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Lucasan18

Appellativi Giapponesi!

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San: utilizzato per indicare il rispetto nei confronti di qualcuno, come un collega di lavoro un proprio superiore oppure uno sconosciuto a cui ci si rivolge in maniera educata, ma può essere utilizzato anche con persone con le quali non si ha un rapporto amichevole per pura formalità (andando ad assumere una sfumatura di distacco fra le due persone). Nella stragrande maggioranza dei casi è analogo al nostro "signore/a", ma vi sono anche contesti in cui una tale traduzione non corrisponderebbe affatto o sarebbe inappropriata (per esempio, a scuola non è raro che gli alunni si riferiscano ad un compagno dotato con -san, mentre da noi non avviene nulla di simile).

 

Sama: utilizzato per indicare il rispetto nei confronti di qualcuno che riveste un titolo importante o ha uno status particolarmente elevato, per esempio un primo ministro o un sacerdote. Nelle traduzioni italiane è spesso tradotto con aggettivi come "onorevole", oppure "venerabile" o "rispettabile", ma a seconda dei casi potrebbe essere reso con svariati appellativi, da un "maestà" per un re ad ancora "signore" per un politico, a seconda del contesto.

 

Dono: versione "superiore" al -san (ma non corrisponde al -sama), molto formale e utilizzato quando si ha un rispetto davvero elevato verso una persona.

 

Shi: versione intermedia fra il -san e il -sama, utilizzata prevalentemente verso ristretti ambiti professionali come fra ingegneri o avvocati.

 

Kun: uno dei suffissi più diffusi, utilizzato tra ragazzi e amici per indicare una certa forma di rispetto, o da un adulto verso una persona molto più giovane come segno di confidenza. Può essere rivolto da un ragazzo anche alle ragazze ma questo caso è più raro. È utilizzato anche in ambito lavorativo.

 

Chan: utilizzato come vezzeggiativo, propriamente verso i bambini con i quali nel linguaggio occidentale corrisponderebbe all'appellativo "piccolo/a" o ad un diminutivo (es. Carletta, Luigino). Può però (ed è diffusissimo in tal senso) essere utilizzato anche fra persone adolescenti o adulte e in questi casi indica forte amicizia e confidenza, come per esempio fra amiche di scuola, ma può indicare anche affettuosità e un certo grado di intimità, come fra coppie o fra parenti più grandi verso parenti più piccoli (es. la madre al figlio). Generalmente si utilizza più spesso e con connotazioni meno strette fra ragazze, mentre fra ragazzo e ragazza non parenti è più probabile che indichi che vi sia un rapporto particolare fra i due (es. fidanzati o amici d'infanzia). Fra amici maschi è più raro e ha prevalentemente sfumature scherzose o ironiche o deriva da una lunga amicizia. Utilizzare -chan con persone adulte che si conosce appena può essere visto come scortesia.

Viene utilizzato anche per gli animali domestici.

 

Tan, Chin e Rin: storpiature infantili di -chan, raramente utilizzata da bambini più grandi, se persino fra adulti possono avere connotazioni ironiche o da vezzeggiativi esagerati, e possono essere considerati non molti educati in alcuni casi.

 

Sensei: significa "professore", "maestro" (in ogni senso) o "dottore". Propriamente non è un suffisso, ma in alcuni casi il suo utilizzo associato ad un nome lo rende analogo ad essi (es. Denegawa-sensei, il professor Denegawa o il dottor Denegawa), seppur spesso sia utilizzato anche da solo.

 

Senpai: indica un compagno o collega più anziano o superiore di grado che merita considerazione e rispetto, e non ha corrispettivi nella lingua italiana risultando intraducibile direttamente. Anche in questo caso non si tratta propriamente di un suffisso e spesso è utilizzato da solo, ma il suo utilizzo accostato ad un nome è simile (es. Izumi-senpai, il senpai Izumi). Inversamente al senpai vi è il kōhai, cioè un compagno o collega più giovane ed inesperto, ma questo termine raramente viene utilizzato accanto ad un nome.

 

Per la famiglia

 

niisan e neesan: fratellone o fratello maggiore e sorellona o sorella maggiore. Derivano dai termini propriamente detti per indicare il fratello e la sorella maggiori, ani e ane. In una famiglia sovente si utilizzano questi termini al posto del nome quando ci si rivolge ad un fratello o ad una sorella maggiore. Possono essere utilizzati anche verso fratelli e sorelle maggiori appartenenti ad altre famiglie come forme di cortesia

 

Per aumentare il senso di rispetto si può aggiungere una 'o' all'inizio della parola (es. oniisan).

 

oniichan e oneechan: in questo caso invece il senso di affettuosità può corrispondere ad un fratellino e ad una sorellina. Nel caso di fratelli e sorelle maggiori più frequentemente essi chiamano i propri fratelli e le sorelle minori con il nome seguito da un suffisso, piuttosto che con un "oniichan/oneechan".

 

Esistono anche oniisama e oneesama, e sono molto formali. In genere si utilizzano in famiglie di rango elevato con una ferrea educazione.

 

ojisan e obasan: zio e zia.

ojiisan e obaasan: nonno e nonna.

otousan e okaasan: papà e mamma.

 

Fonte Wikipedia ;)

 

Diciamo che il San, Chan e Kun sono i più utilizzati tra gli amici o conoscenti di pari livello, visto che se hai un amico più grande lo chiamerai Senpai o se hai rispetto di lui Dono o Sama se è veramente importante.

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e se io volessi per esempio dire...mi scusi signore?anche solo per chidere informazioni....signore come potrei tradurlo in japponese?....e ache un'altra cosa....anche se non centra con gli appellativi....ma il maschile e femminile nella parole come si capisce/distinugue?(non so...una lettera alla fine della parole...un suffisso....boh)

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Secondo me in quel caso si dice "Sumimasen" e basta!

A meno che conosci la persona, allora in quel caso aggiungi il suo nome + il san.

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capito....grazie...e invece per distinguere il maschile dal femminile?....scusa ma nn mi sembrava il caso di aprire un topic solo per una domandina del genere...

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Non c'è una regola precisa, ma devi conoscerla, ti faccio un esempio.

 

Boku si usa al maschile ed è informale.

Watashi si usa in entrambi i casi ed è più formale.

 

Tutte e due le parole significano "Io"

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no io intendevo nelle parole normali....non la differenza tra quelli...per esempio....non so:stupido/a,aggressivo/a....(per esempio gli aggettivi...per questo dicevo che mi scusavo per l'ot^^)

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no io intendevo nelle parole normali....non la differenza tra quelli...per esempio....non so:stupido/a,aggressivo/a....(per esempio gli aggettivi...per questo dicevo che mi scusavo per l'ot^^)

 

A parte x alcuni nomi (vedi otousan e okaasan che significano mamma e papà e quindi hanno differenza oltre che concettuale anche nel modo di scriversi) gli aggettivi, ecc.. non fanno distinzione tra femminile o maschile e nemmeno tra plurale e singolare... i vari generi si riconoscono in base al contesto... cioè se io dico "bello" in giapponese, non dico Bello/bella... ma:

Quel ragazzo è bello

Quella ragazza è bello

 

Poi ovviamente nel rendere la frasi diciamo "la ragazza è bella" xk si capisce che ci riferiamo ad un genere femminile XD

 

Idem per Sing-/Plur.: la forma è solo una, poi in base al contesto si capirà se si tratta di un oggetto/persona soltanto oppure di + di uno ^^

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aaaah....capito grazie.....pensavo fosse così non sentendo alla pronuncia nessuna differenza però non sapevo se fosse solo prnunciato uguale o no...ma ora dubbio risolto....^^grazie

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poi volevo aggiungere una cosa, otousan e okasan si usano anche per indicare non i propri genitori ad esempio un ragazzo chiama così i genitori della propria ragazza mentre chichi e haha si usano per chiamare i propri genitori e quindi chichi significa papà e haha mamma.

si potrebbe quasi dire che otousan e okasan significano padre e madre mentre chichi e haha appunto papà e mamma

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Buonasera a tutti amici e amanti del mondo anime e manga :P

Mi sapreste definire le varie differenze tra i molteplici appellativi che vengono posti al termine dei nomi delle persone?

Ad esempio -kun, -dono, -chan ecc.

E' da parecchio che ho questa curiosità e quindi mi piacerebbe che qualcuno più ferrato sull'argomento mi schiarisse un po' le idee :lol:

Grazie in anticipo :)

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allora da quello che ricordo, il kun è una sorta di vezzeggiativo come il chan, ma il primo è generalmente rivolto ai maschi (studenti, figli, amici ecc) in giovane età, mentre il secondo è più prettamente femminile o, alle volte, "infantile" diciamo, usato come suffisso con cui rivolgersi ad un membro della famiglia, l'esempio classico è l'onii-chan che tutti quanti conosciamo.

Il sama e il dono si assomigliano molto, sono entrambi una forma di profondo rispetto, ma se non erro in generale il sama è più utilizzato in contesti in cui l'interlocutore è più strettamente legato alla persona (per esempio il datore di lavoro) oppure per gente di rilevante importanza, mentre il dono è più generico se vogliamo, utilizzato come semplice segno di rispetto

il san si inserisce fra i primi e i secondi, è una forma di rispetto simile al nostro dare del voi credo,utilizzato verso persone più anziane oppure sconosciute.

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