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    Saiyan liv 2
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  1. Castlevania:Judgement 6,5 Grafica 7,5 Sonoro 7,0 Giocabilità 7,0 Longevità Pro: - Il character design di Takeshi Obata è piacevole... - Sistema di controllo ben implementato e numerosi stili di combattimento - Molte modalità disponibili - Consigliato ai fan della saga Konami Contro: - potrebbe non piacere a tutti - Telecamera a volte troppo caotica - Tecnicamente si poteva fare meglio Ad ognuno il proprio stile Una volta avviato il gioco, ciò che impressiona positivamente dopo il primo impatto con Castlevania Judgment è la varietà degli stili di combattimento appartenenti ai personaggi. A differenza di molte altre produzioni giunte su Wii senza troppa convinzione, Konami ha cercato di curare al massimo questo aspetto ed il risultato è che il sistema di controllo non è affidato ad uno svogliato e mal calibrato scuotimento del Wii Remote in una direzione qualsiasi, ma si basa su diverse combinazioni di pulsanti e movimenti ben congeniati. Conoscere a fondo il proprio character si rivela infatti importantissimo affinché possiate sfruttarlo al massimo. Al contrario di molti picchiaduro in commercio, la presenza di doppioni è praticamente ridotta a zero, grazie alla già citata differenziazione degli stessi che avremo modo di approfondire a breve. Probabilmente è anche grazie al ruolo che ognuno di essi ricopre all'interno della saga principale a conferire al tutto una caratterizzazione più marcata e ricca di carisma. Ad ogni modo questo aspetto risulta un punto a favore davvero importante per il gioco. Scopriamo nel dettaglio i personaggi che potrete selezionare: Simon Belmont Gli appassionati di vecchia data non faranno fatica a riconoscere una delle colonne portanti della serie, nonché personaggio apparso in diversi episodi. Pur risultando uno dei combattenti più equilibrati, dispone della storica frusta compagna di mile avventure, che utilizza con estrema abilità sia in chiave offensiva che come arma da difesa tenendo a distanza di sicurezza i nemici. La sua grande rapidità gli permette di scatenare un'impressionante mossa finale in grado di produrre una combo di proporzioni incredibili. Alucard Il figlio di Dracula torna per combattere nuovamente le forze del male in uno scontro senza esclusione di colpi. Tecnicamente molto abile e grazie alla sua potente spada che gli permette di effettuare attacchi a distanza e combo aeree, il vampiro buono risulta essere uno dei personaggi meglio bilanciati dell'intero gioco. Dietro ad uno stile semplice e pulito nasconde mosse finali terrificanti, ma i suoi attacchi più potenti necessitano di molta attenzione in quanto possono lasciarlo indifeso per alcuni attimi. Maria Renard Pur non collocandosi in maniera ben definita all'interno del contesto genealogico della serie, Maria è seriamente intenzionata a combattere l'oscuro signore e per adempiere alla sua missione utilizza un bastone magico dall'elevato potenziale. Il suo stile di combattimento fa ampio uso di attacchi a distanza basati sugli elementi quali l'acqua ed il fuoco, cui si aggiunge il supporto di animali magici che la giovane è in grado di richiamare. Nonostante le apparenze non si dimostra come uno dei combattenti più rapidi del gioco. Trevor Belmont Direttamente dal terzo storico episodio della serie ecco giungere uno dei più carismatici cacciatori della stirpe Belmont (apparso in alcuni episodi con il nome di Ralph). Dotato di caratteristiche simili a quelle di Simon, risulta un combattente esperto, molto forte e ben bilanciato, supportato da una frusta che gli permette di colpire l'avversario anche da grandi distanze scatenando in breve tempo numerose sequenze di combo ravvicinate. A tali caratteristiche non si abbina purtroppo una grande varietà nello stile. Eric Lecarde Apparso in più occasioni nei recenti episodi della serie, Eric torna desideroso di vendetta nei confronti di Dracula, che ne ha traformato l'amata in vampira. Armato con la potente Lancia di Alucard, inizialmente si tratta di uno dei combattenti più difficili da padroneggiare al meglio, ma una volta presa confidenza con il suo stile è possibile effettuare attacchi molto potenti potendo contare sul'ampio raggio d'azione di cui dispone. Alcune mosse richiedono una corretta distanza dal nemico per avere successo. Sypha Belnades La bella moglie di Trevor Belmont è fortemente intenzionata a farla finita una volta per tutte con Dracula. I suoi attacchi si basano su un sacro bastone che utilizza con grande maestria. In aggiunta ad esso è in grado di servirsi di numerose magie per colpire il nemico da qualsiasi distanza, ottenendo uno stile di combattimento molto diversificato e spettacolare. Le sue abilità la rendono una combattente molto imprevedibile e piena di risorse, ma meno preparata dal punto di vista fisico e negli scontri ravvicinati. Grant Danasty Bene e male, amicizia e spirito demoniaco. Legato a Dracula e al tempo stesso in passato compagno di Trevor Belmont. Potenzialmente il combattente più veloce, dispone di una serie di attacchi molto rapidi, che esegue grazie ad una sorta di cerchio contornato da lame, che egli sa utilizzare con estrema maestria dando origine a combinazioni che possono prolungarsi per numerosi colpi se non bloccate sul nascere. L'estrema velocità d'azione è compensata da una potenza non sempre eccellente. Carmilla Si tratta di uno dei personaggi più sexy del gioco, ma non lasciatevi distrarre perché i baci di questa sexy vampira sanno fare decisamente molto male. Molto agile e veloce è in grado di sfruttare numerose illusioni a suo piacimento attaccando il proprio nemico anche da distanze elevate. Il suo stile di lotta è contraddistinto da un ritmo molto elevato che utilizzando prese, proiezioni offensive e potenti sequenze di calci risulta difficile da decifrare. Il rovescio della medaglia è rappresentato da una difesa non impenetrabile. Cornell Licantropi e vampiri non sono fatti per andare d'accordo. Forse finalmente si è giunti alla resa dei conti. Lo stile di lotta di questo personaggio è basato totalmente sulla potenza dei propri affilati artigli, che utilizza con estrema maestria dando origine a diversi tipi di combo ed attacchi speciali dagli effetti devastanti. Dotato di una difesa molto solida, fa della rapidità la sua migliore caratteristica che abbina a prese e sequenze di colpi ravvicinate. Meno efficace quando si tratta di combattere da maggiori distanze. Golem Quando la volontà prende il sopravvento sul proprio destino anche uno schiavo va in cerca della libertà. Un vero e proprio gigante per dimensioni rispetto alla media dei personaggi. Ad una struttura fisica imponente abbina letali attacchi che utilizzano una notevole quantità d'energia per colpire i propri avversari, cui si aggiungono tutta una serie di mosse in grado di sorprendere per rapidità d'esecuzione. Il rovescio della medaglia è rappresentato da dei movimenti lenti, che consigliamo comunque di non sottovalutare. Shanoa Direttamente da Order of Ecclesia ecco giungere la paladina pronta a liberare il mondo da Dracula. La runa di cui dispone le permette di richiamare armi con cui esegue attacchi potenti e veloci in combinazione con la magia. Molto bilanciata tecnicamente, Shanoa si rivela essere un personaggio divertente da controllare e dotato di ottime mosse sia a distanza ravvicinata che negli scontri ad ampio raggio. Le ottime doti difensive hanno il loro rovescio in una potenza non sempre esaltante. Aeon Questo misterioso viaggiatore del tempo si ritrova suo malgrado impegnato nella lotta tra il bene ed il male, in cui Dracula rappresenta l'ago della bilancia del suo destino. Armato con una strana spada che assomiglia ad una gigantesca lancetta di orologio e in grado di sfruttare il potere del tempo per innescare potenti sequenze di combo, dispone di un'ottima velocità abbinata ad un variegato set di attacchi. Potente ed equilibrato per caratteristiche tecniche, non presenta particolari punti deboli da segnalare. Morte Anche in questo caso ci si trova di fronte ad un personaggio che ha origini molto antiche. Armato di un'enorme falce, che è in grado di utilizzare in diversi modi, basa tutto il proprio potenziale offensivo su uno stile molto vario costituito da prese, attacchi a distanza e rapide sequenze di colpi ravvicinati. Difficilmente scoprirà la propria difesa, lasciando spesso l'iniziativa in attesa di poter colpire ottenendo il massimo danno possibile. Seppur potenti, le sue combo non portano a lunghe sequenze di colpi. Dracula Il malvagio della serie per eccellenza si candida ovviamente al ruolo di protagonista anche in questo picchiaduro. Virtualmente insuperabile dal punto di vista difensivo grazie all'abilità di poter evadere gli attacchi utilizzando una sorta di teletrasporto, ha dalla sua un'enorme potenza che rilascia attraverso numerose tecniche demoniache basate sull'energia. A compensare caratteristiche così sviluppate vi è ovviamente una minor rapidità nei movimenti che dovrà essere sfruttata con molta attenzione. Controlli Il sistema di controllo implementato dagli sviluppatori offre diverse possibilità. Alcuni di voi potrebbero trovare più comodo utilizzare il tradizionale joypad del GameCube o il Classic Controller, ma la vera battaglia ruota attorno ai all’accoppiata Wii Remote - Nunchuk. Utilizzando i movimenti telecomando in combinazione con i pulsanti A e B si possono eseguire tutti gli attacchi a disposizione del proprio combattente, da quelli standard fino all'utilizzo delle armi primarie e secondarie, senza dimenticare le mosse speciali imparabili. Al Nunchuk invece sono affidati i compiti difensivi (tasto Z) e i comandi necessari per schivare gli attacchi del nemico. Questo sistema è facile da assimilare e regala presto grandi soddisfazioni anche se, a volte, il gioco non percepisce immediatamente i comandi del telecomando Wii. A tal proposito, è bene sottolineare che gli scenari di gioco sono molto estesi e che il movimento del personaggio non è limitato al semplice spostamento sui tre assi, ma si articola in movimenti liberi verso ogni direzione, riprendendo il gameplay già ammirato in passato con Power Stone. Dal punto di vista di un utilizzatore del joypad classico, possiamo dire due cose: i comandi non sono modificabili per intero e l’apprendimento di alcune mosse risulta più lungo e complicato. Nonostante tutto, dopo qualche ora di gioco, sarete in grado di destreggiarvi al meglio. Oltre i confini del tempo Analizzando il prodotto Konami per i contenuti proposti, è innegabile come la serie di Castlevania influenzi questo spin-off in maniera totale ed in ogni suo aspetto. Come descritto in precedenza, il vero punto forte di Judgment è l’estrema caratterizzazione dei protagonisti. Si sente subito la differenza tra un Alucard e un Simon Belmont o tra Morte e Grant. Anche le mosse speciali ricalcano la personalità dell’utilizzatore rendendo ardua la scelta tra chi è meglio caratterizzato. Come avrete intuito dalle brevi schede che vi abbiamo proposto, la differenziazione è talmente grande che troverete più di un personaggio con cui immedesimarvi e divertirvi. Le diverse abilità e doti tecniche tipiche di ogni personaggio porteranno a situazioni davvero interessanti. Pensate, ad esempio, a due combattenti con super mosse totalmente diverse tra loro: una ad impatto ravvicinato (che richiede quindi un caricamento per essere potenziata) e l’altra basata su una magia devastante lanciata da lontano. Tutto questo è rapportato al metodo di combattimento di ogni character, fattore questo che rende l’esperienza di gioco sempre aperta e varia, con sfide avvincenti fino all'ultimo istante. Abbiamo già parlato a lungo del sistema di controllo. Passiamo ora ad esaminare le possibilità offerte al giocatore. Da questo punto di vista c’è da dire che il titolo Konami ha davvero molto da offrire in termini di modalità. Oltre alle classiche Survival, Arcade e Story (affrontabile attraverso diversi percorsi e sviluppi narrativi) si affianca una piacevole novità denominata Castle Mode. Quest’ultima consiste in un percorso attraverso circa una trentina di stanze del castello di Dracula. Tutto ciò servirà per sbloccare nuovi costumi e alcune chicche che non sveliamo, ma che faranno sicuramente la gioia dei fans della saga. In ogni location troverete dei mostri minori da distruggere, come scheletri e zombie, che conferiranno al gioco un approccio in stile action game decisamente ben riuscito. Il fattore multiplayer beneficia inoltre di una modalità online che permette di confrontarsi con degli amici o, se preferite, con uno sfidante scelto a caso. Degna di nota è anche la possibilità di poter interfacciare il gioco a Castlevania Order of Ecclesia utilizzando il Wii in combinazione con il Nintendo DS. Questa possibilità mette a disposizione ulteriori contenuti aggiuntivi esclusivi quali storie dei personaggi e versioni alternative degli stessi, che si andranno ad aggiungere agli extra già presenti per un totale di oltre un centinaio tra oggetti, tracce audio e molto altro ancora. Buon sangue non mente L'impatto iniziale con la realizzazione tecnica di Castlevania Judgment può lasciare inizialmente spiazzati, ma una volta analizzato ogni aspetto attraverso la giusta prospettiva tutto il gioco assume connotati ben definiti. Dal punto di vista grafico, le ambientazioni offrono numerosi richiami ai più famosi luoghi cult appartenenti ai principali episodi visti su console e lo stesso character design dei personaggi è una gioia per gli occhi, grazie all'ottimo lavoro svolto da Takeshi Obata (autore del manga Death Note). Notevole la vastità delle ambientazioni, molto varie tra loro e con cui è possibile interagire in diversi modi. Nonostante l'engine poligonale si comporti in maniera eccellente e dimostri buona fluidità nell'accompagnare lo svolgersi dei combattimenti sottolinendo ogni mossa con splendidi effetti di luce, proprio qui è possibile rilevare i principali difetti della produzione Konami. Se da un lato si hanno delle arene dettagliate, ben ispirate e con numerosi elementi di interazione (ad esempio i candelabri), dall’altro i modelli poligonali dei combattenti e soprattutto la scelta dei colori adottati non appare convincente sotto ogni punto di vista e lo stesso stile adottato per dare uniformità al divario generazionale tra i diversi personaggi potrebbe non piacere ai puristi della serie. La telecamera, inoltre, potrebbe inizialmente disorientare in virtù del fatto che non segue il combattimento in maniera lineare, ma fa ampio uso di zoom per sottolineare al meglio la distanza che vi separa dall’avversario. Una scelta tecnica che riteniamo discutibile visti gli inconvenienti che arreca a chi gioca. Concludiamo con una menzione d’onore alla colonna sonora. Come da tradizione rimane uno degli aspetti più curati della saga e anche questa volta non fa eccezione. La maggior parte dei brani presenti sono remix di famose tracce già ascoltate in altri episodi. Dal punto di vista del divertimento puro, per i difetti sopra citati il gioco non riesce ad elevarsi ad un livello d'eccellenza che avrebbe certamente meritato. Tuttavia è indubbio che il lavoro svolto da Konami sia stato più che positivo e che l'obiettivo fosse quello di proporre un gioco pensato per valorizzare al meglio le caratteristiche del Wii in termini di controlli. Commento Finale Castlevania Judgment è un picchiaduro che presenta alti e bassi. Se da una parte si ha un sistema di controllo abbastanza comodo, un'ottima caratterizzazione dei personaggi e delle arene molto ispirate, dall’altra troviamo un comparto grafico che potrebbe non soddisfare tutti gli appassionati e una regia virtuale che a volte risulta fin troppo caotica. Nonostante tutto, il titolo Konami, riesce a far divertire non poco grazie al ricco gameplay e alle numerose modalità disponibili, anche se i neofiti del genere potrebbero trovarlo poco coinvolgente. In effetti, risulta difficile immaginare che qualcuno non conosca una saga così celebre come quella di Castlevania, da sempre una delle più aprezzate per tecnica e giocabilità. Pertanto, considerando che in definitiva questo nuovo episodio, pur discostandosi dal genere originale, non tradisce il fascino di un tempo in virtù di evocative ambientazioni gotiche e di una colonna sonora eccellente, siamo certi che in molti ne resteranno presto stregati.
  2. GTA:CHINATOWN WARS GRAFICA:9,5 SONORO:8,0 GIOCABILITÀ:9,5 LONGEVITÀ:9,0 VOTO:9,0 Pro: - Pura essenza di GTA su DS - Touch-screen sfruttato alla grande - Comparto tecnico da urlo... - Molto longevo - Multiplayer interessante Contro: - ...ma sonoro un po' sottotono Capitolo 1: Niko, Johnny, Huang and the Liberty City opportunities “Un viaggio di piacere”. Così Huang, giovane arricchito e viziato, a cui la vita regalò solo lusso, piaceri ed alcun tipo di dovere, pensò mentre il volo verso Liberty City stava per decollare. Doveva, in fondo, solo consegnare una spada, il simbolo che avrebbe rappresentato il nuovo patriarca della sua famiglia dopo la morte prematura di suo padre. Quel buon uomo era stato trovato pochi giorni prima con una pallottola in testa, destino piuttosto comune per chi sgarra nel giro di amici che frequentava. La sua famiglia non era esattamente la più onesta della Cina, ed i parenti yankees non tradivano le stesse belle abitudini. Ma a Huang non interessava, il suo compito era di portare la spada a suo zio Kenny, ed imbarcarsi sul primo volo verso casa, magari non prima di aver visitato le boutique di Star Junction. D’altronde lui se lo sarebbe potuto permettere. All’aeroporto internazionale Francis il volo proveniente da Tokyo atterrò puntuale. Due leccapiedi di Kenny, su una berlina, aspettavano Huang per fargli da taxista fino a Dukes, dove l’amato zio gestiva il suo ristorante, perfetta copertura per attività sicuramente meno lecite che cucinare un piatto di spaghetti cinesi. Ma quegli stessi hobby gli avevano creato anche dei nemici, un po’ troppo attenti ultimamente ai suoi affari che parevano andare a gonfie vele. Huang scese dall’aereo ed appena si avvicinò al taxy una pallottola gli sfiorò la tempia, creandogli una profonda ferita, non tanto però da ucciderlo. Stessa fortunata sorte non spettò agli uomini di suo zio. Quando riprese conoscenza, pochi minuti dopo, si trovò sul sedile posteriore di un’altra auto, e sentì due voci poco chiare discutere sul suo destino. Capì subito che le intenzioni dei due non erano esattamente quelle di portarlo al primo ospedale, ma prima che potesse pensare a qualsiasi tipo di fuga l’auto venne abbandonata in corsa dai killer e lanciata verso il mare. Aveva solo una possibilità di salvezza: rompere il parabrezza e riemergere. Così dovrete fare voi, premendo ripetutamente sul touch screen del Nintendo DS con il vostro pennino. E qui inizierà tutto. Capitolo 2: Affari di famiglia Giunto dallo zio a comunicare l’accaduto, Huang capì che il suo soggiorno nella città delle opportunità sarebbe durato a lungo. Da subito venne inserito nel giro dei divertimenti di Liberty City, con qualche compitino facile facile per aiutare lo zio in evidente calo di popolarità. Che si trattasse di intimorire i “clienti” che non pagavano bruciandogli il negozio a suon di molotov oppure assoldare nuovi adepti alla causa della triade reclutandoli in giro per la città, Huang si ambientò nel giro di pochissimi giorni e le conoscenze non tardarono ad arrivare. Sul suo palmare, infatti, comparirono mail di personaggi misteriosi, spesso lontani parenti, pronti ad incontrarlo per offrirgli nuovi incarichi in un vortice di tradimenti e colpi bassi. Da lavorare ne avrebbe avuto parecchio, così come voi ne avrete da giocare: almeno 15 ore per completare la trama principale, il doppio (se basterà) per raggiungere l’agognato 100% nelle statistiche. Il PDA di cui si parlava era il contatto di Huang con il mondo. Tamite questo palmare poteva leggere mail, impostare percorsi GPS verso un determinato obiettivo, controllare l’agenda e contattare qualche simpatico elemento, navigare su internet per acquistare armi e tenere la contabilità ed il magazzino della sua attività secondaria più remunerativa: lo spaccio di droga. Si, perché capirete presto anche voi che non bastano i pochi dollari in premio con le missioni per vivere degnamente a Liberty City. Ci sono appartamenti nuovi da comprare, armi e munizioni, auto, insomma tutti beni di prima necessità che nessuno vi regalerà mai. Certo potrete tentare la fortuna acquistando qualche gratta e vinci, oppure guadagnarvi la paghetta settimanale facendo l’apprendista tatuatore (con un fantastico minigioco via touch-screen ovviamente), oppure salvando qualche ferito con l’ambulanza, o ancora consegnando spaghetti cinesi o prendendo “in prestito” auto e licenza dal primo taxista di passaggio, ma neanche assaltare il furgone dell’ammu-nation o svaligiare magazzini saranno attività in grado di darvi grosse soddisfazioni economiche (ma divertimento quello si, altrochè). Per fortuna a Liberty City esiste una radicata attività legata allo spaccio di stupefacenti, sempre pronta a offrire nuovi posti di lavoro. Nella vostra valigetta personale, oppure nella cassaforte custodita nel rifugio potrete tenere una certa quantità di droga pronta per essere venduta. Che si tratti di ecstasy, coca, erba o calmanti, ognuno degli 80 (!) spacciatori sparsi per i parchi della città avrà esigenze diverse, nonché offerte particolari da proporvi o bisogni immediati di un certo tipo di stupefacente. Con un minimo di accortezza riuscirete a capire al volo l’affare giusto, acquistando una partita da rivendere anche a dieci volte il prezzo di mercato. E i soldi si, così arriveranno. Tutto ciò è magistralmente gestito tramite il PDA, che conterrà un’applicazione in grado di fornirci statistiche dettagliate di vendite, acquisti e clienti. Lo spaccio è di fatto un “gioco nel gioco”, da portare avanti parallelamente alle missioni della storia principale: una sottotrama per certi versi inedita nella saga di GTA, visto l’impatto che ha da subito sull’intero titolo. Le missioni della trama rimangono comunque il fulcro di Chinatown Wars, e per fortuna si rivelano varie e mai noiose o frustranti. Grazie ad una buona curva di apprendimento presto capirete come guidare senza problemi con la croce direzionale anche i mezzi più potenti. Il sistema di combattimento strizza l’occhio, con i dovuti limiti, a quello di GTA IV: con il tasto R ingaggerete il nemico più vicino e con A gli sparerete. Questo per quanto riguarda le armi a munizioni come pistole, mitra, lanciarazzi e simili. Le armi da lancio sono invece gestite tramite touch-screen: selezionandole attiverete una sorta di cerchio su cui trascinare il pennino per dare direzione e lunghezza alla gittata. Più difficile da spiegare che da fare, credeteci. Certo manca la copertura durante i combattimenti vista su Playstation 3 e Xbox360, ma sarebbe stata impossibile da implementare vista la visuale scelta. Quello che però risulta di fatto essere il valore aggiunto della campagna è l’integrazione in ogni missione del touch-screen: oltre a guidare verso l’obiettivo di turno, quasi tutti gli incarichi commissionati hanno una fase in cui dovrete completare un minigioco con il pennino. Volete un esempio? In una missione ci è capitato di dover disinnescare una bomba: dopo aver collegato l’apposito strumento elettronico, tramite il pennino abbiamo testato il voltaggio dei cavi dell’ordigno, e successivamente tranciato quello che ci sembrava il più corretto con un taglierino. Di applicazioni del genere ne troverete davvero tantissime, e dimostrano come Rockstar sia stata in grado con GTA di estrapolare il meglio anche dalle peculiarità del Nintendo DS. Chinatown Wars è un perfetto esempio di cosa voglia dire adattare un brand di successo ad un nuovo hardware, totalmente differente per capacità tecniche ed approccio alla giocabilità. E’ un esercizio di programmazione fenomenale, come probabilmente non se ne sono mai visti sulla nostra piccola console, che eleva a nuovi standard molti aspetti di gameplay e tecnica. Capitolo 3: L’allegra combriccola di Huang Con uno strumento così potente come il PDA, potevano mancare contatti in giro per il mondo sull’agenda di Huang? Ovviamente no. Rockstar ha implementato due distinte modalità multiplayer, una tramite DS Link (con due schede e due console) e una via Nintendo WI-FI. Partiamo dalla seconda, che è anche la più semplice. Aggiungendo i codici-amico delle console dei vostri contatti potrete scambiarvi messaggi ed oggetti in qualsiasi momento durante il gioco, nonché caricare direttamente sul sito Rockstar Social Club le statistiche di completamento delle vostre scorribande. Lasciamo a voi la sorpresa di scoprire cosa gli sviluppatori hanno pensato per chi finisce la trama principale, quindi fate un giro sul sito… Molto di più invece vi aspetta se collegherete DS in Link con due cartucce: per voi si apriranno le porte di tre distinte modalità. La prima vi immergerà nel mondo delle corse clandestine, con gare singole e tornei. La seconda, denominata “Corsa al bottino”, vi vedrà impegnati a controllare un furgone pieno di droga con l’obiettivo di portarlo nel garage del vostro rifugio, con l’avversario che farà di tutto per impedirvi di riuscirci. “Difendi la Base”, invece, è una sorta di co-op in cui dovrete difendere la vostra base da ondate di nemici sempre più agguerriti. Funziona tutto piuttosto bene, ed a conti fatti il multiplayer è un valore aggiunto, anche se con la limitazione di supportare due soli giocatori contemporaneamente. Forse con un piccolo sforzo in più potevano diventare quattro, ma non ne sentirete troppo la mancanza, date le moltissime possibilità offerte dalla campagna singolo giocatore. Capitolo 4: Cartoline da Liberty City Come il lettore può notare dalle immagini allegate al racconto, Liberty City è ancora meravigliosa e riconoscibile in ogni suo vicolo. La visuale isometrica dall’alto non tradisce le tre dimensioni, garantite da un motore grafico eccezionale, capace di spingersi a 30 fps fissi anche in presenza di effetti particellari piuttosto complessi. Ma il 3D non è solo un orpello, bensì parte integrante del gameplay, vista la possibilità di arrampicarsi sui tetti degli edifici, abbattere lampioni, scavalcare muri e affrontare le 30 acrobazie folli sparse per la città. Alderney non è contemplata ma Dukes, Bohan e Algonquin ci sono e sono riprodotte talmente bene che chi ha vissuto le avventure di Niko e Johnny si sentirà subito a casa. E’ tutto artisticamente impeccabile, dalla scelta dei colori alle condizioni meteo variabili fino ai disegni stilizzati dei personaggi durante le introduzioni delle missioni. L’unica pecca, per quanto molto piccola, è la telecamera non perfetta negli spazi più stretti come alcuni vicoli, in cui tende a ballare un po’. Nulla che mini la giocabilità, intendiamoci. Molti suoni, effetti e voci dei passanti sono stati ripresi direttamente da GTA 4 garantendo la giusta atmosfera durante le scorribande di Huang. Putroppo però, inevitabilmente viste le limitazioni del supporto cartuccia, alcuni tocchi di classe sono stati tagliati: le autoradio sono solo quattro e per giunta non eccezionali, ed i protagonisti non parleranno mai, comunicando solo con sottititoli e perdendo quel carisma e quelle espressioni che hanno resto grande la scenografia di GTA IV. Il comparto sonoro appare dunque il meno riuscito di tutto il gioco, ma la domanda è lecita: siamo su Nintendo DS, si poteva fare di più? Beh difficile a dirsi, probabilmente qualcosina si, ma impuntarsi appare davvero troppo cattivo. Commento Finale Qui non c'è spazio per i Pokemon, per Giulia e le sue mille passioni o per le lezioni di inglese; qui sono invitati a partecipare solo i giocatori più maturi, coloro che non hanno paura di approfondire la gangster story appena raccontata, scoprendo i tantissimi segreti e i tocchi di classe che non hanno trovato spazio nella recensione (parlare di tutto sarebbe semplicemente impossibile). Chinatown Wars è politicamente scorretto, violento, imbarazzante, geniale: è un GTA a tutti gli effetti, un nuovo capolavoro targato Rockstar. In quanto tale, avvicinatevi solo se pensate di saperlo apprezzare, ma sappiate che è innanzitutto un capolavoro. Grande trama, grande atmosfera, grande giocabilità, miracoloso comparto tecnico, utilizzo sapiente del touch-screen: uno dei migliori giochi per Nintendo DS in assoluto, la cui qualità offuscherà un'altra volta le sterili quanto inevitabili polemiche che ne accompagneranno l'uscita nei negozi. Must have.
  3. =SpIdEy=

    Inuyasha

    Miroku non si smentisce eh? L'unica cosa che mi ha dato un po' fastidio è che Sesshomaru non ha avuto grande spazio nel finale,almeno farci vedere che fine fà,in realtà passa solo davantiInuyasha e Kagome Comunque mi è piaciuto,bellissimo che Kohaku inizia una sua "carriera" da cacciatore di demoni...
  4. Cavolo 166 serie sono proprio tante...beh credo che ci tocchi ringraziarvi tutti^^
  5. Che roba è gran torino?No perchè se parli della squadra dopo 5 gol non parlerei + qsta è da incorniciare e da appendere ad un quadro... Stai scherzando,io mò me la metto in firma su forumfree Film visto ieri sera,stupendo ^^
  6. si si xò cmq poi si è usato quello, poichè era un sondaggio... Cmq non postiamo + qui ^^ Forse ora è un po' più chiaro
  7. =SpIdEy=

    moto gp

    quoto, ero strafelice che ricominciasse il motomondiale e non vedevo l'ora di gustarmi una bella gara, appena ho acceso la televisione e ho visto che diluviava ci son rimasto malissimo cmq fra un oretta dovrebbero partire, speriamo non piova ancora Ah stò punto rimanderei il motomondiale all'anno prossimo causa sfiga
  8. DRAGON BALL:ORIGINS Voto:8,0 Grafica:7,5 Sonoro:7,5 Giocabilità:7,5 Longevità:7,0 Pro: - Tutta la magia di Dragon Ball in un videogame! - Trama coinvolgente - Realizzazione tecnica di ottimo livello... - Molto divertente Contro: - Sistema di controllo migliorabile - Livello di difficoltà poco elevato - ...ma non perfetta Goku incontra Bulma Come il titolo lascia intuire, in questa versione non impersonerete un Goku già adulto e cosciente della propria origine Saiyan, ma prenderete piuttosto le sorti del protagonista partendo esattamente dall'origine delle sue avventure, così come accadeva nell'anime, cui il videogame è fedelmente ispirato. Vi ritroverete quindi ad affrontare tutte le vicende principali e secondarie che ogni bravo fan di DB conoscerà alla perfezione, partendo dall'incontro con Bulma, fino ad arrivare alla ricerca delle sfere del drago, senza dimenticare il mitico Torneo Tenkaichi e l'avvincente ed impegnativo scontro con il Grande Mago Piccolo, epica conclusione delle avventure del Goku bambino. Il gioco, pur seguendo una trama lineare e con pochissimi colpi di scena (a meno che non siate totalmente a digiuno della serie) risulta immediatamente immersivo sia per l'indubbia simpatia dei personaggi che per la struttura scelta dagli sviluppatori, che mettendo assieme elementi adventure e fasi action in cui sarà necessario combattere, risulta molto bilanciata e gradevole. Al termine di ogni capitolo avrete modo di venire a conoscenza di nuovi particolari della trama attraverso alcune particolari sequenze introduttive che avranno il compito di fare da collante donando alla storia maggiore profondità. Fin dalle prime fasi è possibile notare la qualità del lavoro svolto dagli sviluppatori non soltanto da un punto di vista tecnico, come avremo modo di approfondire in seguito, ma altresì in virtù dell'adattamento all'opera originale, più che mai stravolto quando si parla di Dragon Ball come prodotto legato all'animazione. Ka... me... ha... me... ha! Tornando alla meccanica, le sessioni di "ricerca" ben si incastrano con le fasi di combattimento, realizzate rispettando in modo fedele i delicati rapporti di forza dell'anime. L'engine poligonale gestisce infatti una visuale dall'alto funzionale e comoda, anche se spesso il fatto di dover tenere sotto controllo entrambi gli schermi genera qualche piccolo "incidente di percorso" se non si presta attenzione all'eventuale presenza di nemici nei punti ciechi, fortunatamente non in presenza dei boss. Molto pratico il sistema di controllo, studiato appositamente per esaltare le caratteristiche del DS e rendere l'esperienza assolutamente non banale. Ogni azione o movimento è infatti gestita interamente dallo stylus che, agendo come una sorta di "telecomando", guiderà il personaggio permettendogli di procedere ad andatura normale o veloce, effettuando rapidi cambi di direzione e utilizzando tutte le tecniche di cui Goku dispone. Non sempre tutto va per il verso giusto ma la percentuale di errore è davvero minima. All'atto pratico, grazie alle molte possibilità a disposizione, tra abilità di base, mosse sempre più devastanti e i diversi items utilizzabili nel corso dell'avventura, il livello di difficoltà non appare purtroppo come un ostacolo molto elevato e ciò potrebbe far storcere un po' il naso ai gamers più esperti, tuttavia si rivela essere un difetto marginale se considerato nell'ottica di un gameplay che non ha mai cali di ritmo e, per questo, risulta sempre molto divertente. In particolar modo durante gli scontri con i boss e nella risoluzione di alcuni piccoli enigmi, è importante prestare attenzione ai dettagli, definendo un approccio in grado di supportare la migliore strategia possibile a livello difensivo ed offensivo. Avventura senza sosta Uno degli aspetti più rappresentativi della serie, in contrasto con la sempre più esasperata fisicità di Dragon Ball Z, era rappresentato dall'elevato grado d'umorismo che l'anime non esitava a distribuire in abbondanza, anche facendo ricorso a luoghi comuni e situazioni tipiche della cultura giapponese. Fortunatamente, se in tv tutto ciò era spesso censurato senza il minimo rispetto per l'opera originale, da questo punto di vista ogni appassionato di DB potrà dormire sonni tranquilli, sapendo che questo titolo dispone di un numero così alto di quelle sequenze che sarà impossibile non lasciarsi scappare più di un sorriso, soprattutto per i conoscitori della storia di lunga data. A livello tecnico il gioco è una piccola gioia per gli occhi. Graficamente i modelli poligonali appaiono convincenti e ben animati, con un ottimo character design a supportare il tutto. Molto valida la palette di colori utilizzata e pregevoli le textures. Buono il comparto sonoro, vicino per qualità e stile a quello dell'anime e in grado di sottolineare con la giusta enfasi ogni situazione. Non potendo contare su numerosi extra o modalità aggiuntive in grado d'incrementarne il valore assoluto, la longevità dipende quasi interamente dalla rigiocabilità che saprete ottenere da questo prodotto, che in media potrebbe essere completato nell'arco di dieci ore circa. Fatta questa doverosa premessa, si tratta in assoluto di uno dei migliori Dragon Ball mai prodotti (eccellente in questa versione DS), che merita di essere preso in considerazione per le qualità tecniche e "sentimentali" che potrebbe metaforizzare in ogni gamer. Siete pronti per partire alla ricerca delle sette sfere? Commento Finale Dragon Ball Origins si discosta dalla moltitudine di prodotti tutti uguali ispirati all'opera del geniale Akira Toriyama, proponendo una meccanica rinnovata che, supportando una trama coinvolgente come poche, riesce a fondere perfettamente elementi action ed altri adventure attraverso un gameplay convincente ed appagante. La realizzazione tecnica, pregevole a livello grafico e sonoro ed impreziosita dagli infiniti richiami all'anime, rende merito al personaggio di Goku permettendo al giocatore di riviverne le prime avventure in un crescendo di ritmo e situazioni sempre più divertenti. Nonostante i piccoli difetti presenti, il gioco risulta ben sviluppato sotto ogni punto di vista ed è più che mai consigliato sia per i fans della serie che per ogni possessore di Nintendo DS alla ricerca di un valido prodotto per trascorrrere in tranquillità qualche ora di tempo libero.
  9. =SpIdEy=

    moto gp

    Che sfiga,la gara è stata annullata,sembra che la vogliano fare domani ma non si sà a che ora. E io che stasera avevo voglia di moto XD
  10. Uno scontro a parole secondo me,speriamo sia bello Grazie Trunks^^
  11. The Legend Of Zelda:Phantom Hourglass Grafica: 9,0 Sonoro:9,5 Giocabilità:10 Longevità:9,0 Voto:9,2 Pro: - E' Zelda su DS! - Grafica e sonoro splendidi - Controlli sublimi - Lungo e intenso Contro: - A volte un pò infantile - Multiplayer marginale Quanto è dolce naufragar in questo mare… Pirati, scorribande, spada e scudo, belle principesse da salvare, isole disperse negli oceani ed eroiche traversate. E ancora malvagi spietati, allegri villaggi, personaggi bizzarri, verdi prati e scrigni nascosti. Tutta la vera, grande tradizione di Zelda è presente anche in questo ultimo capitolo, che valorizza, esalta e porta ad nuova dimensione quello che per molti è ormai un classico. Fin dai primi istanti della bella presentazione disegnata con toni pastello decisamente ispirati, appare evidente come Phantom Hourglass prenda piede direttamente dopo le vicende narrate nello stupendo Wind Waker, apparso alcuni anni orsono sul mai troppo amato cubo. E non stiamo parlando solamente di elementi narrativi: per quanto possibile gli sviluppatori hanno cercato di rendere visivamente ed emotivamente vivo quel mondo fatto di cel-shading, colori forti e decisi, personaggi estremamente caratterizzati e isole da esplorare. Il risultato convince appieno, ma non solo, esalta le potenzialità intrinseche della console, donando, come accennato poco sopra, nuova linfa vitale al titolo, rendendolo un acquisto imprescindibile per tutti gli amanti del due schermi Nintendo. Mare, mare, mare... Sembra che Tetra, la bella del gioco, nonché reincarnazione della leggendaria principessa Zelda, ne sia letteralmente stregata. Lei e la sua allegra, strampalata ciurma di briganti trascorrono intere giornate in cerca di tesori e fortune di ogni genere, solcando le azzurre onde col loro vascello. E narra leggenda che esista una nave fantasma, di quelle coi teschi e spuntoni dappertutto, che solo a nominarla bisogna stare attenti, custode di tesori favolosi e ricchezze sconfinate. Il fatto poi che chiunque la incontri scompaia misteriosamente senza far più ritorno non deve turbare più di un tanto la giovane avventuriera, che, senza colpo ferire, si getta a spada tratta sul ponte del succitato veliero, apparso misteriosamente vicino alla nave dei nostri eroi. Purtroppo qualcosa va storto e la nostra principessa si ritrova risucchiata in un vortice oscuro, gridando a gran voce il nostro nome. Beh, siamo eroi o no? Cappello verde bel calcato in testa anche Link si getta all’arrembaggio, rimediando però solo un gran mal di testa e un paio di incisivi in meno. Al suo risveglio, spiaggia deserta, caldo atroce e spuma che lambisce le caviglie troverà il primo compagno di avventura, nonché vero e proprio cursore di movimento. Sotto forma di fatina alata, Ciela ci accompagnerà in tutte le nostre peregrinazioni, interagendo con oggetti e marchingegni, aiutandoci spesso con preziosi consigli. La narrazione procede fluida, spedita, affascinante. Side quests ed elementi ruolistici nel più classico stile della saga vanno ad aggiungere quel pepe necessario a creare una vera e propria miscela esplosiva che ci terrà incollati ai due schermi per parecchio tempo. All’insegna del divertimento Se c’è un titolo che attualmente riesce a sfruttare tutte, ma proprio tutte le caratteristiche tecniche e strutturali di Nintendo DS è proprio Phantom Hourglass. Tecnicamente appare solido e ben definito, una grafica bellissima e colorata, delineata e precisa. Lo stile di Wind Waker è splendidamente ricreato, i tratti sono fantasiosi eppure dotati di una propria personalità. Anche in tema sonoro siamo a livelli eccelsi: le musiche sono magnifiche, epiche ed intense, mai monotone, gli effetti appropriati e ben scelti. I controlli dal canto loro sfiorano la perfezione. L’intera esperienza si gioca tramite stilo, senza far mai ricorso ai pulsanti, se non per nostra scelta. I tratti disegnati vengono riconosciuti magnificamente, senza un minimo di sbavatura. Acrobazie, scudisciate, fendenti, salti e chi più ne ha più ne metta sono incredibilmente semplici da eseguire ed estremamente semplici da assimilare. Affidabile e preciso anche nei combattimenti e nelle situazioni più concitate, è il vero e proprio fiore all’occhiello di questa produzione. Il meticoloso metodo di sviluppo Nintendo dà quindi i suoi frutti, sfornando una pietanza gustosa, ben presentata e decisamente saporita. Ma se proprio vogliamo la ciliegina sulla torta non ci resta che parlare del “come” il DS sia stato spremuto. Le giuste ed intelligenti intuizioni di “Another Code”, “Nintendogs” e affini (ma per chi ha buona memoria anche il primo Metal Gear su PSone è buon esempio) sono state fatte proprie e sviluppate in maniera incredibile, immerse in un’esperienza che trascende i limiti stessi del giocare su console. Senza svelare niente possiamo solo assicurarvi che in più di una situazione vi ritroverete a dover gridare nel microfono per una trattativa commerciale a base di rupie o soffiare per far girare mulini a vento, e….basta, abbiamo già detto troppo. E’ questo quindi uno dei maggiori punti di forza del titolo, esempio illustre di come un vero gioco sia divertimento a 360 gradi, mai banale o scontato, e sempre accessibile a tutti. Se proprio bisogna muovere qualche critica (e dobbiamo farlo, in quanto nostro dovere di rompiscatole) si potrebbe citare il fatto che a volte il gioco tende seriamente a diventare troppo infantile, vuoi per le tematiche, vuoi per le situazioni, cosa che potrebbe non andar giù ai fan di lunga data, o a tutti gli appassionati del Link più adulto. Niente di che, sia chiaro, ma la sensazione che da parte degli sviluppatori si sia cercato di allargare il bacino di utenza anche verso i “nuovissimi” di Zelda a tratti emerge. Altra piccola macchiolina nella fedina penale risiede nella necessità di dover ripetere obbligatoriamente più e più volte lo stesso dungeon, affrontando enigmi e situazioni da capo. Se da un lato ciò ci permette di esplorare a fondo le rovine, dall’altro risulta una scelta non troppo convincente, anche a fronte del tempo impiegato per raggiungere nuovamente l’obbiettivo. A far da corollario a tutto questo ben di Dio troviamo infine una discreta modalità online, che, come avevamo già constatato nella versione giapponese del gioco, incide poco sull’economia globale del titolo e risulta essere nient’altro che un piacevole passatempo spensierato senza troppe pretese. Commento Finale L’ultima impresa di Link nel tentativo di salvare la bella Zelda (forse solo Mario è più sfigato) si incastona come uno splendido gioiello nella corona dei titoli per Nintendo DS. The Phantom Hourglass è bello da vedere e divertente da giocare. Profondo, intenso, vario. Il comparto tecnico è solido e decisamente spettacolare, i controlli sono praticamente perfetti. La sensazione finale è quella di aver fra le mani un prodotto confezionato con estrema cura e perizia, che dà pieno significato all’intrattenimento digitale a tutto tondo. La magica console a due schemi è sfruttata fino al midollo e qui non possiamo che fare un sonoro applauso agli sviluppatori. Poco incidono sul voto finale le sbavature citate durante la recensione, ancora una volta a conferma del fatto che nessuno è perfetto, ma alcuni ci vanno molto, molto vicino.
  12. SONIC AND THE BLACK NIGHT Voto:7.0 Sonoro:7 Longevità:6.5 Grafica:7 Giocabilità:7.5 Pro: -Meccanica migliorata rispetto al passato -Ottimi cambi di ritmo e missioni piuttosto varie -Tecnicamente pregevole -Trama interessante Contro: -Longevità limitata -Scontri con i Boss da rivedere -Ancora lontano dal concept che ha reso Sonic un mito Svestiti i panni da porcospino mannaro della discreta avventura multipiattaforma Sonic Unleashed, Sonic ritorna con un titolo in esclusiva per Nintendo Wii. Questo nuovo action game firmato dal Sonic Team appartiene alla Sonic Storybook series. Abbandonate le atmosfere arabeggianti de Gli Anelli Segreti, questa nuova avventura ci proietta direttamente nel mondo di Camelot. Sonic e il Cavaliere Nero è un platform ibrido che alterna situazioni classiche del personaggio Sega ad altre più innovative impostate sui combattimenti all’arma bianca. Il gioco è totalmente in italiano, così come il manuale di istruzioni, ed appena avviato il disco la console richiede al giocatore un breve aggiornamento. Come in un libro illustrato Il saggio Re Artù è stato corrotto dall’oscuro potere rilasciato dal fodero di Excalibur e sta turbando la pace di Camelot. Per questo motivo una giovane maga di nome Merlina evoca un eroe da un’altra dimensione per poter salvare il regno. Il simpatico Sonic, che in quel momento stava gustando beato tre succulenti hot dog, cade dal cielo e si ritrova in un luogo del tutto sconosciuto. Il filmato introduttivo mostra la fuga della maga ed il primo incontro, più comico che epico, tra Sonic, Merlina ed un minaccioso Re Artù. Obiettivo di Sonic è recuperare la saccente spada Caliburn, che nonostante il tentativo degli sceneggiatori risulta un personaggio poco carismatico, e partire alla ricerca dell’ingiusto regnante. I più noti comprimari della serie appaiono in questo episodio, in maniera analoga a quanto visto ne Gli Anelli Segreti, occupando il ruolo di vari protagonisti della vicenda. Soltanto Sonic pare però riconoscere gli amici. Il resto della storia è narrato attraverso sequenze splendidamente animate e colorate. Con un effetto grafico d’impatto sono stati ricreati degli intermezzi che tanto ricordano un libro di favole, animate, ingiallito dal tempo. L’effetto tremolio e le evocative ombreggiature rappresentano una vera e propria sorpresa all’interno di un prodotto graficamente nella media. Il fabbro con due code Il sistema di controllo di Sonic e il Cavaliere Nero abbandona la strada percorsa con Gli Anelli Segreti e si affida alla tradizionale coppia telecomando più Nunchuk. Con la leva analogica si controlla il porcospino, con una scossa al telecomando si esegue un fendente con la spada, con il tasto A si salta, con il B si utilizzano alcune mosse speciali limitate da una barra di energia a parte e con il tasto Z si effettua la guardia. Il sistema di comando funziona piuttosto bene e, complice una struttura meno legata alle acrobazie aeree, si ha raramente la sensazione di non avere la situazione sotto controllo. In definitiva possiamo promuovere per la maggior parte dei casi il sistema di controllo, anche se l’estrema sensibilità della leva analogica obbliga il giocatore ad una piccola fase di rodaggio. I primi livelli, costruiti come il classico tutorial, introducono in maniera graduale, e mai tediosa, all’avventura vera e propria. Strutturalmente la mappa di Camelot è suddivisa in vari mondi costituiti da cinque tipi di missioni. Si deve raggiungere la fine del livello, sconfiggere un determinato numero di nemici, donare anelli ai cittadini bisognosi, eliminare i boss oppure affrontare uno specifico obiettivo (come quello di non toccare nessuno durante un intero livello). Le missioni sono molto ben amalgamate ed anche grazie a qualche piccola variazione, come gli stage sul carro od altri nei quali utilizzare la spada per scalare pareti, non vengono mai a noia. Affrontando i livelli si raccolgono oggetti che, grazie al fabbro Tails, possono essere utilizzati per potenziare il nostro eroe. È poi possibile modificare lo stile di combattimento in modo da sfruttare alcune abilità specifiche nelle missioni più adatte. Superando i livelli è possibile anche salire di grado fino a guadagnare la fiducia della nostra spada. Spadaccini e ripetute Le più importanti novità sono però da ricercare nel sistema di gioco. Sonic ha in questo caso a disposizione una spada con la quale combattere i cavalieri al servizio del malvagio sovrano. Questa meccanica riesce in parte a svecchiare alcune meccaniche di gioco che non funzionavano nel capitolo precedente. Le missioni alternano sezioni molto rapide, e più marcatamente platform, nelle quali superare di slancio i vari ostacoli ad altre maggiormente incentrate sull’azione. Nonostante un sistema di collisione degli scontri con la spada non esente da difetti, il tutto funziona discretamente bene. Con il giusto tempismo, le mosse speciali ed una discreta fortuna, è possibile eliminare sequenze di cavalieri rivali con fulminei ma appaganti duelli all’arma bianca. Puretroppo qualche imprecisione si può segnalare ogni qualvolta siamo costretti a camminare a ritroso, ma in definitiva l’esperienza di gioco, pur non risultando indimenticabile, si rivela piacevole. Il titolo, aspetto raro per un episodio recente di Sonic, non risulta quasi mai frustrante. Un discorso a parte meritano invece i combattimenti contro alcune nostre vecchie conoscenze nei panni dei Cavalieri della Tavola Rotonda. Questi combattimenti appaiono realizzati in maniera caotica e troppo spesso si ottiene la vittoria più per caso che per reale abilità. Per fortuna i boss del gioco non sono moltissimi, ma opbiettivamente tale difetto non é certo trascurabile ai fini del divertimento. Colori e magie Graficamente il titolo risalta grazie ad alcune scelte cromatiche, arricchite da ottimi effetti di luce, davvero evocative. L’unico difetto è da imputare ad una certa ripetitività di ambienti. Nonostante il buon lavoro svolto dai grafici, l’ambientazione cavalleresca del titolo ha limitato in parte la fantasia degli sviluppatori ed i fan di vecchia data potrebbero rimpiangere gli scenari più classici di Sonic. Le animazioni sono nella media e sia i nemici che gli abitanti dei piccoli feudi risultano un po’ troppo ripetitivi. La colonna sonora mantiene un ritmo costantemente sostenuto, ma quasi mai risulta ispirata. Il contesto del gioco avrebbe forse meritato una ricerca musicale più approfondita. Il vero tallone d’Achille del titolo è però la scarsa longevità. Una più precisa gestione dei comandi di gioco ha come conseguenza un generale abbassamento del livello di difficoltà. Per questo motivo un giocatore esperto che magari ha già completato le ultime avventure del porcospino blu terminerà il titolo in una manciata di intense sessioni di gioco. Una trama soprendente prolunga l'avventura, ma siamo comunque sulle sei - sette ore totali. A parziale compensazione vanno segnalate una trascurabile opzione battaglia che permette scontri in multiplayer fino a quattro giocatori ed una modalità di classifica internazionale tramite WiFi Connection che garantisce anche lo scambio di oggetti tra amici. Sonic e il Cavaliere Nero migliora in maniera sensibile la giocabilità dei titoli precedenti pubblicati in questa generazione di console, ma risente di un paio di difetti strutturali che penalizzano in parte un prodotto comunque discreto. Commento finale: Sonic e il Cavaliere Nero è stato accolto fin da subito con una certa diffidenza. L’idea di associare la mascotte Sega al regno di Re Artù poteva apparire azzardata, ma così non è stato. Se si eccettuano le confusionarie sezioni con i Boss, la giocabilità risulta molto più curata rispetto al recente passato, ance se limitata da difetti citati in sede di recensione. Il gioco non risulta quasi mai frustrante ed una struttura costruita sui cambi di ritmo improvvisi giova alla varietà dell’azione. Due note di merito vanno all’ottima scelta grafica delle sequenze di intermezzo ed al tentativo di rendere il più varia possibile l’avventura. I puristi della serie potrebbero però non apprezzare un titolo piuttosto breve, nonostante tutto non sia quello che sembra, e che si allontana dalle ambientazioni classiche. L’incursione di Sonic nel regno di Re Artù pur non segnando la storia dei videogiochi, risulta globalmente spassosa e ricca di piccoli tocchi di classe e di qualche sorpresa.
  13. solo 30 minuti? allora non hai visto i video di Sam ed i miei ad ogni modo grazie del complimento XD
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