco quasi cadaverico, i loro occhi si incontrarono per poco e Ios percepì la voglia di morte e sangue di quello sconosciuto. Il cuore sembrò fermarsi per la paura.

urlò il ragazzo cercando di fare la voce grossa ma invece uscì una flebile vocina.

Lo sconosciuto sorrise, mostrando dei canini stranamente lunghi, sotto lo sguardo attonito del ragazzo i denti si allungarono.

pensò fra sé e sé Ios.

Eris era preoccupata, aveva visto qualcosa di strano in quegli occhi. Il ragazzo non riusciva a muoversi, era come ipnotizzato. Quell’essere cosi strano e spaventoso aveva un magnetismo che lo attraeva a se. Improvvisamente le nuvole coprirono la luna lasciando tutto nell’oscurità, il parco diventò buio, anche i lampioni si spensero per un istante. In quel momento Ios fu preso per le spalle da una prese cosi forte da rompergli le ossa e venne buttato con violenza sulla panchina, la sua spina dorsale si ruppe in due. Il ragazzo era morto senza neanche rendersi conto di cosa fosse accaduto. Le luci si riaccesero e la luna ricomparve, Eris vide il ragazzo morto e corse via urlando in preda al panico. L’assalitore non si curò della donna e si lanciò sul collo del morto. I suoi denti penetrarono nella morbida carne, il sangue iniziò a colare giù dai due piccoli fori, ma ancora prima che il liquido potesse toccare terra una lingua rossa guizzò fuori dalla bocca e lecco avidamente tutto. Per lo sconosciuto il sangue era cosi inebriante come la droga e il cibo per un affamato, il suo corpo fremette di piacere. Non ci volle molto all’assalitore per svuotare il corpo di tutto il suo sangue. Poco dopo alzò il volto dal collo del ragazzo e guardò nella direzione dove era fuggita la ragazza. I suoi occhi rossi vedevano al buio, come se fosse giorno e il suo udito sentiva il cuore di lei battere all’impazzata.

Il mostro partì a una velocità sovrannaturale. Sentiva il cuore pompare sangue nel corpo della sua preda, quel suono era come musica per lui.

Eris stava fuggendo a perdifiato, non riusciva a urlare. La voce gli si bloccava in gola. Mentre correva la paura s’ insinuava sempre di più in lei, gli alberi gli sembravano enormi mostri pronti a prenderla, le ombre sembravano muoversi e le foglie che si muovevano gli davano la sensazione di essere seguita.

Eris iniziò a tremare, i secondi gli sembravano ore. Avrebbe voluto scappare ma le sue gambe non si muovevano. Il cespuglio smise di muoversi.

sussurrò la ragazza.

Dal fogliame uscì un piccolo cagnolino randagio, che bazzicava spesso di notte in quel parco in cerca di un posto dove dormire, l’animale la fissò negli occhi e poi se ne andò via. La ragazza emise un sospiro di sollievo, non era ancora salva ma la speranza di riuscire a raggiungere la guardiola aumentò. Fece un passo e subito compare di fronte a lei il vampiro, le cinse i fianchi gli si avvicinò i suoi canini crebbero e morse il collo assaporando il sangue. Eris capì cos’era successo solo quando sentì una sensazione di piacere propagarsi per il corpo. Alzò il volto verso il cielo, sentiva la vita lasciare il suo corpo. La luna fu l’ultima cosa che quei vivi occhi azzurri videro.

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